Lee Smith.
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Le ultime ragazze.
Parte 1.
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Titolo originale: The Last Girls.
Traduzione di: Gioia Guerzoni.
2003. Neri Pozza Editore, VICENZA.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
           Fondazione Ezio Galiano 
             http:\\www.galiano.it
      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Presentazione.
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Harriet Holding si aggira nell'immensa hall del Peabody Hotel, il celebre albergo di Memphis in cui, come ha scritto William Faulkner, incomincia veramente il Mississippi, stupita di trovarsi di nuovo nel lussureggiante, profondo Sud, al cospetto di lampadari giganteschi, pavimenti di marmo, palme, tappeti orientali e grandi divani su cui affascinanti ereditiere bionde si confidano sogni, segreti e speranze inimmaginabili.
Fuori il Mississippi, marrone, lucente, brilla nel sole come il vetro scuro delle vecchie bottiglie, e i piroscafi, con le bandiere svolazzanti e i fumaioli che luccicano, galleggiano placidamente ancorati come signore ben vestite per la chiesa.
Ogni cosa sembra simile a trentaquattro anni fa, a quella meravigliosa giornata di giugno della met degli anni Sessanta in cui Harriet, Baby Ballou, Courtney Gray, Catherine Wilson, Anna Todd e altre sette intrepide ragazze del Mary Scott College si imbarcarono, per percorrere il Mississippi gi fino a New Orleans, sulla Daisy Pickett, una chiatta di legno tenuta a galla da fusti di petrolio e con a bordo qualche zanzariera, un secchio per la doccia e vecchie e consunte brandine militari.
L'idea era venuta a Baby, che voleva a tutti i costi poter dire un giorno la bellissima frase che Huck e Jim pronunciano nelle Avventure di Huckleberry Finn, il romanzo di Mark Twain:  una vita magnifica vivere sopra una zattera.
Ogni cosa sembra davvero simile a quegli anni, ma Harriet lo sa,  una sciocca e vana illusione poter rivivere il passato. Con Courtney, che oggi fa disperatamente i conti con le grettezze della citt di provincia in cui vive; con Catherine, prigioniera del suo terzo felice matrimonio; e con Anna, che scrive romanzi rosa per sfuggire alle tragedie della sua esistenza, Harriet, che non si  mai sposata e non sa nemmeno perch, si imbarcher sul Belle of
Natchez e far lo stesso identico viaggio di trentaquattro anni fa. Questa volta per non su una chiatta sgangherata, ma su un lussuoso battello a vapore, e non in compagnia della bella Baby Ballou, ma di un triste bagaglio: le ceneri di Baby che, una volta raggiunta New Orleans, saranno restituite al fiume.
Acclamato dalla stampa americana come un Grande Freddo al femminile, Le ultime ragazze celebra con tenerezza e levit i sogni e le disillusioni di quattro donne e mostra come, nel cuore dell'et adulta, possa ancora soffiare il vento impetuoso della giovent.
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L'AUTRICE.
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Lee Smith  nata il primo novembre 1944 a Grundy, nello stato della Virginia. Dopo un B.A. ottenuto all'Hollins College nel 1967, ha lavorato come editor per il Tuscaloosa News e in seguito ha insegnato presso diversi college e varie universit.
A partire dal suo esordio nel 1968, ha pubblicato 14 romanzi, 4 raccolte di racconti e un memoir. Tra i numerosi riconoscimenti ottenuti si segnalano due O. Henry Award nel 1979 e nel 1981 e il Premio Dos Passos nel 1987.
Vita privata. Dopo il matrimonio con il poeta James E. Seay dal quale sono nati Josh (morto nel 2003) e Page, ha sposato il giornalista Hal Crowther nel 1985. Lee Smith vive a Hillsborough in North Carolina. Le ultime ragazze  il suo ultimo romanzo.
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Le ultime ragazze.
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Dedica.
Questo libro  per il mio adorato marito Hal, pilota, compagno di bordo e amico, sempre presente nel viaggio della vita... e per Jane e Vereen Bell, che percorsero il fiume con noi nell'estate del 1999.
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Il Mississippi  qualcosa su cui vale davvero la pena informarsi.
Non  un fiume normale, al contrario,  particolare sotto molti punti di vista... Si pu anche affermare con una certa sicurezza che sia il fiume pi tortuoso del mondo, dal momento che in una parte del suo percorso si snoda per milletrecento miglia, mentre per coprire la stessa distanza un corvo ne sorvolerebbe solo seicentosettantacinque.
 speciale anche perch invece di allargarsi verso la foce, si restringe, diventa sempre pi stretto e profondo. Dal congiungimento con l'Ohio fino a un punto a met strada verso il mare, l'ampiezza media  di un miglio con l'acqua alta; da l al mare si restringe notevolmente, finch, ai canali sulla foce,  largo poco pi di mezzo miglio. Quando incontra l'Ohio, il Mississippi  profondo ottantasette piedi; la profondit aumenta gradualmente, fino a raggiungere i centoventinove piedi appena inizia la foce.
Mark Twain, Life on the Mississippi.
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Qualche volta la vita  pi simile a un fiume che a un libro.
Cort Conley.
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10 Giugno 1965.
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Ragazze a gog sul Mississippi.
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Paducah, Ky. (AP) - Non riusciamo ancora a crederci! sono state le ultime parole prima della partenza di 12 euforiche studentesse del Mary Scott College pronte a imbarcarsi su una chiatta per percorrere il Mississippi, in un viaggio alla Huck Finn.
Le avventurose fanciulle hanno levato l'ancora alle 13,15 di oggi, dirette a New Orleans, 950 miglia a sud. La partenza era stata ritardata perch una ragazza dell'equipaggio ha lanciato in acqua un'ancora senza cima che l'ha costretta a un'operazione di recupero in bikini, per il divertimento della folla. Ehi, New Orleans  da quella parte! hanno gridato i burloni locali quando il barcone sgangherato si  finalmente staccato da terra, ore dopo la partenza prefissata.
Lo skipper, un capitano di battello in pensione, il 74enne Gordon S. Cartwright, aveva risposto a un annuncio che le ragazze avevano fatto pubblicare su una rivista di nautica, assicurandole che avrebbe pilotato gratuitamente il mezzo. Cartwright calcola che percorreranno otto o nove miglia al giorno, attraccheranno di notte e raggiungeranno New Orleans in 10 o 12 giorni.
Ho trasportato tonnellaggi maggiori, ma mai un carico cos prezioso, ha detto il capitano.
Le ragazze sono: Ruth D'Agostino di New York, N.Y.; Margaret Burns Ballou di Demopolis, Ala.; Lauren DuPree di Mobile, Ala.; Courtney Gray di Raleigh, N.C.; Jane Gillespie di Richmond, Va.; Susan Alexis Hill di Atlanta, Ga.; Harriet Holding di Staunton, Va.; Bowen Montague di Nashville, Tenn.; Suzanne St. John di New Orleans, La.; Anna Todd di Ivy, W. Va.; Catherine Wilson di Birmingham, Ala.; e Mimi West di Silver Spring, Md.
L'imbarcazione, battezzata Daisy Pickett,  stata costruita in un cantiere di Paducah sotto la supervisione del capitano Cartwright.
Simile a una veranda galleggiante, la Daisy Pickett  una piattaforma di legno di 12 x 5 metri con fiancate di tavole di legno, poggiante su 52 fusti di petrolio e alimentata da due motori da quaranta cavalli.
La chiatta  dotata di una struttura tubolare che le marinaie possono coprire con tela cerata, zanzariere e una doccia che consiste in un secchio appeso a cui  attaccata una lunga corda.
Le provviste sono ammonticchiate negli angoli della chiatta, mentre per la notte si dispone di brandine militari. Alcune ragazze dovranno dormire a turno sul pavimento, o a terra. Un cartello scritto a mano, cambusa, indica una nicchia in compensato di meno di due metri quadri dove sono riposti cibi in scatola, panini per hot-dog e altre provviste. Le ragazze faranno i turni in cucina e avranno a disposizione una piccola stufa a legna.
La Daisy Pickett  partita innalzando due bandiere, una americana e una con un'enorme margherita gialla, dipinta a mano.
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Miglio 736.
Memphis, Tennessee
Venerd 7/5/99
Ore 16,45.
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William Faulkner disse che il Mississippi incomincia nella
hall del Peabody Hotel, pensa Harriet. Non fatica a crederci,
in attesa di registrarsi al bancone riccamente ornato.
Vasta ed esotica come un paese straniero, la hall silenziosa
sembra non finire mai, con i suoi lampadari giganteschi, i
pavimenti di marmo, le palme intorno ai tappeti orientali
e a una fontana centrale, le isole di grandi e comodi divani
su cui affascinanti ereditiere bionde, vicine vicine, si raccontano
segreti che Harriet non sapr mai e non riesce
nemmeno a immaginare. Oh, lei non c'entra niente l a
Memphis, non c'entra niente con quella hall elegante, e
nemmeno con il nuovo viaggio sul fiume in compagnia di
quelle donne che non conosce pi e con cui non ha nulla
in comune, proprio nulla. E con cui non ha mai avuto
nulla in comune. Forse  stato solo un caso - vicinanza,
coincidenza dei tempi, la sorte. Harriet ha letto che ora
assegnano i compagni di stanza in base alla statura, un
sistema che funziona bene come qualsiasi altro. E in effetti
lei e Baby erano esattamente della stessa altezza (un metro
e sessantasette) e dello stesso peso (cinquantasei chili) -
anche se distribuiti senza dubbio in maniera decisamente
diversa - quando furono messe nella stessa camera al Mary
Scott College, nel 1963. Potevano scambiarsi i vestiti. A
Harriet viene in mente quando si era infilata quel maglioncino
di cachemire nel momento stesso in cui Baby, rientrata
ubriaca dopo un appuntamento pomeridiano, l'aveva
tolto, ed era uscita in fretta per la serata; ricorda come le
era sembrato caldo e soffice contro i seni che nessun ragazzo
aveva mai visto. Era il primo anno di college.
Oh,  tutto un orribile sbaglio, pensa Harriet, mentre il
suo cuore inizia a martellare bench cerchi di respirare
piano e a fondo nella gelida aria profumata del Peabody
Hotel. Per calmarsi, si concentra sulla colonna pi vicina,
cos imponente, levigata: lei  davvero insignificante accanto
a quella massa di pietra. Insignificante, con quel suo
indecente boccheggiare e ansimare, quel dispiegamento di
emozioni. Lo sguardo di Harriet va in alto, sempre pi in
alto lungo le lisce colonne venate che scompaiono nell'aria
scura dell'ammezzato, in cima alla scalinata di marmo che
porta a tutte quelle stanze dove persino in quel momento
vengono decisi i prezzi del cotone, ci si procurano voti con
il denaro pubblico e si consumano bollenti relazioni illecite
nella pausa del pranzo. Oh, basta! Cosa c' che non va?
Tutto quello da cui Harriet ha tentato faticosamente di
allontanarsi ritorna a travolgerla, tanto che deve sedersi su
un bel divanetto ricoperto di tessuto ricamato a punto
fiamma. Non riesce a respirare. Deve ancora riprendersi
dall'isterectomia. Ansimando, si guarda intorno. Le pareti
sono di un bel rosa carico, un colore che Harriet ha sempre
considerato molto italiano, anche se non  mai stata in
Italia. Persino l'illuminazione rosea, smorzata, sembra dirle:
Calmati, cara. Tranquilla. Tutto si metter a posto.
Non preoccuparti, bella testolina...
Un cameriere di colore le si para di fronte con un vassoio
d'argento e un gran sorriso (non si rende conto di
quanto  politicamente scorretto?) e le chiede se desidera
qualcosa. Harriet dice s, dell'acqua, grazie e lui risponde
non c' di che, e scompare come per magia. La grande
societ che gestisce questo hotel deve aver insegnato a
tutti i dipendenti a dire non c' di che con quel tono,
Harriet ne  sicura. Un qualsiasi ragazzo di colore di Memphis
non direbbe mai non c' di che di sua spontanea
volont.
Ma era stato davvero William Faulkner a dire che il
Mississippi incomincia nella hall del Peabody Hotel?
Oppure qualcun altro? O forse  stata lei, Harriet Holding,
a inventarselo? A cinquantatr anni, Harriet non ricorda
nulla, e qualche volta, ovviamente,  una fortuna. Per non
ricorda neanche i nomi dei suoi studenti cinque minuti
dopo la fine del trimestre, per esempio, e nemmeno quelli
dei suoi colleghi se li incontra per caso in pizzeria o in un
grande magazzino invece che nella sala professori o nella
biblioteca dove li vede tutti i giorni da trent'anni.
Eppure all'improvviso, come se fosse ieri, Harriet ricorda
il bellissimo viso di Baby Ballou quando spos Charlie
Mahan, nel matrimonio pi grandioso che Harriet abbia
mai visto, e tutte loro erano le damigelle: Harriet, Anna e
Courtney, da sempre compagne di camera, e che ora si
riuniscono di nuovo. Oh, che esagerazione! Solo perch si
 presa cura di Baby Ballou al college non vuol dire che
debba farlo per il resto della vita.
A ogni modo, Harriet non riesce a ricordare perch mai
ha acconsentito, perch ha richiamato Charlie Mahan
quando le ha lasciato un messaggio sulla segreteria, considerando
il fatto che probabilmente era stata tutta colpa di
lui. Eppure Charlie Mahan  ancora affascinante, certo,
con quella pronuncia strascicata, profonda, rauca che le fa
venire in mente una strada ghiaiosa, come quelle che percorrevano
lei e Baby quando andavano in Alabama. Scorrazzare,
lo chiamava Baby. Da allora Harriet non aveva pi
scorrazzato in macchina. Giravano senza meta per le campagne,
nella decappottabile di Baby, imboccando qualsiasi
strada, superando granai ricoperti di kudzu(1) campi di cotone
e bambini nei cortili, che le guardavano passare in
silenzio, senza fare alcun cenno di saluto. Bevevano birra
ascoltando Wilson Pickett alla radio, mentre gli insetti morivano
sul parabrezza e le erbacce entravano dai finestrini,
imponenti steli di verga d'oro, melissa, eupatoria. Come
qualsiasi cosa nel profondo Sud, quelle erbacce erano troppo
grandi, troppo aggrovigliate, troppo fitte. Potrebbero
crescerti intorno e strangolarti in un attimo, pensava Harriet.
Originaria della Virginia, Harriet aveva sempre pensato
di essere del Sud finch non era andata in Alabama
con Baby Ballou. Ed eccola di nuovo l, sospesa ancora una
volta sul limitare tenebroso e lussureggiante del profondo Sud.
Le viene in mente il regalo che le damigelle avevano
dato a Baby la notte prima delle nozze, una specie di scherzo
ma non proprio, anzi per nulla, considerando cos'era
successo poi: un'elegante borsetta da sera in seta marezzata
color albicocca, che era appartenuta alla nonna di qualcuno.
Tutto ci di cui hai bisogno per vivere nel Delta, avevano
scritto sul bigliettino. All'interno c'erano un paio di
slip in seta nera e una bottiglietta di gin. Harriet pensa che
non le dispiacerebbe un goccio di gin, mentre torna con la
mente al viso sottile di Baby, che si arrossava spesso, agli
zigomi simili ad ali e agli enormi occhi azzurri sempre sbigottiti,
ai lunghi capelli scuri che le ricadevano sul viso e
che lei continuava a spostare indietro nello stesso modo
ossessivo con cui si mangiava le unghie, fumava e faceva qualsiasi altra cosa.
Ecco qui, signora, dice il cameriere, tornando con un
calice di cristallo imperlato di acqua ghiacciata; ma quando
Harriet fruga nella borsetta per cercare i soldi della
mancia il ragazzo sventola la mano con aria di superiorit
e scivola via canticchiando non c' di che con una sonora
voce da gospel. Harriet si sforza di non ridere, perch sa
che altrimenti non smetter pi, mai pi.
Harriet, che aveva frequentato la scuola grazie alle borse
di studio, si identificava pi facilmente con i neri con cui
lavorava alla mensa del college che con alcune delle sue
compagne, che non avevano faticato un solo giorno delle
loro vite privilegiate. La gente di colore dice la verit, al
contrario dei ricchi bianchi del Sud, che dicono quello che
pensano ti faccia piacere, e fanno cos anche con se stessi.
Una bellissima infermiera color caff aveva assistito alla
visita che aveva deciso la recente isterectomia di Harriet,
puntando dentro il suo corpo una specie di torcia davanti
a tre medici bianchi in fila che mormoravano Mmm e
Umm con atteggiamento serio e professionale. Uno di
loro, probabilmente il primario, dimostrava a malapena
dodici anni. I medici osservarono il suo apparato riproduttivo
su uno schermo televisivo fissato a una parete dell'ambulatorio.
Anche Harriet, i piedi infilati nelle staffe e un
lenzuolo avvolto pudicamente intorno al resto del corpo,
fissava lo schermo. Era davvero incredibile vedere il proprio
utero, le ovaie, le tube di Falloppio e tutto il resto
appiattiti sullo schermo come una mappa. Era un miracolo della medicina moderna e, stranamente, Harriet non si
sentiva imbarazzata. Anzi, era come se lei non ci fosse nemmeno.
I dottori discussero delle masse sulle ovaie, che non
potevano in realt vedere a causa dei fibromi nell'utero.
Mmmmm, commentarono in tono significativo. Poi si
ritirarono, uscendo dalla porta in una candida fila indiana
per andare a consultarsi tra loro.
L'infermiera, che non aveva aperto bocca per tutta la
visita, si rivolse a Harriet. Inclin il capo e inarc un elegante
sopracciglio. Senti un po', cara, attacc, nel mio
lavoro ho visto almeno un milione di casi come questo e ti
voglio dire una cosa. Se fossi in te, mi farei togliere tutto
quello schifo in un colpo solo.
Harriet aveva fatto proprio cos. Comunque, perdeva
troppo sangue da anni. Ma ci si abitua a tutto e lei si era
abituata a sentirsi cos stanca, senza energie e ad avere quelle
vampate di calore nei momenti pi inopportuni.
Ma tutti questi sintomi non interferiscono con la sua
vita sessuale? le aveva chiesto a un certo punto il giovane medico.
Non ho una vita sessuale, aveva risposto Harriet, rendendosi
conto, mentre lo diceva, che era proprio cos. Era
cos da anni. Pens al detto se non lo usi lo perdi.
Be', la verit era che non le importava perderlo. Sotto
molti punti di vista era stato quasi un sollievo, anche se
Harriet aveva sempre pensato di diventare madre, prima
o poi. Aveva sempre pensato che si sarebbe sposata.  ancora
vagamente sorpresa del fatto che queste cose non
siano successe.  stata cos occupata a prendersi cura di
tutti - prima Jill, poi la mamma, poi il programma COMEBACK!
a scuola, la sponsorizzazione del giornale e l'annuario;
e ovviamente i suoi studenti sono stati un po' come dei
figli. Ora li vede ovunque, sparpagliati qua e l per la
Shenandoah Valley. Salve, signorina Holding! Salve, signorina
Holding! gridano voci trillanti in visi stranamente vecchi.
Non ne ricorda nemmeno uno. Il tempo ha accelerato,
in un certo senso, mugghiando come una furiosa corrente incontrollabile...
Se non si fosse sottoposta all'isterectomia, avrebbe mai
accettato la richiesta di Charlie Mahan, si sarebbe fatta
trascinare in quel piano folle? Probabilmente no. In effetti
per la situazione ha iniziato a scapparle di mano pi di
un anno fa, persino prima che consultasse il ginecologo.
Semplicemente non si sentiva a posto. Innanzitutto, la testa
aveva incominciato a vagare. Per esempio, poteva arrivare
a Charlottesville per un incontro senza il minimo
ricordo di aver guidato fino a l, n della strada che aveva
percorso. Oppure andava dal soggiorno alla cucina e poi
rimaneva impalata, chiedendosi perch era l, cos'aveva
in mente. La sua amica Phyllis lo definiva il cambiamento.
Phyllis, un donnone autoritario che insegnava contabilit
al college, aveva gi affrontato da sola il cambiamento,
snobbando i medici e ingoiando enormi manciate
di ginkgo biloba e ginseng comprati nell'erboristeria di Roanoke.
Devi farti portare dalla corrente, cambiare con il cambiamento,
le aveva consigliato. Prova con un po' di zinco.
O forse con un uomo, si era sorpresa a dire Harriet.
Le parole le erano rotolate fuori dalla bocca.
Harriet! Phyllis era rimasta sorpresa quanto lei e aveva
proclamato che non voleva un uomo, perch altrimenti
avrebbe finito per prendersene cura e poi lui l'avrebbe piantata
in asso. Gli uomini sono come le efemere, aveva affermato.
Nonostante ci, Harriet si era ritrovata spesso a pensare
agli uomini. A volte si svegliava nel cuore della notte con il
corpo in fiamme, pensando agli uomini. Ma non lo aveva
mai detto a Phyllis. A Harriet gli uomini erano sempre piaciuti;
era anche uscita con qualcuno, perlopi frequentazioni
decorose, che si erano interrotte quando stavano minacciando
di diventare troppo impegnative. Anzi, per essere
precisi, era stata Harriet a interromperle. Ed erano stati
anche uomini piacevoli: il nuovo ministro della chiesa metodista,
un vedovo; il preside del suo college, la cui moglie
era scappata con il maestro di yoga; e una volta persino il
suo dentista, che le aveva chiesto di uscire a cena mentre le
faceva un canale radicolare del canino sinistro superiore.
Naturalmente lei aveva annuito, appiattendosi contro lo
schienale della poltroncina. Be', avrebbe potuto trapanarla
fino al cervello. Certo, Henry Jessup non l'avrebbe fatto -
si era dimostrato un uomo dolcissimo, in effetti - un sognatore,
poetico per essere un dentista, che aveva lasciato
Cleveland per prendersi cura degli anziani genitori. E poi
Harriet gli piaceva sul serio. Per chiss quale motivo la trovava
divertente, addirittura lo emozionava, o perlomeno
cos diceva. La portava a fare delle passeggiate, dei picnic,
ai festival di musica country. Ma ogni volta che Henry
Jessup cercava di dire qualcosa di serio, la mente di Harriet
si librava in aria, per poi appollaiarsi su un albero come un
uccello. Alla fine Henry lasci perdere. I suoi genitori morirono
e lui torn a Cleveland.
Ma tutto ci risaliva ad anni e anni prima.
Pi di recente, tre settimane prima, Harriet aveva praticamente
abbordato uno strano tizio al mercato del sabato
mattina. Be', abbordare  un po' esagerato. Per aveva attaccato
discorso per prima, il che sicuramente non era da
lei. Non riesce ancora a capacitarsi d'averlo fatto. Era una
delle prime volte che usciva di casa dopo l'isterectomia.
Non aveva mai visto quell'uomo robusto, trasandato ma
gradevole, pi o meno della sua et, un po' pelato e con il
codino, che a Harriet  sempre piaciuto. Stava esaminando
dei pomodori.
Quello  un German Johnson, aveva attaccato lei.
Sono molto buoni. Forse penser che non  maturo, ma
le assicuro che lo , solo che  rosa invece che rosso. Sono
pomodori rosa, German Johnson.
Lui si era voltato sorridendo per vedere chi potesse avere
tanto da dire su una qualit di pomodori. Grazie, aveva
detto a Harriet e poi: Ne prendo un paio, rivolgendosi
alla fruttivendola, la vecchia signora Irons, ma sempre fissando
Harriet. Ehi, aveva aggiunto all'improvviso, perch
non andiamo a berci un caff? Non le aveva dato il
tempo di aprir bocca. Solo un secondo, mi lasci pagare i
pomodori, okay?
Mentre le voltava le spalle, Harriet se l'era svignata, infilandosi
dietro la bancarella delle trapunte, superando in
fretta il chiosco delle scout che vendevano limonata, e poi,
girato l'angolo, si era rifugiata in macchina. Finalmente al
sicuro, era scoppiata a piangere. Aveva continuato a singhiozzare
per tutta la strada fino a casa, e non solo perch
le facevano male i punti, ma per una specie di nostalgia
profonda, intensa, che non sapeva di provare. Ora  dispiaciuta,
o quasi, di essere scappata via cos. Si chiede chi
fosse quell'uomo. E qualche volta le capita - per esempio
quando  ferma a un semaforo in centro - di scandagliare
le strade con lo sguardo, in cerca della sua camicia blu. 
una cosa ridicola. Come lo sono i suoi pianti continui, che
la travolgono nei momenti pi strani... l'isterectomia le ha
dato troppo tempo per riflettere.
Harriet ha sempre pensato che prima o poi si sarebbe
laureata e avrebbe pubblicato articoli su giornali colti e
scritto romanzi brillanti nei ritagli di tempo. Perch no,
persino il dottor Tompkins una volta aveva scritto brillante
su una delle sue tesine di fine trimestre - di che cosa
parlava? Il concetto di amor cortese in... qualcosa. E allora
perch non si era mai laureata? Perch non si era mai
sposata? Perch non aveva preso quel caff? Harriet pensa
si tratti semplicemente dei nervi. Certo,  sempre stata un
po' timida, un po' passiva, anche se di sicuro  una persona
buona, e fedele... oh, Dio! Si potrebbero dire queste
cose di un cane. In un certo senso, non  mai stata determinata
come altre persone. Non ha mai avuto molta energia,
e l'energia  anche destino, in fin dei conti. Forse adesso
avr un po' pi energie, dopo l'isterectomia. Forse tutto
quel progesterone la confondeva, ingarbugliava le cose. Adesso
prende l'estrogeno - estrogeno non associato, l'ha
definito il giovane medico, scrivendole la prescrizione con
la sua calligrafia illeggibile. Esca e vada a divertirsi, le
aveva consigliato.
Invece, Harriet sta per soccombere a un'altra crisi di
nervi qui alla reception del Peabody Hotel, la porta del
Mississippi. Scrive il nome sul modulo, consegna la Visa e
la patente. Poi prende l'enorme chiave dorata della camera,
che le d una sensazione stranamente piacevole; per fortuna
non sono ancora passati a quegli affari elettrici, sottili
come una carta di credito.
Oh s, stamattina  arrivato un pacco per lei, Federal
Express, dice il gracile addetto alla reception, come se
avesse avuto un ripensamento. Poi, dalla mensola alle sue
spalle prende una scatola di cartone arancione e rossa e la
spinge sul bancone verso Harriet, che involontariamente
indietreggia. Sa di che cosa si tratta. El Destino, Sweet
Springs, Mississippi,  il mittente. L'impiegato esita, guardandola
con gli occhi umidi. Avr pianto? Spinge il pacchetto
ancora un po' pi verso di lei.
Vuole che lo porti io, signora? chiede il fattorino al
suo fianco, con il bagaglio gi sul carrello. Harriet annuisce
in silenzio. Poi  finita, tutto  deciso, ed  con una
certa sensazione di sollievo che Harriet segue la sua uniforme
rossa e dorata attraverso la hall fino all'ascensore,
oltrepassando signore che bevono appollaiate su alti sgabelli
al bancone di mogano. Anche Baby dovrebbe essere
qui; era stata educata per diventare una vera signora, anche
se non glien'era mai fregato niente. Qualche volta Harriet
sente di odiare Baby. Avere tutto su un piatto d'argento e
gettarlo via cos... Se c' qualcosa di immorale, be', quello
lo , pensa Harriet. Uno spreco. Harriet segue il fattorino
oltre la fontana dove sguazzano le famose anatre.
Tra poco, lo sa, le anatre usciranno sculettando dalla
fontana, scrolleranno le piume e attraverseranno la hall in
fila indiana, fino a un ascensore che le porter dove vengono
tenute. Lo fanno tutti i giorni. Cosa succederebbe,
si chiede Harriet, se qualcuno le dirigesse verso la porta,
in strada e poi fino al fiume? Questo  ci che succeder a lei.
Perch qui davanti c' il grande fiume, che riempie l'enorme
vetrata panoramica della sua stanza all'undicesimo
piano. Incapace di staccare gli occhi dall'acqua, Harriet
passa distrattamente una banconota da dieci dollari al fattorino
(oh, be',  troppo, ma in effetti ha un sacco di bagagli;
non riusciva a decidere cosa portare, cos ha preso
tutto). Il fattorino appoggia la scatola della FedEx sul tavolino
di vetro, accanto a una pianta in vaso e a una rivista
turistica locale con Elvis in copertina. ANDATE A VEDERE
IL RE, recita il titolo. Harriet va alla finestra, sempre fissando
il fiume, e non risponde quando il ragazzo le augura
buona giornata, non si volta nemmeno quando esce.
Oltre i tetti pi bassi, oltre l'edificio del Memphis Business
Journal, la Borsa del cotone e il grande palazzo della NBC
che le impedisce la visuale a destra, al di l della strada e dei
binari del tram, c' Mud Island, dove ormeggiano i piroscafi.
Improbabili come se fossero usciti da un sogno, due di
loro galleggiano placidamente ancorati come signore vestite
a festa, con le bandiere svolazzanti, i fumaioli che luccicano,
i ponti gremiti di persone piccole come formiche.
Mentre Harriet osserva la scena, uno dei battelli a vapore
si stacca da Mud Island e sbuffa allegramente fino al canale,
risalendo la corrente. Le formiche salutano. Un fischio
e il calliope(2) incomincia a suonare, Harriet lo sa anche se
non riesce a sentirlo,  troppo lontano, e queste finestre
d'hotel non si possono aprire. Immagina che stia suonando
Dixie. Adesso il battello sembra una torta di nozze galleggiante,
la scia che si estende come una V luccicante
dopo il suo passaggio. Potrebbe essere la Belle of Natchez, il
traghetto su cui Harriet si imbarcher il mattino dopo?
Probabilmente no. Forse questo  solo uno di quei battelli
per le gite giornaliere, forse la crociera del tramonto o della
cena. Di sicuro Harriet non ha molto tempo per ricomporsi
prima di incontrare Courtney in sala da pranzo. Ma
perch mai ha accettato quell'invito? Sposata, organizzatissima
e ricca, Courtney  l'opposto di Harriet. Ogni anno
le manda un biglietto d'auguri di Natale con la foto di lei
e della sua famiglia in posa davanti a un'enorme casa di
pietra. Due figli, due figlie, un marito dall'aria allegra in
giubbotto rosso. Alti. Tutti molto alti.
Il fiume  marrone, lucente, e brilla nel sole come il
vetro scuro delle vecchie bottiglie. Qui a Memphis  largo
quasi un miglio; si vede a malapena l'altra sponda. Il ponte
Hernando de Soto s'inarca verso l'Arkansas, verso l'oblio,
percorso da file di automobili dai colori vivaci che ricordano
tanti piccoli scarabei. La luce si riflette sulle macchine
in migliaia di minuscole frecce. Il sole incombe come un
piatto incandescente bucando il cielo, con i raggi che colpiscono
la scia marrone del piroscafo e i lucenti motoscafi
che sfrecciano sull'acqua. A Harriet gira la testa.  felice di
essere qui, cos in alto nel Peabody Hotel, dietro questo
vetro freddo. Al di l del fiume, lungo il basso orizzonte
irreale, le nuvole si accumulano nel cielo come cuscini.
Una tempesta in arrivo? Succedono troppe cose e troppo in
fretta. Alla finestra, davanti al vetro, Harriet si sente insignificante
davanti a quel fiume gigantesco. Di sicuro non
avrebbe molta importanza se uscisse da quella stanza ora,
in fretta e senza dare nell'occhio, prima che Courtney scopra
che si trova l. Oh, dovrebbe coricarsi un po', appendere
il suo vestito, o forse tornare a casa.
Il fiume...  incominciato tutto con il fiume. Le sembra
ancora incredibile che abbiano compiuto quell'impresa,
dodici ragazze che hanno percorso il fiume su una
chiatta, incredibile che abbiano perfino pensato di farlo.
Be', erano giovani. Abbastanza giovani da pensare perch
no? quando Baby fece quella proposta, e abbastanza
giovani poi da decidere di farlo davvero, cos, su due piedi.
Proprio come Huck Finn e Jim nelle Avventure di Huckleberry Finn,
che stavano leggendo in quel periodo al corso
sui Grandi Classici tenuto dal professor Gaines al Mary
Scott, secondo anno.
In facolt, Tom Gaines era il personaggio pi vicino a
un hippie che la maggior parte di loro nel 1965 avesse mai
visto, visto che gli anni Sessanta non erano ancora arrivati
nelle scuole femminili della Virginia. Per loro, gli anni Sessanta
erano solo sulla rivista Time e in televisione. La vita
nel fiabesco campus Blue Ridge procedeva pi o meno
nello stesso modo da decenni, con solo qualche occasionale
emissario dal mutevole mondo esterno, come il cugino di
qualcuno, un cantante folk dai lunghi capelli che strimpellava
incongruamente una chitarra a dodici corde sulla gradinata
dell'imponente edificio dell'amministrazione, con
tanto di colonne bianche. E il professor Tom Gaines, che
veniva a fare lezione in jeans e stivali da lavoro (con la cravatta,
obbligatoria, e una giacca sportiva in tweed), una
barba foltissima che gli nascondeva met faccia, capelli ricci
rosso-castani che gli ricadevano oltre il colletto. Harriet era
certa che fosse stato assunto per errore. E comunque, era l
nel loro vecchio campus, tra gli edifici di mattoni rosati, le
querce giganti e i lunghi prati verdi con le panchine e le fioriere
di pietra. Le ragazze facevano la fila per iscriversi ai
suoi corsi.  cos carino, era il commento generale.
Ma c'era dell'altro, aveva pensato in seguito Harriet. Il
professor Gaines era pieno di passione. In classe piangeva
leggendo ad alta voce I morti, stringeva il pugno infuriato
durante L'uomo invisibile, e aveva praticamente recitato
come a teatro Absalom, Absalom per aiutarle a capirlo meglio.
Sfortunatamente per le studentesse, Gaines era gi
sposato con una bella ragazza ebrea dai capelli scuri e ricci
che indossava lunghe gonne a motivi tie-dye e non portava
il reggiseno. I due si portavano sempre dietro la loro
piccola hippie neonata, Maeve, in una specie di zaino,
tranne quando Harriet, ritenuta da tutti la studentessa pi
responsabile, faceva la baby-sitter per loro. Adesso la gente
porta i piccoli dappertutto, ma allora non lo faceva nessuno.
Si presumeva che la mamma stesse a casa con il suo
bambino, ma Sheila Gaines non lo faceva. Era persino stata
vista allattare in pubblico nell'auditorium, mentre guardava
il marito che recitava in un dramma di Cechov nella
parte dello zio Vania, indossando un panciotto. Nonostante
i capelli incipriati e i piccoli occhiali da vista con la
montatura dorata, non si poteva fare a meno di notare che
era giovane e affascinantissimo, un professore hippie nella
parte di un vecchio russo. Vista l'estrema carenza di uomini
al Mary Scott, Gaines recitava in tutte le opere teatrali,
a partire dal ruolo di Amleto fino a quello di Stanley Kowalski.
Sua moglie aveva allattato Maeve fino a quando la
piccola aveva incominciato a parlare, lasciando tutti scandalizzati.
Ma era la vena drammatica del professor Gaines a rendere
le sue lezioni cos affascinanti. Per Huck Finn aveva
fatto ricorso a una specie di personaggio alla Mark Twain e
leggeva brani del libro ad alta voce, percorrendo a grandi
falcate l'antica aula dai soffitti altissimi con i pollici agganciati
a immaginarie bretelle. Persino quell'approccio scanzonato
non era riuscito ad affascinare Harriet, che aveva
gi letto il famoso romanzo anni prima, ma che ora la turbava
non solo per le questioni sulla razza, ma anche per la
solitudine di Huck, che Harriet non aveva colto durante la
prima lettura, presa com'era dall'avventura. A Harriet veniva
sempre la pelle d'oca quando il professor Gaines leggeva:
Poi mi siedo su una sedia, vicino alla finestra, e cercavo di
pensare a qualche cosa di allegro, ma proprio non ce la facevo.
Mi sentivo cos solo, che quasi volevo essere morto. Le stelle
splendevano tutte, e le foglie nei boschi facevano un rumore
tanto triste, e io sento il gufo lontano lanciare il suo lamento
per qualcuno che  morto, e un succiacapre e un cane che
cominciano a lamentarsi per qualcuno che deve morire presto, e
il vento cercava di dirmi piano qualche cosa, ma io non ce la
facevo a capire che cosa, tanto che ero pieno di brividi. Poi, lontano
nei boschi, sento quella specie di rumore che fa uno spirito.
Quel brano avrebbe potuto descrivere Harriet, la sua
vita in quel periodo. Il professor Gaines definiva lo straniamento
di Huck come esistenziale, un presagio del
romanzo moderno, ma Harriet lo sentiva come qualcosa
di personale, fin nelle ossa. Pensava che fosse quello che la
gente di campagna intendeva dicendo di aver sentito la
morte passar loro accanto. Perch persino nel pieno degli
studi, l al Mary Scott dove era pi felice di quanto sarebbe
mai stata in seguito, Harriet Holding continuava ad avere
quella sensazione che durava da quando ne aveva memoria,
da quando era una giovane donna, da ragazza, fin
da bambina. All'improvviso tutto veniva pervaso da una
sensazione di immobilit, di silenzio, poi la luce diminuiva,
seguita all'improvviso da un fulgore durante il quale
riusciva davvero a vedere tutto, qualsiasi cosa, persino una
foglia sull'albero nella sua breve bellezza e unicit, ogni singolo
pelo sul dorso di una mano, ogni briciola su una tovaglia,
ogni parola nera e ineluttabile che marchiava una pagina.
In quei momenti, Harriet era consapevole di se stessa
e del cuore che le batteva forte e del mondo pieno di pericoli,
e provava una sorta di rapimento estatico che non
riusciva davvero a sopportare e le lasciava un lieve mal di
testa proprio in mezzo agli occhi, una voglia smodata di
cioccolato e una sensazione di sollievo. Le capitavano ancora
momenti del genere, cos intensi. E non poteva nemmeno
prevederli. Non sapeva quando sarebbero iniziati o
finiti. Sua madre li chiamava scombussolamenti. Harriet,
le diceva spesso, ti stai solo scombussolando. Calmati
un po', tesoro.
Ma Harriet non riusciva a trattenersi.
In un'altra lezione, il signor Gaines aveva letto un brano
tratto dalla parte in cui Huck e Jim vivono sul fiume:
Qualche volta avevamo il fiume tutto per noi, per lunghe
ore. Laggi, ai margini del fiume, si stendevano le rive e le isole,
e a volte magari si vedeva una scintilla, che era una candela alla
finestra di qualche capanna... e a volte si sentiva un violino, o
una canzone, che giungeva sino a noi da quelle imbarcazioni. 
una vita magnifica vivere sopra una zattera(4).
Le sue parole erano risuonate come campanelle nella
vecchia aula. A Harriet riecheggiavano nella testa una a
una. Era una fredda e pallida giornata di febbraio. Fuori,
gli alberi spogli spiccavano minacciosi tra i brandelli grigi di neve.
Poi Baby aveva detto: Mi piacerebbe un sacco. Percorrere
il Mississippi su una chiatta, intendo. Era una tipica
risposta da Baby, che personalizzava tutto e che era famosa
per aver detto: Non lo farei mai! alla fine de Il risveglio,
quando Edna Pontellier si lascia scivolare nell'oceano.
Baby non sapeva formulare pensieri astratti. Aveva troppa
immaginazione. Tutto era reale per lei, vicino e personale.
Potremmo farlo, sai, dichiar Suzanne St. John. Mio
zio ha una piantagione proprio sul fiume, mia madre  cresciuta
l. Conosce le persone giuste. Penso che sarebbe realizzabile,
se volessimo. Dopo Courtney, Suzanne St. John
era la ragazza pi dinamica della scuola: schietta e spigolosa,
con un'acconciatura da donna in carriera, gestiva un
servizio di cartoleria su ordinazione dalla sua camera, nel
dormitorio.
Ragazze, ragazze, le aveva riprese il professor Gaines.
Voleva tornare al libro, voleva essere al centro dell'attenzione.
Ma le ragazze si stavano fissando a vicenda. A Baby
brillavano gli occhi. Si! scrisse su un foglietto passandolo
a Harriet, che lo consegn a Suzanne. S. Era la risposta di
Baby a qualsiasi cosa.
Harriet rabbrividisce. Appende il nuovo vestito blu navy
con la giacca in tinta che indosser a cena quella sera.
Ordina tutti i vestiti da catalogo, la confonde troppo andare
per negozi. Estrae una massa confusa di cosmetici e medicinali
(vitamine, crema idratante, calcio, rossetto, il preoccupante
estrogeno) e getta sul letto la vecchia busta dei ritagli
di giornale. Si toglie i comodi mocassini, sfila il maglione
blu e la maglietta bianca (Land's End) e li appende nell'armadio
accanto al vestito. Si rende conto che avrebbe
potuto indossare quei vestiti anche al college, il che conferma
il suo sospetto che tutto ci che piace in giovent piacer
ancora di pi man mano che passano gli anni.
Da ragazza credeva che a un certo punto della vita si
diventasse saggi. Adesso ne dubita. Gli adulti non esistono
- questo  il gran segreto vergognoso che nessuno ti svela.
Nessuno  adulto, tantomeno lei. Non le viene in mente
nemmeno un'eccezione - tranne probabilmente Courtney,
la compagna di stanza con cui cener pi tardi. Il solo pensiero
di Courtney la fa sentire come se le si vedesse la spallina
del reggiseno, o le fossero iniziate le mestruazioni macchiando
il dietro della gonna. Ma  assurdo! Harriet ha
subito un'isterectomia totale, deve coricarsi un po'. Il suo
medico le ha consigliato di riposarsi tutti i giorni per i
primi quattro mesi dopo l'intervento, e Harriet non riesce
a immaginare di farne a meno.  cos stanca... Dicono che
per ogni ora di anestesia c' bisogno di un mese per riprendersi.
Forse  un racconto da vecchie vedove. Una cosa
per le  assolutamente chiara: Harriet Holding non sar
mai una vecchia vedova.  troppo tardi ormai.
Anche se in effetti non sembra vecchia... Harriet si sfila
la sottoveste e si mette davanti allo specchio. L'unica differenza
 che ora i capelli castani a caschetto le arrivano sotto
le orecchie invece che alle spalle, come da giovane. Non ha
i capelli grigi, solo di un marrone pi delicato, pi spento.
All'improvviso ricorda di aver sentito Baby al telefono -
era il primo anno di college - che organizzava per tutte
loro appuntamenti con ragazzi sconosciuti. Harriet? Non
so esattamente cosa intendi per bella, ma  molto
attraente, e ha un viso super interessante...  solo un po'
asimmetrico, in effetti, con la fronte ampia e grandi occhi
nocciola un po' troppo distanziati tra loro; un bel naso
dritto come quello di sua madre e una bocca mesta, mobile.
Il colorito va e viene un po' troppo in fretta, cosa che
l'ha sempre imbarazzata. Con il viso arrossato nell'ultimo
bagliore del tramonto che illumina tutta la stanza, Harriet
potrebbe quasi essere la ragazza che percorse il Mississippi
sulla chiatta tanti anni prima.  ancora snella, la pelle pallida
e lievemente lentigginosa, luminosa in questa strana
luce color pesca. Ha il ventre piatto, il seno sodo. Non 
stata sformata dai figli.
Ma all'improvviso Harriet non riesce a respirare. Si
china in avanti per aggrapparsi alla credenza, fissando lo
specchio. La luce alle sue spalle si riflette chiss dove, gettando
il suo viso nell'oscurit. Ora Harriet  come una di
quelle bambole di carta da ritagliare, nera contro il rettangolo
incandescente di cielo, non  una donna, non  nessuno
in effetti, solo una sagoma scura. Con le lacrime che
le pungono gli occhi, raggiunge a tentoni l'interruttore
della lampada e lo accende. La stanza ritorna in vita.
Harriet si lascia cadere sul letto, con il cuore che batte in
tutto il corpo, come il sangue. Eccolo di nuovo, lo scombussolamento.
Ovviamente non riesce a riposare. Poi finalmente
si drizza a sedere, prende la busta e pesca un articolo sbiadito da un quotidiano di Lexington, Kentucky,
datato 10 giugno 1965. VECCHIO FIUME, ARRIVIAMO! dice
il titolo. Harriet d una scorsa all'articolo, sorridendo. Non
guarda quei ritagli da anni.
Avevano battezzato la chiatta ispirandosi a una vecchia
alunna di Paducah del Mary Scott College, la cui sorella,
Lucille Pickett, le aveva invitate a prendere un t nella
pretenziosa casa di famiglia sulla scogliera, alcuni giorni
prima della partenza. Harriet ricorda quell'episodio come
la scena di una commedia, l'affollato salotto simile a un
palco, la vecchia signora dritta come un fuso su uno di
quegli orrendi divani ricoperti da ciuffetti di crine di cavallo,
che accennava continuamente a Sis-tah Daisy, le
cui fotografie ricoprivano le pareti. Era una bellissima ragazza
mora, una pianista, come vennero a sapere. Dopo il
college, aveva tenuto concerti in tutte le maggiori capitali
d'Europa, ed era vissuta a lungo a Parigi dove aveva
avuto una brillante carriera, finch una tragedia personale
non l'aveva costretta a ritornare a Paducah. La signorina
Pickett pronunci le parole tragedia personale in modo
tale che nessuno, nemmeno Baby, os chiedere di cosa si
trattasse.
Qui diede lezioni private, proprio a quel pianoforte,
fino alla sua morte prematura, prosegu la signorina
Pickett, indicando il piano con il bastone. (Catherine Wilson,
seduta sullo sgabello davanti al piano, si alz di scatto
come se le avessero sparato, poi si risiedette, imbarazzata).
Ma devo dire, continu la signorina Pickett, che dopo il
suo ritorno dall'Europa parte del suo splendore era svanita.
S, parte del suo splendore era certamente andata perduta.
Per un attimo lei stessa sembr persa nei suoi pensieri,
poi incominci a battere il bastone per terra con una
forza tale che tutte rimasero a bocca aperta.
Una minuscola domestica di colore, che sembrava vecchia
quanto la signorina Pickett, usc sgambettando dalla
cucina con un vassoio d'argento annerito ricoperto di
fette di torta alla frutta. Harriet, obbediente, mangi la sua
fetta in silenzio, ma le venne da ridere scorgendo Baby
che faceva scivolare la sua nella borsetta. Ovviamente era
un avanzo di Natale. Forse addirittura del Natale dell'anno prima.
Alla fine se la svignarono e scesero all'insulso motel vicino
alla banchina dove pernottavano, sghignazzando per
tutto il percorso. Quanti secoli avr avuto quella donna? E
che dire della torta? Quando raggiunsero il fiume avevano
gi deciso il nome per la chiatta: Daisy Pickett. A Harriet
sembrava di sminuire la memoria della misteriosa Daisy, e
sperava che la signora Lucille non venisse mai a saperlo, ma
ovviamente era impossibile. Nei quattro giorni successivi,
passati a comprare provviste e fare pubblicit per finanziare
il viaggio, vennero trattate come celebrit a Paducah, e
tutto quello che facevano finiva sul notiziario locale.
Harriet legge l'articolo fino in fondo: Tutte le ragazze
indossavano una maglietta bianca con una margherita gialla
dipinta e cantavano arrivederci Paducah sulla melodia
di Hello, Dolly mentre l'insolita chiatta si staccava da terra.
In effetti, da quel che ricorda Harriet, avevano cantato
incessantemente, per tutto il tempo, lungo tutto il Mississippi.
Avevano cantato nonostante i contrattempi e le
difficolt: la coda dell'uragano che le aveva colpite ancor
prima di arrivare a Cairo, una dieta prevalentemente a base
di tonno in scatola e ciambelle, punture di zanzare in
quantit e acquazzoni che inzuppavano tutto. Se capitava
qualcosa di grave sapevano di poter chiamare qualche genitore,
che sarebbe arrivato a mettere a posto le cose. Si
aspettavano che qualcuno si prendesse cura di loro. Nessuno
aveva mai detto alle ragazze che un giorno avrebbero
dovuto mantenersi da sole, o che forse non avrebbero trovato
un marito che si sarebbe preso cura di loro per tutta
la vita. Tutte fumavano. Erano tutte carine. Si erano lanciate
in quell'avventura assolutamente convinte che sarebbero arrivate alla meta.
Come erano state ingenue! Ma andava bene lo stesso,
vero? Perch comunque prima o poi capita di tutto, che lo
si sappia o no. Forse  meglio non sapere. Harriet d una
scorsa al resto dei fogli ormai morbidi e ingialliti. Le tappe
sono: Helena, Arkansas; Caruthersville, Missouri; Vicksburg;
Natchez; Baton Rouge... Ecco un primo piano di
Baby e Harriet sulla prima pagina del quotidiano di Memphis,
la bandana legata intorno al capo, mentre socchiudono
gli occhi per il sole con un ghigno noncurante da marinai.
Eccone un'altra, foto di gruppo in un arco di margherite,
tutte salutano con la mano e sorridono, tranne Baby
- Harriet se ne accorge solo ora - che guarda malinconicamente
un punto distante tra le acque.
Si sofferma su una fotografia che illustra le attivit a bordo:
Courtney e Suzanne giocano a carte, qualcuno legge
(ma  Ruth, sotto il panama?), mentre Bowen si rifa le unghie
e Baby dorme. Anna, seduta a gambe incrociate, scrive
qualcosa su un blocco. Se vi sembra strano, dice l'articolo,
avete ragione! Quest'equipaggio letterario include
parecchie scrittrici. Al centro Anna Todd, di Ivy, West Virginia,
al terzo anno d'inglese all'universit sta scrivendo il
suo primo romanzo. Non  proprio il primo, pensa Harriet.
E di certo non l'ultimo. Quanti ne ha scritti, ormai?
Una ventina? Trenta? Di tutti quei romanzi d'amore, Harriet
non ne ha letto nemmeno uno, ma  sicura che siano
orribili, semplicemente perch Anna  famosissima e viene
citata spesso sulla rivista People e persino su Parade. Santo
cielo, pensa Harriet, come far a chiederle del lavoro? Avrebbe
dovuto almeno cercare di leggerli; persino sua madre
leggeva sempre romanzi rosa, tanto che il suo letto era
sempre ricoperto di tascabili, tutte quelle lucide copertine
vistose con fanciulle che scoppiavano nel corpetto e un castello
sullo sfondo. Per quella vecchia foto sul giornale, Anna
aveva assunto una posa ostentatamente intellettuale -
penna sollevata, labbra protese, fronte corrucciata per la
concentrazione, i capelli rossi che le ricadevano in onde sulla schiena.
Ma anche lei allora scriveva, ricorda Harriet con sorpresa.
Stava scrivendo un romanzo. L'aveva cominciato in
viaggio e poi ovviamente non era riuscita a finirlo, con
tutto quello che era successo. Ebbene s, Harriet aveva
cominciato a scrivere un romanzo, tra un turno da cuoca e
uno da navigatrice, tra una partita di bridge e l'altra. Era
una storia d'iniziazione. Una bambina di otto anni che
cerca di venire a patti con la morte del padre e la promiscuit
della madre. Harriet l'aveva abbozzata con precisione,
proprio come da bambina tracciava il contorno delle
immagini sui libri da colorare, con tratti spessi, scuri e precisi.
Poi non doveva fare altro che colorare l'immagine.
Una bazzecola. Sulla chiatta, Harriet aveva scritto ogni
giorno due o tre pagine del suo romanzo. (Anna ne scriveva
dieci o dodici, mentre Baby scarabocchiava di tanto in
tanto su minuscoli foglietti che poi pigiava nelle tasche dei
jeans tagliati al ginocchio).
Quella primavera, tutte loro avevano frequentato le
lezioni di scrittura creativa dello scrittore Lucian Delgado,
che arrivava in completo bianco spiegazzato - giacca,
pantaloni e gilet - con tutta la sofferenza del mondo
negli occhi stanchi e socchiusi. Gli erano capitate cose terribili,
e ancora gliene capitavano. Lo lasciava intuire senza
parlarne; le ragazze semplicemente lo capivano. Scandali,
rovine, arresti, divorzi... Non scrivete, mie care fanciulle,
ripeteva spesso in classe. Smettetela, se ci riuscite!
Naturalmente, quelle esortazioni facevano s che loro
si impegnassero ancora di pi. Una volta, quando era
andata nell'ufficio di Lucian Delgado per un colloquio,
Harriet lo aveva trovato privo di sensi, steso sulla scrivania,
la cravatta di seta a terra, pagine battute a macchina
sparpagliate ovunque. Harriet le aveva raccolte e impilate
ordinatamente in un angolo della scrivania. Aveva letto una
frase: Dal suo balcone, i tetti appuntiti della citt si estendevano
sotto di lui come un vastissimo mare, privo di speranza
e persino di interesse. Si era avvicinata in punta di
piedi e, spinta dalla curiosit, si era chinata per osservarlo,
la bocca semichiusa con un po' di bava in un angolo,
la guancia schiacciata contro una copia aperta del New
York Review of Books. Una mosca ronzava rumorosa alla
finestra, sbattendo continuamente contro il vetro gelato.
Harriet era uscita di soppiatto. Lucian Delgado aveva dato
il massimo dei voti a tutte, poi era scomparso prima della
fine del trimestre, senza mai restituire le prove di fine corso.
Comunque, sulla chiatta, Harriet stava scrivendo un
romanzo. Le sta tornando tutto in mente. Aveva seguito
con tenacia il suo schema narrativo. Alle lezioni avevano
imparato a costruire una trama: incipit, parte centrale,
finale; conflitto, complicazione, risoluzione. Tutto l.
Harriet aveva vent'anni. Sapeva tutto quello che c'era da
sapere sulla trama. Ora l'abbozzo del suo romanzo le sembra
stupido, assurdo, e in ogni caso quel tipo di trama era
forse pi adatto a libri per ragazzi. Di sicuro quello stile
non si adatta allo stile di vita di Harriet, n di tutte le
donne che conosce, n di quelle con cui lavora al programma
COMEBACK! Nel laboratorio di scrittura, in cui
cerca di aiutare le sue studentesse a raccontare le storie
della loro vita, ha imparato che ci sono pi modi di narrare
di quanti ne avesse mai potuti immaginare. E tutte le
storie sono diverse.
Il professor Gaines aveva spiegato che Huck - la loro
fonte d'ispirazione - era un Ulisse americano partito per
un viaggio archetipico, la trama pi antica del mondo. Secondo
l'archetipo, il viaggiatore impara qualcosa di se stesso
lungo il viaggio. E noi che cosa abbiamo imparato? si
chiede ora Harriet. Non molto: che se sei carina e canti volentieri,
la gente ti porta birra e prosciutto e anche le chiavi
della citt a ogni scalo e quando arrivi a New Orleans ti
viene incontro la banda di Preservation Hall su un rimorchiatore
e ti cade addosso una pioggia di rose rosse lanciate
da un elicottero, pagate dal pap di una di loro.
UNA CHIATTA DI RAGAZZE, recita un altro titolo di
giornale, sotto una fotografia in cui ballano sulla banchina
di qualche porto, forse a Baton Rouge, pensa Harriet. Avrebbe
ricordato qualcosa di quel viaggio se non avesse conservato quei ritagli di giornale? Di sicuro non quei dettagli.
La bandana di Baby e l'ombrello del capitano e i panini al tonno. Avevano fatto una pubblicit per un marchio di tonno, no? E un'altra per i jeans, con una foto del loro didietro mentre si sporgevano dal parapetto della Daisy Pickett. Se rifacessero lo stesso viaggio adesso, negli articoli non verrebbero definite ragazze, ma donne. E non accetterebbero mai e poi mai di farsi fotografare il sedere.
 il crepuscolo quando Harriet si sveglia, stranamente riposata dal breve sonnellino, eppure accaldata e disorientata.
Si alza di scatto, il corpo formicolante, e va direttamente alla finestra, come un automa. Un'ampia fascia di luce color albicocca pervade il fiume che, solenne ed elegiaco, scolora sotto gli occhi di Harriet. Le boe luccicano, rosse e verdi, le luci tremolano lungo il ponte e si spostano sulle acque scure.  un fiume grande e mostruoso, come diceva Huck. Harriet riesce a sentirlo adesso, lo sente gi che succhia e tira e lo sente bisbigliare mentre immagina di galleggiare sempre pi lontano da riva, trasportata dalla corrente su un flusso crescente di estrogeno.
...
.
...
Note.
1. Pueraria lobata, pianta rampicante di origine cinese e giapponese, di veloce propagazione, appartenente alla famiglia delle leguminose, ora largamente diffusa negli Stati Uniti meridionali, con radici e steli tuberosi e amidacei usati come foraggio, fibre, e per prevenire l'erosione del suolo (N.d.T.).
2. Detto anche organo a vapore. Strumento musicale formato da una serie di fischietti dal suono acuto, azionati da una tastiera (N.d. T.).
3. Le Avventure di Huckleberry Finn, traduzione di E. Giachino, Torino, Einaudi, 1994.
4. Le Avventure di Huckleberry Finn, traduzione di E. Giachino, Torino, Einaudi, 1994.
...
.
...
Miglio 736.
Memphis, Tennessee
Venerd 7/5/99
Ore 19,00.
...
.
...
Ci vediamo all'entrata di Chez Philippe, appena fuori
dalla hall, aveva detto Courtney con il suo delicato accento
del North Carolina, e infatti eccola l che agita la mano.
Harriet la scorge non appena esce dall'ascensore. Risponde
al suo cenno di saluto. All'improvviso  conscia delle proprie
unghie mangiucchiate, delle dita senza anelli - al contrario
delle mani di Courtney, che luccicano di diamanti e
si assottigliano negli ovali rossi delle unghie. Mani da rivista.
Anzi, l'intera Courtney potrebbe essere uscita dalle pagine
di Vogue, con il suo perfetto abito nero, le perle, la
massa elegante di lisci capelli biondi. Accanto a lei, Harriet
si sente una caricatura: la vecchia zitella nel mazzo di carte
dell'Old Maid, un gioco che facevano spesso a casa quando era ragazzina.
Ma Courtney  affettuosa come al solito: bacia Harriet
sulla guancia, la prende per il gomito per guidarla attraverso
la sala da pranzo fino al tavolo, e mantiene una chiacchiera
leggera, frizzante. A Harriet fa venire in mente le
signore che venivano nella piccola sartoria di sua madre, a
Staunton, signore che potevano facilmente mantenere una
brillante conversazione per tutto il pomeriggio stando ben
dritte e ruotando lentissime sullo sgabello come dei carillon,
mentre la madre di Harriet sedeva a gambe incrociate
ai loro piedi, con la bocca piena di spilli, per puntare l'orlo.
Non dovevano guardare in basso, e obbedivano. La madre
di Harriet gliele aveva sempre presentate come una
sorta di modello: cos avrebbe dovuto comportarsi, cos
avrebbe dovuto vestirsi, quella era la vita a cui avrebbe dovuto
aspirare. Chiaramente, quella  la vita di Courtney.
Arriva il cameriere, ordinano e poi Courtney sceglie una
bottiglia di Chardonnay che a Harriet d subito alla testa
e la fa annuire incessantemente mentre Courtney racconta
dei suoi figli, dei successi lavorativi del marito e del proprio
lavoro come volontaria in biblioteca, in chiesa, al centro
per le donne che hanno subito violenze, e chiss cos'altro.
Sembri molto occupata, riesce finalmente a dire.
Immagino sia stato difficile prenderti un'intera settimana
di pausa per questo viaggio. Senza Hawk, intendo.
Oh, no. Courtney fa un cenno al cameriere, che porta
via i piatti. Viaggiamo spesso - esita - separatamente.
Anzi, rester a New Orleans per il fine settimana. E poi
volevo vedere le piantagioni lungo il fiume, soprattutto i
giardini - mi sono appassionata alla fotografia, ultimamente.
Ma naturalmente volevo anche vedere tutte voi e in
ogni caso sarebbe stato quasi impossibile rifiutare l'invito
di Charlie Mahan al telefono. Non era una richiesta che si pu ignorare, no?
No.
Mi sono ritrovata a pensare spesso a Baby, da quando
ho saputo della sua morte, prosegue Courtney.  stato
un tale shock. Tragico, davvero.
S. Harriet attorciglia il suo tovagliolo, costretta all'improvviso
a ricacciare indietro le lacrime.
Ti ha detto qualcos'altro al riguardo? Courtney si
sporge in avanti. Come  successo, almeno? Qualcosa di
pi di quel breve articolo sull'Alumnae News?
Ha detto che si  trattato di un incidente, sussurra
Harriet. Un incidente d'auto prima di Natale. C'era
stata una bufera di neve la sera prima, le strade erano ancora
ghiacciate. A quanto ho capito  precipitata da un
ponte mentre andava a Jackson a fare un po' di compere natalizie.
La sua era la sola macchina coinvolta nell'incidente?
Harriet annuisce.
Be', fa pensare, no? Voglio dire, viene da chiedersi se
pu essere stato un suicidio. Ti ricordi quanto era drammatica?
Com'era... inquieta. Ovviamente lui non lo direbbe
mai se fosse cos, per i bambini e tutto il resto. Io non
lo direi mai. Courtney prende uno specchietto dalla borsa
e applica sulla bocca un po' di rossetto. Be'? Cosa ne pensi
tu, Harriet? Eri la sua migliore amica.
Harriet apre la bocca, poi la richiude. No, non ero la sua
migliore amica. Be', s, lo ero. Non so se si sia tolta la vita
o meno, dice a Courtney. Lo ammetto, anche a me  passato
per la mente, ma di sicuro Charlie non ha detto niente
che potesse farlo sospettare. E poi ti ricordi come andava veloce in macchina?
Be'... Courtney si schiarisce la gola. In ogni caso,
immagino che tu abbia le ceneri.
Mi sono appena arrivate, dice Harriet. Charlie le ha
mandate qui all'hotel con la Federal Express. O almeno
immagino che il pacco contenga quello, non  molto grande.
Voglio dire,  solo una parte delle ceneri, comunque.
Ma non ho ancora avuto il coraggio di aprirlo.
Aspetta, allora. Courtney le d un colpetto sulla mano.
Lo faremo tutte insieme, quando arriveremo a New
Orleans, come ha chiesto Charlie. Non devi affrontare tutto
da sola.
Oh, s che dovrei, pensa Harriet mentre Courtney firma
la ricevuta del conto. Aspetta, dice, troppo tardi. Facciamo
a met.
Oh, cielo, no. Courtney fa un cenno al cameriere.
Offro io.
A scuola, ricorda Harriet, Courtney era povera quanto
lei.  bello che a quanto pare sia diventata ricca, l'ha sempre
desiderato. Era sempre cos preoccupata di indossare o
fare la cosa giusta. Adesso incarna la cosa giusta. Eppure
 simpatica, davvero, proprio com'era da ragazza. Harriet
ricorda che indossava sempre delle spille che la identificavano
nelle varie mansioni in cui si rendeva utile: leader orientamento
matricole, rappresentante degli studenti, capo
dormitorio e membro della Honor Court. Le viene in
mente quando Courtney stava alzata tutta la notte con
Baby ubriaca fradicia, o quando passava l'aspirapolvere
nella hall. Gli occhi marroni di Courtney guardano ancora
il mondo con lo stesso sguardo imparziale, il suo sorriso
 sempre aperto e sincero. Harriet combatte l'impulso di
afferrarle le mani curate, di dire, per esempio, E io? Cos'
successo a me?
Ma Courtney le sta chiedendo qualcosa. Non venivi da
un posto vicino a scuola? Lexington? Oppure Charlottesville?
Staunton, risponde Harriet.
Oh, s, certo, mi ricordo di Staunton. Courtney  cos
formale che non si capisce se dice la verit o no. Staunton
 una citt pittoresca. Storica, giusto?
S. Harriet annuisce. Molto. S. Molto storica, 
vero.
E ci sei ritornata subito dopo il college?
S.
E non ti sei sposata, vero, saggia ragazza?
Harriet sa che dice cos per gentilezza.
Vero. Forse si aspetta qualcosa di pi da lei, qualche
ulteriore spiegazione, ma non le viene in mente nulla. Ho
sempre pensato che mi sarei sposata, dice, ma poi non
l'ho fatto. Chiss perch. Sai com'.
Courtney annuisce, ma ovviamente non sa. Per guarda
un po', Harriet, eccoti qui, sempre uguale -  quasi impressionante,
davvero! Come fai? Qual  il tuo segreto?
E abiti ancora nella stessa citt in cui sei cresciuta...  insolito,
mi sembra, almeno per gli standard di oggi. Quindi,
cos'hai fatto in tutti questi anni? Raccontami di te.
Harriet finisce il suo vino. Non ho nessun segreto, dice,
come per scusarsi, alzandosi un po' vacillante. Non c'
davvero niente da dire.
Nulla che possa dire, a ogni modo.  cominciato tutto
anni e anni prima, nel negozietto di sartoria di sua madre
a Staunton, in Water Street, e sotto molti punti di vista
non  mai cambiato nulla. Oh, certo, ora ha una casa sua,
ovviamente, in Confederate Hill vicino all'ospedale, ci
abita da anni e la adora, sul serio,  tutto disposto secondo
il suo gusto. Carta da parati a fiori in sala da pranzo, bordi
decorati a stencil nell'atrio (li ha fatti lei) e una deliziosa
libreria cinese rossa con un caminetto a gas: tutti le fanno
i complimenti. La vecchia macchina da cucire Singer di sua
madre  nella libreria ora, accanto a una lampada e una
bella felce Boston.
Ma Harriet prova ancora una stranissima sensazione
allo stomaco ogni volta che passa davanti alla sartoria in
Water Street, la vetrina ormai ricoperta di assi. Si sentirebbe
meglio se fosse diventata una yogurteria o un'agenzia
di viaggi o, be', qualsiasi cosa. Per com' adesso, Harriet
ha la sensazione sgradevole che la loro vita - la sua vita -
prosegua dietro la vetrina oscurata, polverosa, dietro quelle
assi sgangherate, che nulla sia mai effettivamente cambiato.
La stanza sul davanti della sartoria era stretta e con il
soffitto alto, come una scatola da scarpe, mentre sul retro
si apriva un vano di dimensioni ridotte, usato principalmente
per riporre tessuti e materiali vari. Mi raccomando,
non guardi in quel ripostiglio! diceva ridendo sua
madre mentre accompagnava qualcuno attraverso il negozio.
Qualcuno... chi? Un uomo, era sempre un uomo, e
mamma rideva sempre. Una porta sul retro della stanza
conduceva in un vicoletto, dove l'uomo per discrezione
aveva parcheggiato la sua bella macchina. Una nera scala di
ferro, che spuntava al centro della seconda stanza, portava
alla loro abitazione, che mamma chiamava l'appartamento.
In realt erano tre stanze in successione, proprio sopra
il negozio. Quella delle bambine aveva due lettini e un
bovindo a tre lati che si affacciava sulla strada. Poi c'era la
cucina, minuscola e ingombra, eppure stranamente elegante
con il tavolo rotondo di quercia e la lampada Tiffany
appesa al soffitto; infine la camera di mamma con il suo
profumo - sigarette, talco, una fragranza muschiata e qualcos'altro,
qualcosa di misterioso. La stanza di mamma era
esotica e bellissima con il gran letto di ottone, il copriletto
di seta rosa, pile di morbidi cuscini, vestiti sparsi dappertutto
e cumuli vacillanti di giornali e riviste. Quanto piaceva
a Harriet e a Jill rannicchiarsi nel letto con la madre a
sfogliare riviste di moda!
Allora ragazze, cosa ne pensate di quello? chiedeva la
mamma, indicando una lunga cappa scura indossata da una
scheletrica modella imbronciata.
Uh! ridacchiava Jill, che bwutta!
In aggiunta agli altri problemi, Jill aveva un lieve difetto
di dizione, non riusciva a pronunciare le R. Chiamava
sua sorella Hawiet, o semplicemente Sissy. La mamma e
Harriet scoppiavano a ridere mentre sfogliavano Vogue.
Sai che Jill ha un ottimo gusto, diceva spesso la mamma,
mi fido totalmente del suo parere. E non lo diceva
solo per scherzo.
In un modo indefinibile, Jill era il centro morale, il
cuore di quella piccola famiglia. I suoi occhi erano grandi
e azzurri - azzurro fiordaliso diceva mamma - in modo
innaturale. Quando ti guardava era come se potesse vedere
fin nel profondo della tua anima, e non si poteva mai
dirle una bugia. Jill faceva uscire il meglio da chiunque
solo con la sua presenza e, da quando se ne era andata,
anche il meglio se ne era andato, o almeno cos pareva a
Harriet. Ovviamente sapeva che Jill non sarebbe rimasta
per sempre - mamma era stata chiarissima su questo punto,
fin dall'inizio, e aveva anche messo ben in chiaro che
cosa provava al riguardo: per poco non aveva dato un morso
alla signora Ellen Drake il giorno in cui aveva osato
commentare: Be', devo dire, Alice... insomma s, senza
un marito e tutto il resto questa povera piccola zoppa dev'essere
una croce da portare, tesoro. Una croce! La signora
Ellen Drake ripeteva sempre tutto due volte.
Niente affatto! aveva ribattuto subito Alice Holding,
alzandosi da terra, le mani sui fianchi, i ricci biondi che
tremolavano.  una benedizione, Ellen Drake, mi ha sentito?
E la gioia del mio cuore. Di tanto in tanto Harriet
pensava, in modo un po' sleale, che le sarebbe piaciuto
essere lei la gioia del cuore di sua madre, ma in generale era
troppo occupata a essere buona, servizievole e d'aiuto. E
comunque era impossibile non amare Jill, com'era impossibile
non amare la mamma.
Sua madre aveva un gusto incredibile, e Harriet non
riusciva a capire da dove l'avesse preso: il cinema forse, o le
riviste, oppure era tutta farina del suo sacco, perch viveva
di immagini fascinose ed eleganti e non usciva quasi mai.
Gi in negozio, che di fatto era il loro salotto, il gusto della
mamma si rifletteva in tutto - nel sinuoso divanetto color
lavanda su cui era gettato disinvoltamente il suo vecchio
visone, come un cucciolo esotico; nel lampadario di cristallo
che arrivava, come alla mamma piaceva ripetere con
tono grandioso, anche se in modo impreciso, da Parigi,
Francia, Europa, tralasciando di accennare al mercatino
dell'usato in cui l'aveva trovato; nei vecchi, morbidi divani
ricoperti di velluti e trapunte multicolori; nel tavolino
rotondo, originario del Marocco, su cui erano sparsi oggetti
interessantissimi - otto scatoline che si incastravano
l'una nell'altra, un pugnale d'argento, un vaso di filigrana
pieno di penne di pavone. E, sempre, volute di fumo - perch
molte delle clienti che venivano l non fumavano in
pubblico e nemmeno a casa - e sempre musica che usciva
dallo stereo. Anche se Alice Holding poteva dare un'occhiata
a un abito e riprodurlo perfettamente senza il modello,
Harriet era sicura che le signore andavano da lei tanto
per l'atmosfera e la conversazione quanto per la sua notevole
abilit come sarta. Di sicuro, quelle donne avevano
bisogno di un rifugio, di una breve fuga dagli inesorabili
doveri della loro posizione.
Nell'atmosfera magica della sartoria le storie svolazzavano
come anelli di fumo, intrecciandosi l'una con l'altra finch
non era quasi impossibile distinguerle. Oh, quel tizio
non pu aver fatto una cosa del genere! Non dirmelo! Be',
e tu cos'hai fatto? Harriet adorava rannicchiarsi sul divanetto,
avvolta nel visone, con quel brusio di storie come
sottofondo. Adorava sedersi sul tappeto orientale nell'angolo
e giocare a Old Maid con Jill o leggere con lei i libri
di Nancy Drew. A Harriet piacevano gli amici di Nancy -
il fanciullesco George Fayne, l'affettata Bess Marvin, - ma
pi di tutti le piaceva Nancy, energica, esuberante e geniale,
capace di risolvere qualsiasi mistero.
Perch loro nel mistero ci vivevano - per esempio, non
avevano i nonni. Nei libri i bambini avevano sempre dei
nonni amorevoli. Oh, ti prego, diceva Alice quando
Harriet la punzecchiava sull'argomento. E chi era il padre
di Harriet? Alice era misteriosa fino all'esasperazione,
anche se una volta, cedendo alle pressioni, aveva detto che
era un marinaio yankee che aveva incontrato a Virginia
Beach. E dov'era adesso? Volato via col vento, aveva
detto Alice. In un'altra occasione defin Harriet una figlia
dell'amore. A Harriet quella frase piaceva quanto gioia
del mio cuore e se la ripeteva spesso: figlia dell'amore figlia
dell'amore figlia dell'amore. Sono una figlia dell'amore.
Anche se, a giudicare da quello che vedeva nello specchio,
non sembrava proprio. Una figlia dell'amore poteva
essere cos magra, pallida e zelante? Rosa Rossa, per esempio,
la sorella di Biancaneve, sembrava una figlia dell'amore
molto pi di Biancaneve.
Invece tutti sapevano chi era il padre di Jill, perch aveva
addirittura sposato Alice. Hal Ramsey era entrato nella
bottega come un vento impetuoso, rimescolando l'atmosfera
e ribaltando le loro vite. Harriet lo adorava. Era
un uomo altissimo con un sorriso a denti radi e un modo
affascinante di inclinare il capo quando parlava, e ascoltava
sempre attentamente, come se quello che avevi da dire
fosse di fondamentale importanza. Harriet aveva cinque
anni quando Hal entr per la prima volta nel negozio di
mamma per ripararle la macchina da cucire. Buss alla
porta agli inizi di settembre e se ne and prima di Natale.
Quel Natale, Alice continuava a piangere e non fece a Harriet
nessun regalo, cos qualche cliente intervenne donando
a Harriet un kit da disegno, articoli di cancelleria, un
paio di brutte scarpe nuove coi lacci e una bellissima
Barbie vestita da sposa.
Ad Alice portarono delle pastiglie per i nervi.
Poi, a febbraio, Hal Ramsey si present con una macchina
rossa nuova di zecca, annunciando a tutti che era
tornato per sposare la mamma. Due giorni dopo era fatta.
Alice organizz una festa grandiosa al country club. Adesso,
dicevano le signore, si sistemer e quella povera bambina
avr un padre.
Quella fu la parte migliore dell'infanzia di Harriet,
quando sua madre e Hal si sposarono e lui non era in giro
per lavoro. Faceva la spola tra sedici stati ma quando era a
casa Alice cucinava brasato e altre leccornie, lui suonava la
chitarra in cucina, bevevano una cosa chiamata T Freddo
Long Island e ridevano un sacco. Quando Hal ripartiva,
Alice se ne stava sulla porta del negozio a fumare, battendo
nervosamente il piede. Una volta, all'inizio della stagione
delle trote, Hal aveva portato Harriet a pescare in un
ruscello tra le montagne fuori citt.
L'hai preso! L'hai preso! aveva gridato Hal, aiutandola
a tirare a riva un grosso pesce dai colori dell'arcobaleno che
si contorceva nella luce del sole gettando su entrambi piccoli
diamanti d'acqua.
Poi all'improvviso, da un giorno all'altro, Alice rimase
incinta, Jill nacque e Hal spar.
Figlio di puttana! ripeteva Alice, aggirandosi per il
negozio nella sua vestaglia rosa, regalo di Hal, fumando e
dicendo a chiunque entrasse che Hal aveva fatto finta che
andasse tutto bene fino al momento in cui se ne era andato,
quindi lei non aveva avuto nessun sospetto. Nessuno!
Assolutamente nessuno! Figlio di puttana! Le sue clienti
andavano a trovarla e le portavano qualcosa da mangiare,
commentando con vari oooh, aaah e uhm.
Ti dir una cosa, disse un giorno Alice a Harriet. Se
un uomo lascia sua moglie per te, stai sicura che lascer te
per un'altra donna. Puoi scommetterci.
Harriet se lo segn nella mente, anche se persino allora
sapeva che le parole di sua madre non si sarebbero mai
applicate a lei, ed era sempre gentile con gli amici di
mamma che ricominciarono a farle visita dopo la partenza
di Hal Ramsey.
Dopo la scuola, Harriet trascorreva quasi tutto il suo
tempo con Jill. Qualche volta per ripensava a quella gita
al fiume - l'unica che avesse mai fatto - e ricordava il sole
che si alzava, il pesce che era guizzato fuori dall'acqua, e
come si era tinto di tutti i colori dell'arcobaleno per poi
passare a un grigio spento, opaco, quando l'aveva tenuto in
mano.
Erano passati gli anni. Una signora veniva in casa a dare
lezioni private a Jill mentre la mamma cuciva. Harriet
prendeva ottimi voti a scuola, dove non riusciva a distinguersi
in nessun altro modo; in un certo senso, sapeva di
non doversi distinguere, dal momento che Jill non avrebbe
mai potuto farlo.
Quando Harriet era alle medie, ad Alice venne in mente
di insegnarle a ballare con la speranza che diventasse un
po' pi sicura di s, anche se sapeva che non avrebbe mai
potuto essere una leader. Le lezioni si svolgevano in negozio,
quando Alice non era troppo presa o la porta si chiudeva
dietro l'ultima cliente del giorno. La mamma alzava
lo sguardo sorridendo alle due ragazze. Facciamo baldoria?
chiedeva. S, credo, rispondeva Harriet timidamente,
come se sua madre appartenesse davvero a quella razza
misteriosa, i ragazzi, mentre Jill batteva furiosamente le
mani e saltava sulla sua sedia speciale. Il disco preferito di
Jill era Hernando's Hideaway, che piaceva anche a Harriet,
soprattutto la parte in cui lei e sua madre battevano un
piede e alzavano le braccia sull'oi, ma il suo preferito
era il drammatico L'amore  una cosa meravigliosa.
Harriet e sua madre stavano volteggiando in maniera
teatrale a quel ritmo infervorato quando il signor Dabney
Carr fece la sua prima apparizione. Il campanello tintinn
e lui apparve in un elegantissimo completo scuro, con cappotto
e ombrello al braccio. Harriet si era dimenticata che
fuori pioveva.
Oh. Mamma si ferm vacillando, imbarazzata.
La prego, continui, disse l'uomo, anche a me non
dispiacerebbe un valzer. Harriet stentava a crederlo: sembrava
un uomo tutto preso dagli affari, un uomo che non
si divertiva mai.
Mamma lo fiss a occhi sgranati. Davvero? disse. Be',
allora... Attravers la stanza e rimise il disco. Indossava
un maglioncino di angora rosa, un'ampia gonna lunga e le
calze, senza scarpe.
L'uomo depose ombrello e cappotto e la segu. Posso?
chiese, e via, incominciarono a volteggiare per il negozio,
con la gonna di mamma che frusciava a ogni giro. Harriet,
seduta sul bracciolo della sedia di Jill, li guardava, perfettamente
consapevole di assistere a un evento cruciale. Ma
non fu, come una delle clienti comment acidamente in
seguito, un evento che alla lunga le avrebbe giovato. Secondo
quelle signore Alice era troppo dolce e incapace
di badare a se stessa. Sotto questo aspetto si sbagliavano.
Il signor Carr si prese cura della mamma per il resto della
sua vita, anche se non la spos mai, perch sua moglie era
viva e vegeta nel famoso vecchio manicomio in collina. Era
l gi da due anni quando il signor Carr mise piede in
negozio quel giorno, d'impulso, per farsi cucire un bottone
del cappotto. Mamma glielo cuc, poi tagli il filo con i
denti, protendendo le labbra piene e rosse. Quando ebbe
finito, il signor Carr infil il cappotto, la ringrazi in
modo formale e si inchin lievemente stringendole la mano.
Diede la mano anche a Jill e Harriet. Arrivederci, arrivederci.
Quando usc, mamma rimase in mezzo alla stanza con
aria compiaciuta. Ragazze, disse poi, voltandosi verso di
loro con un sorriso, quello s che  un gentiluomo!
Il signor Carr abitava a Richmond, in Virginia; andava
a trovarle una volta alla settimana. Durante la sua frequentazione
con la mamma, la casa si abbell: nella minuscola
cucina comparve una lavastoviglie, poi un televisore per
Jill, e le pareti del piano superiore furono imbiancate.
Un giorno, pi o meno sei mesi dopo la prima apparizione
del signor Carr, la mamma tir Harriet verso di s e
la abbracci. Il signor Carr verr con suo figlio, domani.
Staranno al Willets Hotel. Di solito il signor Carr stava
da loro. Ha pi o meno la tua et, continu la mamma.
Quindi comportati bene.
Comportati bene! Per tutta la vita Harriet aveva forse
fatto altro? Sarebbe stata capace di comportarsi in altro
modo? Un ragazzo. Si sent male. Come si chiama? chiese.
Jefferson Carr, disse la mamma, ma per tutti  Jeff.
Va a trovare sua madre quando arriveranno, sabato, ma poi
probabilmente star qui con noi mentre il signor Carr
ritorner all'ospedale domenica pomeriggio. Sar una visita
lunga, dovr anche partecipare a una riunione. Cos
pensavo che tu e Jeff potreste andare al cinema, o magari
al Gypsy Park.
Mamma, io... fece Harriet. Aveva dodici anni ed era
molto, molto timida. Da poco riusciva a stringere la mano
al signor Carr senza arrossire.
La mamma sfior con un dito le labbra di Harriet.
Grazie, disse.
Fu ancora pi dura di quello che Harriet aveva immaginato.
Jeff Carr assomigliava a Rock Hudson. Ed era infuriato
con suo padre perch aveva una relazione, infuriato
perch l'aveva lasciato con loro tutto il pomeriggio, infuriato
con la madre perch era malata. Per tutto il tragitto fino
al parco diede calci alle pietre senza mai guardarla. Indossava
una giacca a vento blu navy con il colletto alzato.
Ti va un tiro? chiese quando arrivarono. Era una
giornata di primavera nuvolosa e ventosa. Continuava a
non guardarla.
Certo, si sent rispondere Harriet.
Jeff Carr estrasse due sigarette da una tasca della giacca
a vento, le mise entrambe in bocca per accenderle contemporaneamente,
poi aspir profondamente e ne pass
una a Harriet. Quando lei mise la sigaretta in bocca, l'estremit
era bagnata della saliva di Jeff. All'improvviso vide
che lui le stava sorridendo. Fai un tiro, disse. Veloce,
altrimenti si spegne.
Cosa? Harriet si sentiva una tontolona, una delle
parole preferite di sua madre.
Fai cos, disse Jeff, dandole una dimostrazione. Ispir
il fumo a fondo e lo fece uscire in una nuvola che il vento
di marzo port via con s.
Oh, certo. Harriet cerc di fare la disinvolta. Inspir,
poi incominci a tossire.
Jeff era piegato in due dalle risate. Oh, Dio, disse.
Oh, wow. Pazzesco. Sei una gran fumatrice, eh?
Be', disse Harriet quando riusc a parlare. In effetti
non ho mai fumato prima.
Non dire stronzate.
Ma mi piace un sacco! aggiunse Harriet.
Sicuro. Come ogni ragazzino della sua et, Jeff era un
maestro di sarcasmo.
Me ne dai un'altra? Harriet butt il suo mozzicone
sulla ghiaia del vialetto e lo spense con il piede.
Okay, fece Jeff. Questa volta, Harriet la mise in bocca
per farsela accendere, e ci riusc stranamente bene. Dove
vai a scuola? le chiese.
Be'... qui, disse Harriet. Non sapeva che ci fossero altre
possibilit, ma Jeff le disse che lui sarebbe andato al college
nel Massachussetts l'anno successivo e che non vedeva
l'ora.
Davvero? Harriet non riusciva a immaginarne il motivo.
Perch?
Dio,  cos deprimente a casa, non puoi neanche immaginarlo.
Descrisse la loro grande villa antica, piena di
oggetti di antiquariato, con una piscina sul retro. Disse che
gli sembrava ancora pi grande da quando le due sorelle
maggiori se ne erano andate e sua madre era all'ospedale
dei pazzi. Una volta lei aveva cercato di affogarsi in piscina,
le spieg, ma era stata salvata dal giardiniere. Non era
nemmeno sicuro che volesse farlo sul serio, visto che era
successo nella parte meno profonda. E comunque era
ubriaca e aveva ingoiato tantissima acqua e poi erano venuti
i tizi del pronto soccorso.
 terribile, disse Harriet, sincera. Incominciava a girarle
la testa per tutto quel fumo. Jeff si strinse nelle spalle.
Il vento si alz e loro si incamminarono, tremanti, lungo
il parco, circondato da una collina ricoperta di alberi da
una parte e dalla recinzione dell'autostrada dall'altra. Non
c'era nessuno in giro. All'improvviso Jeff le si avvicin e le
diede una manata sulla spalla, poi indietreggi con un balzo.
Non mi prendi! grid e si mise a zigzagare nel parco
giochi, con Harriet alle calcagna. Anche se non aveva mai
provato a entrare in una squadra ed era stata giudicata
poco atletica, era in grado di correre come una gazzella.
Preso! url finalmente dandogli una pacca sul sedere. Poi
schizz via, con lui che la seguiva tra gli alberi sulla collina;
infine Jeff la intrappol tra un pino e la recinzione e si
rincorsero intorno all'albero finch Harriet non scivol
sugli aghi di pino e cadde, e lui si distese al suo fianco.
Harriet rideva tanto da non aver pi fiato, e Jeff pure.
Ehi! disse dopo un attimo, drizzandosi a sedere. Indovina
cos'ha detto ieri.
Chi?
Mia madre, fece Jeff.
Che cosa?
Quando sono andato in sala d'aspetto, lei mi si  avvicinata,
mi ha preso per un braccio e mi ha trascinato da
tutti quelli che conosceva dicendo: Non penso che lei
conosca mio figlio, Dwight Eisenhower.
Non dire stronzate. Era la prima volta che Harriet
diceva quella parola.
Gi, disse Jeff. Giuro su Dio.  nel mondo dei fuori
di testa.
Scesero dalla collina e chiss come finirono nell'area
dei giochi per bambini. Quando Jeff si mise a spingere la
piccola giostra sempre pi veloce, Harriet si tenne forte,
come se ne andasse della sua vita. Poi salirono sulle altalene,
alzandosi tanto in alto che pensarono di sfiorare il cielo
grigio e nuvoloso, che incominciava a scurirsi. Ogni volta
che si dava una spinta, ogni volta che l'altalena sfrecciava
in avanti in un pericoloso arco, Harriet sentiva il cuore in
gola e pensava, Adesso. S. Ora, mentre chiudeva gli occhi
e si lasciava andare all'indietro, con i capelli che la seguivano
come una scia. Pensava, S. Morir adesso, in una specie
di estasi al culmine dell'arco, ma poi non accadde e
quando Jeff grid: Penso che faremmo meglio ad andare,
smise di spingersi e incominci a strisciare i piedi a terra
man mano che rallentava. La strada verso casa fu lunga e
buia.
Appena toccarono la maniglia di casa, la mamma di
Harriet spalanc la porta gridando: Dove siete stati? Ero
cos preoccupata!
Solo al Gipsy Park, come avevi detto tu. Harriet era
indignata.
Sua madre si chin verso di lei, fissandola. Be', deve
averti fatto bene, disse. Guarda che bei pomelli rossi hai
sulle guance.
Harriet indietreggi imbarazzata.
Su, disse sua madre. Non avete freddo? Ho un po' di
cioccolata calda per voi.
Dov' pap? chiese Jeff.
Torner tra un po', disse Alice. Ha appena chiamato.
 ancora alla riunione in ospedale, dura pi di quello che
pensava. Vers due tazze di cioccolata dal pentolino in cui
teneva in caldo il caff per le signore. Ecco, tesoro, disse,
porgendo una tazza a Jeff. Immagino che tuo padre sia un
pesce grosso, giusto?
Pesce grosso, disse Harriet.
Pesce grosso, ripet Jeff. Poi incominci a ridere.
Pesce grosso! Harriet rideva tanto da non riuscire a
tenere in mano la tazza. Dovette metterla sul tavolo prima
di buttarsi sul divanetto.
Pescegrossopescegrosso, canticchiavano, rotolandosi
sul divanetto. Anche Jill incominci a ridere, mentre la
mamma rimaneva impalata nella sua camicetta frou-frou a
guardarli con uno sguardo pieno di stupore e speranza, che
avrebbe potuto spezzarti il cuore solo a pensarci.
Pescegrossopescegrosso! urlavano.
Fu cos che Harriet conobbe Jefferson Carr, che si innamorer
perdutamente di Baby Ballou quando gliela presenter
molti anni dopo al campus del Mary Scott College,
un evento che, pensandoci poi, a Harriet pare inevitabile
come il passare del tempo, predestinato fin dal momento
in cui il signor Carr aveva aperto la porta e, lasciandosi alle
spalle la pioggia, era entrato nella sartoria.
...
.
...
Miglio 736.
Memphis, Tennessee
Venerd 7/5/99
Ore 22,10.
...
.
...
Dopo cena, Courtney ha invitato Harriet in camera sua
per mostrarle gli album di fotografie, l'orgoglio della sua
vita, un'opera d'arte a sentire lei. Ne ha portati sei, un borsone
pieno da mostrare alle amiche sulla Belle of Natchez.
Ma mentre il ferry-boat scender lungo il fiume sbuffando,
non rimarrebbero stupite se sapessero della decisione
che deve affrontare? Non resterebbero senza parole se
sapessero che la persona pi importante della sua vita non
compare nemmeno in quegli album? Suo marito, Henry
(Hawk) Ralston, l'ha punzecchiata spesso dicendo a tutti
che non faceva nemmeno in tempo a disfare i bagagli dopo
un viaggio che lei aveva gi fatto sviluppare le foto e le
aveva inserite nell'album, complete di didascalie. Ma a
Courtney non importa se lui la prende in giro per il fatto
che  cos organizzata. E allora? Qualcuno deve pur esserlo.
Courtney non si lascer certo scoraggiare per questo.
Anzi, il viaggio su quella chiatta - l'unica cosa ribelle
che Courtney abbia mai fatto, o almeno di recente - non
si sarebbe mai realizzato senza di lei. Avevano pianificato
tutto lei e Suzanne St. John: scovato le informazioni, tenuto
la contabilit, organizzato le cose. Al Mary Scott,
Courtney era membro della Honor Court e dello staff dell'annuario.
Ora  membro dell'assemblea parrocchiale della
Saint Matthews Church, a due passi da Magnolia Court,
la dimora di famiglia di Hawk, risalente al 1840 circa.
Questa casa non  stata restaurata, le aveva detto in tono
severo la madre di Hawk consegnandole le chiavi. E stata
conservata. Courtney sapeva che sarebbe riuscita a gestire
la casa.  brava a preservare le cose. Infatti  presidente
della Dogwood Historic Preservation Society e degli Amici
della Biblioteca.
Ecco, in questa foto si trova nel cimitero storico di Saint
Matthews, vicino al Berry Monument. In quest'altra sta
convocando la riunione degli Amici della Biblioteca, con il
martelletto in mano. E qui  con Charles Frazier, l'autore
di Cold Mountain, il cui intervento ha rappresentato il
maggior successo per l'associazione, oltre ad aver portato
nelle casse parecchi soldi. Courtney vorrebbe riuscire a
finire di leggere quel libro, solo che  cos lungo, con tutto
quel camminare attraverso lo stato del North Carolina,
cos lento. E poi di recente, e per buoni motivi, Courtney
non riesce a concentrarsi. Tutte le volte che cerca di leggere
le viene in mente Gene Minor, riesce a vedere solo la sua
stupida faccia.
Ma ecco la casa, fotografata nel 1984 per Southern Living.
Esterno: vista sulla lunga collina da Four Corners. E
un grande maniero in pietra, in uno stile insolito per Raleigh,
quasi moresco se non fosse per le colonne e il porticato
profondo che si estende su tutta la facciata. Questa
casa  un simbolo del retaggio scozzese di Hawk, come gli
piace ripetere, e anche della monumentale vanit del padre.
Otto enormi e vecchissime magnolie, quattro su ogni
lato del lungo viale centrale, hanno dato il nome alla residenza.
Il viale attraversa tutta la collina fino a Four Corners;
qui la propriet  protetta dalla strada trafficata grazie
a un alto muro di pietra ricoperto di spuntoni in ferro
battuto. Quel muro parla di soldi. Proprio come Hawk.
Guardando attentamente la foto si pu scorgere anche
Hawk, in pantaloni larghi, cravatta e cardigan, studiatamente
casual, una specie di ricco Mister Rogers. Un bell'uomo,
dal naso affilato e i capelli color argento. Un uomo
potente. Un uomo da prendere in considerazione.
Interno: Hawk e Courtney in biblioteca davanti al grande
camino di pietra che fu costruito da muratori moravi
diretti poi a ovest per erigere la Biltmore Mansion appena
fuori Asheville. Si capisce che Hawk appartiene a quel
luogo dal modo in cui sorride sicuro di s davanti alla macchina
fotografica, mento alto, un braccio allungato sulla
mensola del camino su cui poggia un orologio antico fiancheggiato
da candelabri d'argento e da un esercito di foto
di famiglia, che risalgono a un centinaio d'anni prima.
Ecco il bisnonno di Hawk, Henry Giles Ralston, membro
della confederazione degli stati del Sud; poi il padre di
Hawk in uniforme della marina, durante la seconda guerra
mondiale. L'antico letto stile impero nella suite padronale
al piano di sopra  quello in cui Hawk  nato, ma dove
ora dorme molto di rado. Courtney si  abituata ormai. Si
 abituata da anni, anche se all'inizio le si spezzava il cuore
- subito dopo la luna di miele, per esempio, quando Hawk
era andato a Charlotte per affari e lei, chiamando il numero
che lui stesso le aveva dato, aveva sentito rispondere una
ragazza. Courtney aveva riagganciato senza aprire bocca.
Aveva pianto tutta la notte, il giorno dopo aveva partecipato
al primo incontro della Junior League, a casa di Buffy
Sandover. Nel pomeriggio era andata a lezione di tennis.
Due sere dopo, quando Hawk era entrato in cucina, lei si
era voltata e gli aveva lanciato contro un calice da vino. Il
bicchiere aveva colpito lo stipite della porta accanto alla
testa di Hawk ed era andato in mille pezzi. Lui non aveva
battuto ciglio. Era rimasto fermo a fissarla, inarcando un
sopracciglio con aria interrogativa.
Chi  quella? Le tremava la voce.
Dov' mia madre? chiese lui. Dov' Walter?
Tua madre  nel suo appartamento. Perch? Pensi che
stia per fare una scenata? Be', s, sto facendo una scenata,
per Dio. E non m'interessa se mi sentono. Siamo appena
tornati dalla Giamaica e tu sei stato via due giorni. Ti ho
chiesto chi ! Courtney scagli un altro bicchiere, senza
mirare esattamente a Hawk. Colp il bordo del lavello,
creando una pioggia di cristalli sul pavimento. Hawk scroll
il capo, come se Courtney fosse una bambina ostinata.
Ma almeno non ment.
Non ha importanza, disse. Lei non ha importanza.
Mettiamo subito le cose in chiaro, Courtney. Tu sei mia
moglie. Questo non ha niente a che fare con te.
Certo che ha a che fare con me! Courtney piangeva
senza riuscire a fermarsi.
No. Ti sbagli, disse Hawk, in tono gentile. Attravers
la cucina per avvicinarsi a lei, pestando le schegge di vetro.
La prese per le spalle e la fece voltare.
No... Courtney pieg il collo di lato. Lui le prese il
mento tra le mani e la baci, lentamente, a fondo, a lungo.
Era molto bravo in quello. Poi la port a cena al country
club. A Natale era incinta.
L'aveva lasciato una volta soltanto, quando Scott aveva
18 mesi e Jeremy era un neonato in preda alle coliche.
Una notte di aprile, dopo essere stata alzata per ore con
Jeremy in braccio, i nervi a pezzi, sent una macchina percorrere
lentamente il viale di ghiaia, e quando guard fuori
dalla finestra not che aveva i fari spenti. Accost davanti
alla scalinata e si ferm proprio sotto il lampione. Era una
Cherokee rossa che Courtney non riconobbe. Hawk usc
dalla macchina con la giacca su una spalla e la valigia in
mano. Avanz di qualche passo verso la casa, poi si volt,
fece il giro della macchina verso il posto di guida e rimase
a lungo, cinque, dieci minuti, abbassato davanti al finestrino;
poi si allontan e rest a guardare l'auto che ripartiva.
Rest l finch non ebbe superato tutte le magnolie e raggiunto
la fine del viale, con i fanalini di coda rossi che lampeggiavano
nella notte. Seduta alla buia finestra del piano
superiore, Courtney osserv la scena come se fosse un film.
Incominciava ad albeggiare, il cielo era rosato sopra l'orizzonte.
Hawk allung un braccio, stacc un fiore di sanguinella
dall'albero vicino alla gradinata, lo guard a lungo,
lo gett nell'erba. Poi si volt e scomparve dalla vista di
Courtney, che poco dopo sent i suoi passi sulle scale. Infine
apr la porta.
Non sembr sorpreso di vederla seduta alla finestra con
Jeremy in grembo, appoggiato su un cuscino. Le si avvicin
e la baci sui capelli. Mi hanno dato un passaggio dall'aeroporto,
disse. Immagino che sia stata una nottata
faticosa. Si spogli, si distese sul letto e si addorment
all'istante, profondamente. Courtney lo capiva dal respiro.
Dopo un po' mise Jeremy nella culla e si infil a letto anche
lei, premendo il suo corpo contro la schiena di Hawk. Le
ossa delle sue gambe erano lunghissime dal ginocchio all'anca;
era un uomo imponente. Fece scivolare le dita lungo
la sua clavicola e la mascella, tra i peli sul petto; poi
segu i capezzoli e le costole, una a una. Dalla finestra vide
la mattina avanzare lentamente finch tutto ci che era
scuro e sfocato divenne nitido, visibile.
Appena Hawk and in banca, Courtney telefon per
cancellare un appuntamento dal pediatra per Jeremy e una
riunione delle mamme per Scotty; poi li vest, li infil in
macchina e and dalla sorella gemella, dopo aver lasciato
un biglietto per Hawk. Non era un rifugio perfetto, ma
non gliene veniva in mente nessun altro. Sua madre era
morta anni prima.
Secondo me sei pazza, disse Jean quando fu di ritorno
dal lavoro ed ebbe ascoltato tutta la storia. Forse gli hanno
dato sul serio un passaggio dall'aeroporto. Come fai a sapere
che non  vero? Jean era una versione pi bassa e robusta
di Courtney. Un tempo erano state inseparabili, facevano
le ragazze ponpon insieme alla Burton High School. Poi
Jean si era iscritta all'Universit del North Carolina e aveva
conosciuto Buzzy, mentre Courtney aveva vinto la borsa di
studio per il Mary Scott. Ora le loro vite erano molto
diverse.
Oh, dai. Nonostante non avesse dormito, Courtney si
sentiva pi lucida che mai. Non arriva nessun aereo alle
quattro di mattina. Nessun amico ti d un passaggio alle
cinque. E poi non avrebbe infilato la testa nel finestrino in
quel modo, se fosse stato un uomo. Non si fa cos con un
uomo.
Immagino che tu abbia ragione. Jean si accese una
sigaretta e la picchiett nervosamente sul portacenere, che
recava la scritta Kings Dominion. Sotto erano infilati dei
buoni che Jean aveva ritagliato.
Ne ho abbastanza, disse Courtney. Si sedette sul divano
e guard fuori dalla finestra panoramica, i cortili ordinati
e le case simili dei vicini. Perch non poteva abitare in una
bella casetta di mattoni come questa, come facevano Jean e
Buzzy, e trovarsi un lavoro? Aveva frequentato due anni di
college. Ma l'unica cosa che aveva fatto era essersi sposata.
Sent dalla strada il rumore di una betoniera che girava lentamente
e si rese conto che la sua vita era stata cos, da quando
aveva conosciuto Hawk era stata proprio cos, una grossa
macchina messa in movimento, e lei era dentro, santo
Dio, e la macchina girava e girava e lei non poteva pi scendere.
Quel giorno, fumando le Newport di sua sorella,
Courtney si sent fragile e trasparente come il vetro. Bevvero
un po' di vino e poi fecero una passeggiata nel frutteto: Jean
spingeva il passeggino mentre Courtney portava Jeremy in
uno zainetto. Jean adorava quei bambini - lei e Buzzy ci stavano
ancora provando, ma finora non avevano avuto fortuna.
Quando tornarono a casa di Jean, trovarono Buzzy
seduto in cucina che beveva una birra.
Courtney ha fatto un salto a trovarci, disse Jean.
Gi, be', bene, perch magari ti sei dimenticata ma
oggi  la sera del pocker, i ragazzi vengono qui, dobbiamo
prepararci, tesoro. Non sei ancora andata a fare la spesa?
Voglio dire, Courtney ha bisogno di un posto dove
rimanere per un po', spieg Jean.
Buzzy, a bocca aperta, si volt per guardare Courtney.
S? disse, incredulo. Sei sicura, sorellina?
Courtney annu. Scott stava facendo correre una macchinina
sul tavolo della cucina, poi sulle mani di Buzzy, che
lo sollev da terra e lo prese in braccio.
Okay, allora, disse. Perch non porti i bambini di
sopra e li sistemi? Basta che liberi quel divano nella stanzetta,
sai, il mio ufficio, e per i bambini metti il materasso
per terra. Vuoi venire con me, Jean? Possiamo prendere
della pizza oltre alla birra. C' qualcuno a cui piace la
pizza? chiese a Scotty, che annu con tanta forza che tutti
scoppiarono a ridere.
Compra anche del latte, disse Courtney.
Ma mentre erano via suon il campanello e quando
Courtney si precipit ad aprire trov la signora Evangeline
in fondo alle scale con la nuova Cadillac grigia (con delle
pinne enormi: sembrava uno squalo) alle spalle. Walter,
alla guida, la salut con un cenno della mano. Courtney
rispose al saluto.
Nonna, nonna, nonna! Scotty corse gi per le scale.
Oh, Dio! Oh, tesoro! La signora Evangeline si comportava
come se non si vedessero da anni, come se fossero
stati rapiti. Afferr Scotty anche se era troppo fragile per
fare sforzi, baciandogli senza sosta il faccino rotondo mentre
lui giocherellava con le perle che aveva al collo. Da
quando Stephen era morto in Vietnam, Hawk era il suo
unico figlio, quelli erano i suoi unici nipoti.
La signora non pesava quaranta chili nemmeno bagnata
fradicia. I suoi capelli grigio-gialli erano raccolti a casaccio
in cima alla testa; gli occhi azzurri erano velati di lacrime.
Vieni a casa, cara, disse a Courtney. Vieni a casa.
Poi la signora Evangeline doveva aver fatto un cenno perch
Walter usc dall'auto, sollev leggermente il berretto
per salutare i vicini curiosi che erano usciti in cortile per
vedere cosa stava succedendo, entr in casa e and al piano
di sopra per prendere le loro cose. Jeremy aveva dormito
per tutto il tempo.
Poco dopo, a Courtney fu regalata una macchina nuova,
una Volvo station wagon, e Buzzy ottenne l'appalto degli
impianti elettrici per il nuovo centro finanziario di Hawk.
Nacque Evangeline, poi Lydia. Senza mai discuterne,
Courtney e Hawk facevano funzionare le cose. Courtney
gestiva la casa e i bambini, Hawk era un buon padre, severo
ma generoso. Era sempre presente a partite, recite, consegne
dei diplomi. Lui e Courtney presiedevano insieme la
Greater Raleigh United Way Campaign. Formavano una
squadra efficiente.
Quando la signora Evangeline mor, istituirono alla sua
memoria una borsa di studio al Meredith College, che lei
aveva frequentato. Nel frattempo, Hawk comprava banche
nel South Carolina, nel Tennessee. Courtney and in
Inghilterra con alcuni amici per fare un giro di antiquari e
rinnov Magnolia Court. Divenne una padrona di casa
molto apprezzata. In questa foto davanti al camino  posata,
serena, bella; quelli sono i candelieri acquistati in
Inghilterra, argento del diciottesimo secolo. Courtney ha i
capelli tirati indietro da una fascia di velluto e indossa una
giacca di velluto nero aderente e una gonna rossa a scacchi
lunga fino ai piedi. Courtney e Hawk formano una bella
coppia davanti al bagliore del fuoco, che non  un fuoco
vero, ma bisogna ammettere che i nuovi camini a gas che
fanno adesso sono cos realistici che non si nota la differenza.
Un vivace sorriso attraversa il viso di Courtney. Ha
in mano un vassoio d'argento con gli antipasti - tartine ai
gamberetti, ricetta della signora Evangeline.
Stranamente, gli stessi antipasti sono visibili anche in
questa fotografia, nell'album dedicato al matrimonio della
piccola Evangeline che Courtney aveva organizzato a casa.
Vangie non voleva sposarsi alla chiesa di Saint Matthews
perch non credeva in Dio, diceva, e nemmeno Nate, il suo
fidanzato, come Courtney continuava a chiamarlo, piena
di speranza, come se quella definizione lo facesse sembrare
e agire come tale - come un fidanzato, un marito e non un
bassista, quale in effetti .
Nella fotografia, Nate e Vangie ridono istericamente
imboccandosi l'un l'altro di pezzi di torta che cadono su
tutto il corpetto di perline dell'abito di nozze di Vangie.
Era costato 2200 dollari. Per l'occasione, Vangie si  tolta
l'anellino dal naso. Le lunghe maniche di pizzo le nascondono
il tatuaggio sulla parte superiore del braccio e ovviamente
nessuno pu vedere la farfalla sulla coscia e chiss
quale altro tatuaggio o piercing potrebbe avere, e chiss
dove. Courtney rabbrividisce al pensiero. Vangie non ha
mai raccontato molto della sua vita, e forse  meglio cos.
Come con Hawk, Courtney preferisce non sapere.
Le cose che Courtney sa di sua figlia, le cose pubbliche,
sono gi abbastanza fastidiose, come ad esempio il nome
della band di Vangie, Amici della Biblioteca. Ma almeno
Courtney ha la soddisfazione di sapere che ha fatto il
suo dovere, per tutti loro, tutta quella grande, difficile
famiglia. Solo a quel matrimonio ha dedicato un anno di
lavoro.
Non avrebbe mai potuto farcela senza Gene Minor,
quell'uomo dolcissimo. La sua presenza  ovunque in questo
album di nozze - ovunque e da nessuna parte, perch
ovviamente non compare nelle foto. La sua ditta, Fiorenza,
ha gestito il tutto. Gene Minor l'ha convinta a essere
pi... be', teatrale di quello che lei avesse mai immaginato.
Se non ti diverte, non farlo,  il motto di Gene, e visto
che Vangie non se ne occupava molto - stava facendo una
tourne sulla West Coast e fin dall'inizio non avrebbe voluto
una cosa in grande - aveva fatto tutto Courtney. Aveva
fatto tutto ci che Gene le consigliava, ed era stato un successo.
La gente ancora ne parla.
Era stato Gene a proporre un matrimonio serale, lui a
convincerla a scegliere le rose rosse per tutti i bouquet, anche
quello di Vangie, lui a ordinare il tendone e a sovrintendere
mentre veniva installato nel giardino sul retro; l'aveva
fatto ricoprire di migliaia di lucine bianche sfavillanti,
facendo rivestire i pali con ghirlande di gissofila. Gene
Minor in persona aveva creato le spettacolari composizioni
floreali rosse e argento che torreggiavano su ogni tavolo
(Ehi, bellezza, devi pensare in verticale!) Poi aveva intrecciato
rose e ramoscelli argentati sull'edera dell'antico pergolato
ad arco dove Vangie e Nate avrebbero pronunciato
le promesse di matrimonio, il pomeriggio delle nozze.
Mentre Gene Minor era in giardino a occuparsi di tutte
quelle cose, Courtney svolazzava come una farfalla tra il
giardino e la casa, troppo nervosa per posarsi da qualche
parte, anche se una volta os avvicinarglisi in punta di piedi
e addirittura toccare la sua maglietta madida di sudore.
Gene Minor trasal come se gli avessero sparato, poi rotol
gi dalla scaletta cadendo di schiena come una tartaruga
gigante, braccia e gambe che si dimenavano impotenti
nell'aria estiva. Oh, signora Ralston! esclam con la sua
voce stridula, acuta. Oh, Dio, signora Ralston, oh, oh!
Courtney ne fu cos divertita che dovette sedersi sull'erba
tenendosi la pancia per il gran ridere. Mamma! Cosa fai?
grid Vangie dalla finestra. Ma Courtney non riusc a
smettere per un bel po' - in tutta la sua vita nessuno l'aveva
fatta ridere tanto come Gene Minor. Quell'uomo era
completamente pazzo!
Ed era stato sempre lui a suggerire i fuochi d'artifcio,
che erano stati fantastici, per coronare la serata. Ecco una
foto del gran finale, quando ne erano stati lanciati sei o sette
contemporaneamente, ed erano esplosi come una composizione
di gigli nel cielo sopra Magnolia Court. Guardando
in aria, tutti i presenti produssero un oooh lunghissimo,
trecento visi illuminati dalla luce multicolore. E
chi avrebbe mai immaginato che, nel ripostiglio degli attrezzi
che si pu scorgere a malapena nell'angolino a destra
in questa fotografia, la madre della sposa e il fioraio fossero
allacciati in un lungo, umido, appassionato abbraccio?
Ovviamente Gene Minor non compare tra le centinaia
di foto dei figli - Gene Minor  solo per lei, solo per
Courtney. Non c'entra niente tra questi ragazzi in vari
gruppi e uniformi, teste luccicanti tutte in fila, che sorridono
o socchiudono gli occhi al sole, con in mano diversi
tipi di palle. Ecco il faccino di Jeremy, il largo sorriso di
Scotty. Oh, se i nostri figli si rendessero conto di quanto li
amiamo, non riuscirebbero a colpire neanche una palla,
resterebbero impietriti da quella forza, la forza terribile del
nostro amore. Probabilmente  meglio che scuole, chiese,
squadre, insegnanti, amici e altra gente proteggano i nostri
figli da noi stessi.
Poi ci sono bambine in tut, bambine sui pony, ragazzine
in corpetto, in cappellino con visiera; ragazze in costume
da bagno, con un accenno di seno. C' Lydia, altissima
e tutta denti, con in mano una mazza da hockey, mentre va
a rete. Sempre Lydia che abbraccia le sue compagne di
squadra in quel suo modo spontaneo che mette Courtney
vagamente a disagio. Adesso Lydia insegna storia e hockey
in un liceo della Virginia. Partecipa alle maratone e non
prepara antipasti. Scotty sta per prendere il master alla
Duke. Mentre Jeremy, be', c' qualcosa che non va in lui,
anche se Hawk non vuole ammetterlo e nessuno sembra
capire cos'. E solo una fase... Ma quella fase dura da
anni.
Era un bambino cos normale... guardalo in queste foto,
nella sua squadra dei piccoli, la Little League, era proprio
come tutti gli altri, no? Come tutti gli altri nella squadra
di calcio della Rainbow Soccer League, come tutti gli
altri alla maturit. Ma, come Gene Minor, Jeremy non
compare nelle foto. Courtney non sa dove sia finito il suo
piccolo, dolce Jeremy, non sa nemmeno quando  scomparso.
Perch i suoi voti avevano incominciato a scendere,
perch ha lasciato il Williams College al primo anno,
nonostante il suo famoso QI? Courtney non ne ha idea.
Hawk  semplicemente disgustato e definisce Jeremy uno
scansafatiche. E adesso l'ha escluso del tutto dalla famiglia,
cosa che apparentemente a Jeremy non importa, o
forse non se ne accorge neppure. Da parecchi anni vive a
Boulder, nel Colorado, in una stanza in affitto sopra il negozio
di libri usati in cui lavora. Pur non credendoci molto,
Courtney dice a tutti quelli che le chiedono di Jeremy che
sta cercando di trovare se stesso, e sarebbe molto pi
preoccupata per lui se non avesse altre matasse, molto pi
aggrovigliate, da dipanare.
Ecco un'altra foto: Hawk con il pesce spada che prese al
largo di Cozumel due anni fa, nel suo viaggio annuale con
Scooter Bowles e Martin Hanes. Tenuto dritto sul molo da
un paranco, il pesce  addirittura pi alto di Hawk, il quale
sfoggia un sorriso che va da un orecchio all'altro, sotto il
berretto e gli occhiali da sole. A torso e piedi nudi, indossa
quei coloratissimi, enormi calzoncini hawaiani che adora,
e su quel molo sembra a suo agio quanto in sala
riunioni.  un uomo abituato a uccidere: cervi, uccelli,
pesci. Grossi pesci. Un uomo cos affascinante che riesce
ancora a lasciare una ragazza a bocca aperta, proprio come
successe a lei - oh, Dio, s, non fu proprio cos? - tanti
anni prima.
Ma la battuta di pesca pi recente, all'inizio dell'estate,
non compare tra le foto.
Courtney era a letto con Gene Minor quando lo scopr.
I mercoled pomeriggio li tiene per s. Gene chiude il
negozio di fiori e Courtney va a trovarlo a casa - casa di lui
- con il pranzo, sempre qualcosa di delizioso. E divertente
cucinare per Gene, perch mangiare gli piace da pazzi.
(Mentre Hawk si porta sempre appresso la tabella delle
calorie per controllare i grassi). In quel particolare pomeriggio
(era soltanto due mesi fa? Dio, sembrano passati
anni) Courtney aveva preparato braciole di agnello e patate
novelle alla menta, raccolta nell'orticello di Gene davanti
alla cucina. Aveva lasciato la porta spalancata per far
entrare il sole e i gatti di Gene, Stan e John, nella vecchia
e lugubre cucina anni Cinquanta. Aveva apparecchiato per
due sul tavolino di plastica rosso e grigio. Sapeva che Gene
avrebbe portato dei fiori, e infatti cos fu, cinque iris blu in un sottile vaso giallo.
Bellissimi, disse Courtney.
Tu sei bellissima. Gene Minor la baci, e come sempre
fu un'esperienza sconvolgente. Be', per lo meno eccitante.
Era sempre un'esperienza eccitante. Gene studi la
dispensa, scelse una bottiglia di vino e la apr in maniera
teatrale. Ah! esclam facendo roteare pericolosamente il
Bordeaux fino al bordo del bicchiere, fingendosi un gran
conoscitore.
Inal profondamente. Un rosso impertinente, dichiar.
Ha corpo, per. Gran bel sedere. Courtney ridacchi.
Lui le strizz l'occhio dietro gli occhiali spessi. Gene Minor
era praticamente cieco, il che forse spiegava perch la trovasse
bella. O forse perch la trovava bella ai tempi del college,
ed era rimasto fermo ad allora. Oh, basta! A Courtney
non importava. Quando si toglieva gli occhiali per fare l'amore,
i suoi occhi erano rotondi, azzurri e fissi come quelli
di una bambola. Quando la guardava, Courtney poteva
rispecchiarsi in quegli occhi come la ragazza piena di speranza,
la ragazza ponpon che era stata molti anni prima di
crescere, invecchiare e diventare cos responsabile.
Il tempo si fermava a casa di Gene. Persino l'orologio a
forma di gatto in camera da letto ticchettava molto pi lentamente,
e per sapere l'ora esatta si dovevano sempre aggiungere
due ore e venti minuti. La prima volta che era
andata a casa di Gene, anni prima, Courtney era rimasta
sbigottita da quel sistema e gli aveva chiesto: Perch non
lo aggiusti? Oppure semplicemente non compri un orologio
che ti d l'ora giusta?
Ma poi aveva imparato a conoscerlo.
Gene  un omone di quasi centoquaranta chili. Courtney
adora starsene a letto abbracciata a lui e al suo spesso
strato di ciccia. Gene Minor  come una grossa foca, come
una pelliccia calda. E capace di eccitarla e darle conforto al
tempo stesso. Eppure lei non riesce mai ad addormentarsi
dopo aver fatto l'amore in quei pomeriggi di mercoled,
mentre lui sprofonda subito in un sonno profondo, come
un neonato. Courtney non si appisola nemmeno, 
sempre troppo nervosa.  gi fortunata se riesce a dormire
quattro o cinque ore la notte, dopo essere rimasta sveglia a
lungo, mentre le liste delle cose da fare le scorrono nella
mente.
Qui, a casa di Gene, ha finalmente imparato a lasciar
perdere i piatti sporchi quando vanno a letto, ma non riesce
ancora a dormire. E quel giorno era davvero irrequieta,
non sapeva nemmeno perch. Dopo un po' si era alzata,
aveva infilato una delle enormi camicie di Gene ed era
andata in cucina. Era una camicia da lavoro verde militare
che non aveva mai visto, con la scritta Bobby cucita sulla
tasca. Probabilmente Gene l'aveva comprata al negozio
dell'usato Twice as Nice - adora i vestiti vecchi, i costumi,
gli piace travestirsi. Pur essendo molto intelligente, Gene 
quasi infantile. Courtney sorride ricordando quella volta
che era arrivato a tavola avviluppato in un kimono di seta
rosa, lasciandola a bocca aperta per l'orrore. Ma era buffissimo,
doveva ammetterlo. Stan e John erano sul tavolo a
masticare gli avanzi di braciole. Non alzarono nemmeno lo
sguardo quando Courtney entr.
D'istinto, Courtney aveva chiamato casa per controllare
se c'erano messaggi in segreteria. Ce nera uno di Anne
Weaver, che chiedeva di cambiare la data del prossimo
incontro degli Amici della Biblioteca e un altro di Ellen
Henley, la segretaria di Hawk, che lo informava che un
tizio lo stava ancora aspettando ma doveva andarsene a
mezzogiorno; e poi c'era quel messaggio di Hawk.
Tesoro - non la chiamava cos da anni - dove sei? Sto
andando al mare per pescare un po' con i ragazzi. Perch
non vieni anche tu e porti un po' di carne alla brace, che te
ne pare? E anche quei bocconcini per pescare, sai, quei
cosi.
Lo sapeva. Lui diceva sempre quei cosi. Il posto dove
vendevano la carne alla brace era proprio sulla strada per la
loro casa sulla spiaggia, a Emerald Isle. Ma Hawk non le
aveva accennato che sarebbe andato a pesca, soprattutto a
met settimana. E quel messaggio di Ellen Henley? Courtney
aveva riascoltato i messaggi restando a piedi nudi in
mezzo alla cucina di Gene, mentre Stan si strusciava contro
le sue gambe facendo le fusa. C'era qualcosa di strano nella
voce di Hawk, qualcosa che non andava. Courtney cammin
in punta di piedi, recuper i vestiti dal bagno, si vest
e usc, come faceva spesso, senza svegliarlo. A Gene piaceva
dormire anche fino alle sei in quei pomeriggi di mercoled,
e poi rimaneva a guardare videocassette fino a notte fonda.
Era un animale notturno e andava pazzo per i film.
Courtney se lo immagin mentre guidava fino alla costa.
Di solito la calmava pensare a Gene che sonnecchiava
tutto il pomeriggio, il suo gigante addormentato, ma quel
giorno non funzionava e nemmeno le cittadine sonnolente
del North Carolina orientale, che le piacevano tanto,
riuscirono a rasserenarla. Mentre percorreva l'ultimo, grande
ponte sulla laguna, Courtney abbass il finestrino e inspir
a fondo il familiare profumo salato delle paludi. Le
piaceva sentire il vento tra i capelli. Era quasi allegra quando
svolt nel viale che portava alla vecchia casa di legno
della signora Evangeline, un'anomalia, tra le case pi piccole
e nuove che la circondavano.
Courtney accost vicino alla Land Rover di Hawk e
usc, chiedendosi dove fossero le altre macchine, gli amici
di suo marito. Sal dalla scalinata esterna del balcone con la
scatola di cibo comprato da Fat Daddy, poi entr dalla porta
della cucina e la depose sul tavolo, vicino alle chiavi dell'auto
di Hawk e al giornale. La vecchia casa era avvolta nel
silenzio. La polvere spiccava nei raggi del sole che entravano
obliqui sui vasti pavimenti di pino, coperti da una
miriade di vecchie stuoie che erano l fin da quando i genitori
di Hawk erano giovani e quella casa era l'unica costruita
sulla striscia di spiaggia.
Courtney non ci andava dall'estate precedente - strano,
vero? come il tempo si dilata... Erano venuti i Copeland a
pranzo e lei aveva preparato quella zuppa fredda di spinaci;
poi, pi tardi, era andata da sola fino alla punta e aveva
visto un arcobaleno. Sembra ieri. E sembra ieri che i bambini
erano piccoli e lei li portava l tutte le volte che poteva.
Proprio qui sulla parete della cucina ci sono tutti i segni
che Hawk aveva fatto con il righello man mano che crescevano.
Ma dov'era Hawk? Forse erano andati a pescare da
qualche parte con la macchina di qualcun altro.
Courtney si tolse le scarpe e usc sul balcone. Non c'era
quasi nessuno sulla spiaggia. La bassa marea aveva lasciato
pozze d'acqua che rilucevano argentee in punti diversi da
quelli in cui si formavano di solito, o cos le sembrava.
Nulla rimane uguale. Percorse la passerella di legno che era
stata in parte ricoperta di sabbia dalle bufere invernali,
annotando mentalmente di chiamare il signor Tabor, il custode.
Ma chi c'era l in fondo, seduto sulla panchina? Di spalle
non le era sembrato lui. Si volt mentre lei si avvicinava,
ma non disse nulla e non fece cenni. Aveva accanto la cassettina
degli attrezzi da pesca, la canna era appoggiata alla
ringhiera. Le ombre delle nuvole sfrecciavano lungo la spiaggia
alle sue spalle, un jogger di passaggio salut. Hawk!
chiam. Lui la guard per un secondo senza espressione,
poi fece un grande sorriso di sorpresa che gli illumin il
viso. Courtney! Le sembr felicissimo. Ehi, dov' Baron?
Non hai portato Baron? Baron, il loro vecchio labrador
color cioccolato, l'orgoglio di Hawk, era morto quindici
anni prima.
E ora, nonostante tutti gli esami che stanno facendo a
Hawk, Gene Minor ha scelto proprio questa settimana per
darle un ultimatum. E tutta colpa di quella maestra di
vita che ha trovato su Internet: tutto filava liscio come l'olio
finch non  entrata in scena lei. Courtney ha trovato il
depliant due settimane fa, vicino al telefono. Rosalie
Hungerheart, c'era scritto. Puoi vivere i tuoi sogni! Come
un istruttore olimpico, Rosalie guida i suoi clienti ai massimi
livelli di performance nella loro vita professionale e privata.
Scopri quello che vuoi e prendilo! La vita non aspetta!
Il retro del depliant era stato presumibilmente
strappato e spedito, forse insieme a un assegno. Gene era
un tale credulone.
Ma Courtney e Gene hanno gi una relazione particolarmente
soddisfacente. Courtney passa tutti i mercoled
pomeriggio con Gene, pi qualche notte di tanto in
tanto, quando Hawk  fuori citt o lei si inventa un viaggio
per fare acquisti ad Atlanta. Si sono incontrati parecchie
volte in quei motel da due soldi a nord di Raleigh,
anche se Gene li trova deprimenti. Sono grande e grosso
anche per la qualit della vita, le aveva detto la prima volta,
girando verso il muro una orribile stampa raffigurante
un pellerossa.
Era stata un'idea di Gene quella di prendere la I-95 fino
a Pedro, a sud del confine, per passare la notte fuori. Ce
la spasseremo, le aveva promesso. Courtney aveva visto
per anni quei pacchiani cartelloni di Pedro che bordavano
l'autostrada, ma ovviamente non aveva mai pensato di fermarsi.
Siamo scappati per il fine settimana! aveva annunciato
Gene, con indosso il suo kimono, allo sbigottito
cameriere. Gli aveva allungato qualche banconota svolazzante
e poi gli aveva sbattuto la porta in faccia, portando
un vassoio di margarita e enchilada verso il letto gigante su
cui Courtney lo aspettava nuda e piegata in due dalle risate.
Prima di Gene, Courtney non aveva mai riso, riso davvero,
per anni.
Il maggiore vantaggio di Pedro era che non dovevano
nascondersi. Courtney era assolutamente sicura che l non
avrebbe mai e poi mai incontrato qualcuno che conosceva.
Non avrebbe incontrato nessuno nel gigantesco negozio di
articoli da regalo in cui Gene le compr un anello di finti
diamanti rosa con la scritta BABE, e nemmeno nella piscina
con pacchiane piastrelle multicolori, o nel tetro Sombrero
Lounge, dove aveva lasciato che le facesse scorrere la mano
lungo tutta la gamba sotto il tavolo. Era cos buio l dentro,
nessuno li avrebbe visti. Non ci sono mai tornati. Era
troppo lontano, troppo rischioso. Ma Courtney ci ripensa
spesso. Quel week-end a Pedro esisteva fuori dal tempo e
dallo spazio, come la loro relazione: per quello  perfetta.
Courtney non riesce a credere che Gene Minor voglia rovinarla
proprio adesso.  stata perfetta fin dall'inizio.
Guarda.
Santo cielo! esclama Harriet, con la consueta buona
educazione, quando Courtney estrae l'album di vinile azzurro
acqua con la scritta in oro IL MIO BALLO - Gene l'ha
trovato in un mercatino dell'usato. All'improvviso Courtney
non vede l'ora di aprirlo, di rivederlo ancora, il suo
tesoro, il suo amore. Non pu aspettare fino alla fine di
quel viaggio, quando lo incontrer a New Orleans per un
week-end di fuga al Royal Orleans Hotel. Non osare portare
quel kimono! gli ha detto. Ma sotto sotto spera che lo
porti.
Harriet Holding non sembrerebbe cos annoiata se sapesse
la verit su queste foto. Rimarrebbe sbigottita. Anche
Courtney  sbigottita. Si considera ancora l'ultima persona
al mondo che potrebbe avere una relazione extraconiugale,
l'ultimissima. Non l'avrebbe mai fatto se si fosse trattato di
qualcuno di reale, qualcuno che la gente conosceva.
 cos che ci siamo incontrati, non dice ma lo pensa,
aprendo l'album. Gene Minor si  materializzato nella sua
vita sotto le circostanze pi improbabili, davvero, improbabili
quanto lui. E stato otto anni fa. Courtney aveva quarantaquattro
anni, troppo in l secondo gli standard. Era
anche un po' depressa, a dire la verit. Era il primo anno in
cui i suoi figli se n'erano andati, o quasi, - non avrebbero
mai pi vissuto l, non come avevano fatto prima, anche se
lei aveva mantenuto intatte le loro camere, ovviamente,
monumenti alla loro infanzia felice. Courtney aveva sempre
immaginato che si sarebbe sentita sollevata, libera di
dedicarsi alle sue svariate cause, di viaggiare con le sue amiche,
di dipingere, forse. Anche se non ne ha mai avuto il
tempo, avrebbe sempre desiderato dipingere, e di certo
aveva una certa sensibilit per forme e colori. Magari un
giorno potrebbe seguire qualche corso all'Universit del
North Carolina. Cosa le dicevano tutti? Avrai pi tempo
per te stessa.
Courtney ci stava proprio pensando mentre vagava per
casa, quel giorno (Quella fatidica mattina! come Gene
l'avrebbe definita in seguito). La sua casa, enorme e silenziosa,
era in perfetto ordine. Era il giorno libero di Lucille,
e Hawk era andato in Svizzera per affari, o cos aveva detto.
Courtney prese il biglietto che era sul tavolo della cucina
ormai da una settimana, un invito a una riunione di compagni
di scuola. Jean, che doveva occuparsi del cibo, aveva
lasciato due messaggi in cui li implorava di andare, senza
capire che era proprio il tipo di cosa di cui non avrebbe mai
fatto cenno a Hawk. Ma Hawk non c'era.
INCANTO SOTTO L'OCEANO
Riunione e ballo classe 1963
 stato terribile la prima volta?
Be', avete una seconda possibilit!
Obbligatorio agghindarsi
Cerchiamo volontari per le decorazioni
Chiamate il 939-0335
Be', di sicuro il primo ballo studentesco era stato terribile
con... chi era? Pee Wee Raines, Dio solo sa che fine
avr fatto. Courtney non aveva nient'altro da fare. Certo,
avrebbe potuto fare shopping, ma non aveva davvero bisogno
di niente. Oppure poteva andare a lezione di tennis. O
farsi fare la manicure nel negozio di Dina. Oppure semplicemente
distendersi su quel bel tappeto orientale e urlare
fino a diventare pazza.
La voce stridula che rispose le sembr stranamente familiare.
Eccoci qua, disse.
Courtney riflett, poi cominci a dire: Salve, sono Courtney
Ralston e chiamo per la riunione, so che sono un po' in
ritardo ma...
Courtney? Courtney Gray? Oh, mio Dio, non ci posso
credere, santo cielo! Courtney Gray, nientemeno!
Le torn in mente come se fosse sempre stato presente
in tutti quegli anni: Gene Minor, quel ragazzo un po' svitato.
La faceva ridere cos tanto in sala studio che si beccavano
sempre qualche punizione. Poi faceva quelle letture
dall'antologia inglese: Quefta  la forefta antichiffima...
Cos quel pomeriggio Courtney si ritrov in macchina,
diretta alle elementari Robertson, una piccola scuola abbandonata
che stava subendo una trasformazione totale,
proprio mentre stiamo parlando, aveva detto Gene Minor
al telefono.
Dentro, il tempo si era fermato: l'atrio dipinto di un
verde istituzionale, la fascia di legno scuro con gli appendiabiti
a intervalli regolari, l'antica fontana per l'acqua
potabile che a Courtney sarebbe piaciuto avere accanto alla
piscina. Nell'auditorium, parecchie donne stavano attaccando
al soffitto alcune reti da pesca piene di palloncini
azzurri. Un tizio calvo che le sembrava vagamente familiare
era seduto su una sedia pieghevole a gonfiare palloncini,
mentre un altro, su una scala, stava appendendo un globo
ricoperto di specchietti. Sul palco, un omone dai lunghi
capelli grigi stava completando una decorazione affascinante:
uno zampillo di monete d'oro che usciva da un forziere
da pirati spargendosi su una spiaggia di sabbia rosa.
L'uomo indossava un'ampia camicia bianca, portava
occhiali spessissimi e sudava abbondantemente. Mettetela
qui, stava dicendo a due ragazzi che trascinavano a fatica
quella che sembrava una palma vera in un vaso enorme.
Courtney! Ciao! Parecchie donne si precipitarono a
salutarla, inclusa la sua vecchia collega ponpon, Stephanie
Speer, che era ingrassata di almeno venti chili. Courtney si
sent subito meglio. Beverly Midgett teneva i capelli completamente
bianchi, chiss perch. Ma era davvero felice
che Courtney fosse presente. E quando anche Carla Potts,
che non le era mai piaciuta un granch, le si avvicin,
Courtney si ritrov a trattenere a stento le lacrime. Si sentiva
cos stupida! Ma ovviamente c'era stata una vita prima
di Hawk, quelle persone la riconoscevano, quindi, ovviamente,
era esistita davvero.
Senti, dov' Gene Minor? chiese a Stephanie. Pensavo
che sarebbe stato qui. E lui che mi ha convinto a venire.
Stephanie le indic il palco. Eccolo l.
Quello  Gene Minor? Quel tipo? Ma era cos magro.
Courtney non riusciva a crederci.
Be', adesso non  magro, disse Stephanie. Ma dopotutto
io dovrei stare zitta, no? Comunque,  davvero un
personaggio, aspetta di vederlo in azione. Penso che abbia
un diploma artistico, non sono sicura, ma poi suo padre 
morto e lui si  messo ad aiutare la madre nel negozio di
fiori e da allora  rimasto l. Non si  mai sposato, ovviamente.
Ovviamente. Gi allora, osservando Gene Minor sul
palco con indosso i suoi stivali da cowboy e quegli occhiali
spessi, lo aveva trovato carino. In uno strano modo, era
senza dubbio carino. Anche se era chiaramente pazzo -
dopo che le palme furono posizionate dove voleva lui, si
mise a ballare sul palco cantando All night, all day, Alamanne,
down by the seashore siftin sand, strimpellando un
immaginario strumento.
Ukulele fatto d'aria, annunci, notando per la prima
volta il suo pubblico improvvisato. Courtney! Salt gi
dal palco. Sono cos felice che tu sia venuta! Torreggiando
sopra di lei, le stritol la mano.
Be', s, anch'io. Stranamente, era davvero felice. Poi gli
guard la mano.
Oh, questi non sono veri, disse con un risolino acuto.
Mi sto solo abituando per stasera. Portava tre enormi
anelli su una mano, quattro sull'altra, tutti tremendamente
vistosi.
Perch?
La scena di Elvis, sciocca, rispose lui. La faccio ogni
anno,  una tradizione. Ma immagino che tu non sia mai
stata alle nostre rimpatriate, vero?
No, questa  la prima, ma non vedo l'ora che inizi.
Il tono da donna mondana che ormai le veniva spontaneo
le sembr falso. Mio marito  fuori citt - non sapeva
perch lo disse - quindi verr con Jean e Buzzy.
Ehi, ho un'idea migliore. Perch non vieni a prendermi?
Elvis ti far da accompagnatore. Potrei avere bisogno
di una mano con il mio costume, la parrucca eccetera.
Abito proprio vicino a te.
E come fai a saperlo?
Facile. Ti abbiamo consegnato un sacco di roba. La
signora Evangeline ordinava i fiori da mia madre - la signora
Evangeline... che vecchio mostro era!
Okay, si sent dire Courtney. Ti vengo a prendere.
A che ora? L'indirizzo di Gene si rivel sorprendentemente
vicino a Magnolia Court, anche se era una strada che
Courtney non aveva mai sentito nominare. Ebbe un'improvvisa
sensazione di mondi dentro altri mondi, di un'altra
Raleigh, una Raleigh segreta dentro quella che conosceva.
O forse era lei che stava dentro la citt sconosciuta.
Quei pensieri la innervosivano. Telefon a Jean per dirle
che sarebbe andata al ballo. Jean si mise a urlare quando le
disse con chi ci sarebbe andata. Ma immagino sia innocuo,
comment alla fine della telefonata.
 permesso? grid Courtney tre ore dopo, fermandosi
davanti al cancello di Gene che era comunque socchiuso.
Non riusciva nemmeno a vedere la casa, nascosta tra gli
alberi.
Eccomi. Sei bellissima. Gene Minor spunt dal suo
giardino selvatico con un annaffiatoio in mano. Non era
nemmeno vestito, tranne che per un paio di buffi pantaloni
scampanati di satin bianco e una vistosa cintura. Aveva
tanto petto quanto Courtney. Questo  per te. Prese una
scatola bianca da un vecchio tavolino con il piano di vetro.
Un corsag! Courtney non ne vedeva uno da anni. Era
un'orchidea rosa da appuntare sul vestito.
S. Ma aspetta un attimo, ho bisogno che mi aiuti a fare
una cosa prima di finire di vestirmi, se non ti dispiace.
Stranamente, non le dispiaceva.
Si tratta dei peli sul petto.
Cosa?
Be', ci sono delle cose che da soli non si possono fare,
sai quello che voglio dire, e una di queste  tingersi i peli
del petto. Pensi che potresti...?
Certo.
Allora vieni da questa parte. Avanz con una buffa
camminata da papera alla Harpo Marx, e Courtney lo
segu. Mescolarono la tintura nel lavello in cucina e Courtney
incominci ad applicarla piano con l'angolino di un
tovagliolo. Non farlo tutto, le disse. Mettine solo un po'
qui, dove si vede. Courtney picchiett la tintura. La camicia
di Elvis con il collo a V tempestato di strass era appesa
alla porta della cucina, la parrucca nera era posata sul
tavolo.
Sai una cosa che non dimenticher mai di te? disse
Gene Minor, quasi in un sussurro. Eravamo al terzo anno,
durante quella gita a Spring Lake e avevi quel bikini verde
e continuavi a tuffarti dalla piattaforma in mezzo al lago.
Facevi tuffi ad angelo, capriole all'indietro, di tutto. Ti sei
tuffata tutta la mattina. Eri incredibile.
Courtney annu. Era stata molto atletica da ragazza, prima
di rendersi conto che ai maschi la cosa non piaceva.
Eri fantastica! disse Gene Minor, sincero. Io sono stato
per tutto il tempo sulla piattaforma a guardarti. Poi mi
sporgevo e ti aiutavo a risalire. Esit. Poi una volta, mentre
ti stavo tirando su, ti  scesa la spallina del costume e ho
visto il tuo seno, solo per un secondo. Te la sei tirata su e
mi hai sorriso. E stato solo un secondo. Sapevi che l'avevo
visto, e te ne infischiavi. Eri cos distaccata. Quella  stata
la cosa pi bella, il momento pi dolce. Si interruppe
mentre Courtney, con il fiato sospeso, picchiettava la tintura
nell'incavo pulsante della sua clavicola. E non te ne
ricordi nemmeno.
Io...
Gene Minor le mise un dito sulle labbra. Va tutto
bene. Lo so che non ti ricordi. E impossibile. Non ero il
tipo che una ragazza come te poteva notare.
Invece mi ricordo di te, per...
Ssst. Gene Minor continu a passarle il dito sulle labbra,
quasi con aria assente. Siamo vecchi. Va bene. Le si
avvicin un poco, poi ancora di pi, spingendola contro il
lavello. Courtney si appoggi mentre lui premeva le labbra
contro le sue, fissandola negli occhi.
Gene!
Sorpresa! Stava sorridendo.
Ma pensavo che fossi gay.
Lo pensano tutti, tesoro. Non puoi neanche immaginare
che vantaggio sia per me.
Adesso sentimi bene, smettila. Ma Courtney stava
ridendo a crepapelle, proprio come quando erano a scuola.
Se fai cadere la tinta su questo vestito ti uccido. E poi arriveremo
in ritardo.
Solo un bacino, disse. Solo uno. Non conta. Non
far male, lo prometto. E poi, Elvis pu arrivare quando gli
pare. Lo spettacolo non inizia senza di lui.
Ora Courtney mostra a Harriet la fotografia formato
20 x 25 di lei ed Elvis al ballo, in posa dentro una conchiglia
gigante. Elvis indica la macchina fotografica per mettere
in mostra i suoi anelli, mentre Courtney  radiosa nel
pacchiano vestito rosa con quelle buffe macchie scure sul
davanti e l'orchidea al polso. L'ultima fotografia mostra
Elvis che chiude il suo show con Heartbreak Hotel. La parrucca
 terribile, ma Courtney ormai sa che l'effetto era voluto.
Lo spettacolo non  tanto Elvis, quanto Gene Minor
che fa Elvis. Tutta la vita di Gene  cos, in un certo senso.
Un'elaborata messa in scena, uno spasso. Oh, perch vuole
cambiare, soprattutto adesso? Perch  diventato cos esigente?
Courtney sa che  tutta colpa di quella maestra di
vita, come si chiama? Rosalie.  tutta colpa di Rosalie.
Nella foto, gli occhiali di Elvis sono tutti appannati. Gli
occhi azzurri nuotano nella foschia. La pancia gli esce dalla
cintura. Il peli scuri sul petto luccicano di sudore nella
scollatura a V, con il colletto di lustrini sollevato. Courtney
sorride al ricordo. Poi le viene quasi da piangere ripensando
al momento in cui, alla fine del pezzo, alla fine della
scena, lui si era voltato e l'aveva fissata cantando: I'm so
lonely, baby, I'm just so lonely I could die.
Perch non era a lui che si riferivano quelle parole, ma
a lei, Courtney Gray Ralston, lei che aveva tutto quello che
voleva, ma si sentiva sola da morire.
...
.
...
Miglio 736. Memphis, Tennessee. Sabato 8/5/99. Ore 14,00.
...
.
...
Anna abbassa la tesa dell'inconfondibile cappello nero calato
sugli inconfondibili ricci ramati, fino al bordo degli
enormi occhiali da sole neri, e incede con posa teatrale
sulla passerella della Belle of Natchez. Ta-ta! Ha sempre
immaginato di salire un giorno su un battello a vapore e
ora, proprio come tutto quello che ha sempre immaginato,
sta proprio succedendo. Osa sognare! Questo  il suo messaggio
al mondo. I sogni si trasformano davvero in realt;
devi solo stare attento a cosa sogni. Anna fa un cenno col
capo educatamente ai vari membri dell'equipaggio in uniforme
che l'assistono sul ponte cabine prendendole il braccio,
la borsa. Peccato che Robert non abbia potuto fare
quel viaggio con lei, gli sarebbero piaciuti un sacco quei bei
ragazzi sorridenti in uniforme. La sala di prua  decorata
come un bordello: tappeti a fiori, lampade vittoriane
infiocchettate, sinuosi divanetti in broccato, tavolini con il
piano di marmo.  semplicemente divino.
Con la mano sul petto, Anna si ferma per prendere fiato
e apprezzare quello che la circonda. Quando avr terminato
quella maledetta collana Intrighi dovr rimettersi in
forma. Un personal trainer, ecco cosa ci vuole. E potrebbe
comprarsi una di quelle lucide tutine da ginnastica che
vede ogni tanto sull'Home Shopping Channel a tarda
notte, quando non riesce a prendere sonno. Quanto manca
ancora? chiede allo steward dai fianchi stretti; ma lui 
troppo avanti per sentirla, impegnato a zigzagare allegramente
tra le valigie davanti alle porte delle cabine di lusso
e a salire di buon passo la magnifica scalinata con i corrimano
d'ottone e il soffitto a trompe l'oeil traboccante di
colombe e cherubini. Tiepolo, santo cielo! O Michelangelo!
Non importa, tanto sta per morire. Questi gradini la
faranno morire. Grazie a Dio, finalmente lo steward la aspetta
sul ponte panoramico, sorridendo come Huck Finn
coi suoi capelli di stoppa, carino, senz'altro uno studente
di college.
Ecco un'idea: giovane dai capelli di stoppa - chiamiamolo
Huckleberry - e donna pi grande di lui, una settimana
di paradiso, scivolano lungo un fiume d'amore,
fuori dal tempo e dallo spazio, lei ha tantissimo da insegnargli,
lui ha tantissimo da imparare... Troppo scabroso
per un romanzo rosa - forse nell'edizione speciale Silhouette
o Gotico contemporaneo. E poi non  cos che
chiamano questo stile architettonico? Gotico da battello a
vapore.
Eccoci, signora. La Suite Veranda. Huckleberry apre
la porta con mossa teatrale. Porta dentro le tre enormi valigie,
ne mette due sul portabagagli e la terza, per mancanza
di spazio, sul divanetto di velluto.
Mi piace da pazzi come dici signora. Lo lusinga per
farlo arrossire, e infatti lui arrossisce affabilmente (che fascino!)
respingendo la banconota da venti dollari che lei ha
estratto dalla scollatura.
Oh, no, signora, niente mance fino alla fine del viaggio.
Adorabile! Anna lo saluta con un cenno frivolo e chiude
la porta. Bene!  di sicuro intima quella stanza; se quella
 la suite pi lussuosa che hanno da offrire, non osa
immaginare le altre. Scatole da scarpe. Anna comincia a
disfare le valigie; le manca Robert, che insiste sempre per
farlo lui, ovunque vadano. Ha davvero un istinto protettivo.
Anna tira una corda dorata per aprire le spesse tende di
pizzo: la finestra d su un balconcino privato e sul trafficato
molo di Mud Island, con Memphis sullo sfondo. Vede
una donna - potrebbe essere Courtney Gray - che sta
scendendo verso l'imbarco in un elegantissimo completo
bianco.  in forma smagliante, dannazione. Ah, bene. Ci
sar un sacco di tempo per rinnovare le sue conoscenze,
anche se quelle donne non hanno mai mostrato il minimo
interesse per le pubbliche relazioni. Lei stessa, d'altronde,
non ha mai partecipato a una riunione - sembra che capitino
sempre nel bel mezzo di un tour promozionale per un
libro. E forse  vero che pi successo hai, pi la gente ha
paura di avvicinarsi a te. Lo sa Dio se ha avuto un gran successo
- proprio ora  in cima alle classifiche con un nuovo
libro appena uscito (al settimo posto tra i best-seller) e un
altro  in arrivo.
Anna si versa un calice di cognac dalla bottiglia di cristallo
sul tavolino a treppiede. Ecco! Getta il cappello e la
sciarpa italiana sul letto, scalcia via i sandali neri in cuoio
verniciato, appende la camicia di seta bianca e la giacca
nera. Dovr chiedere altre grucce. Si rimira il petto florido
che straripa dal bustino, l'incavo profondo tra i seni. Troppo
 sempre meglio di non abbastanza. Dannazione a tutta
quella luce. Cosa dice Robert? La luce diretta  un inferno.
Si toglie i pantaloni neri e li piega alla meglio sullo schienale di una sedia, poi cerca il vaporoso caftano color
porpora e lo infila. Ecco fatto. Tre ore di scrittura prima
di lasciare il molo - bene. Pu metter gi il primo capitolo del nuovo libro, magari, oppure farsi venire qualche idea
per il successivo. Quelle donne dovranno aspettare un po'
prima di vederla, anche se moriranno di curiosit.
Chiude le tende, Memphis scompare. Abbassa la luce
del lampadario. Apre il raccoglitore, appoggia gli appunti e
la speciale penna stilografica sulla scrivania malferma, poi
il blocco fatto a mano con la famosa carta rosa senza righe
che usa sempre per la prima bozza. Gli intervistatori rimangono
sempre sorpresi quando lei ammette di non
avere nemmeno un computer. Il romanticismo  fisico,
ha ripetuto a tutti. Non voglio nulla di meccanico tra il
mio corpo e la pagina. Cos le mie emozioni possono fluire
nel corpo fino alle dita, dritte sulla carta. Il giornalista
annuisce sempre, rapito. Anna accende una candela profumata
- ah! Cos va meglio. Infila la stilografica tra i seni per
un secondo, le porta fortuna. Toccare, pensa. Vedere, annusare,
ascoltare, gustare. Sentire. Questo  il suo mantra,
senti le emozioni. E all'improvviso, dall'empireo creativo,
le arriva un titolo. L'annessione della Louisiana, scrive in cima
alla pagina rosa con la sua calligrafia scorrevole, ornata.
Perfetto! (anzi, parfatf) mentre tutto comincia a formarsi
nella sua mente in un impeto creativo, la calda, lussureggiante
palude della Louisiana brulicante di alligatori,
aguglie e serpenti, cipressi che si levano come fantasmi da
tempi pi remoti, pi primitivi.
Mattino. Mattino sulla palude, il bayou. Mattino sul
bayou francese, la torrida alba rosa che scolora pian piano
mentre Vanessa... no, Jewel... no, Jade gira la chiave arrugginita
nell'antica serratura della cadente magione di sua
nonna, che sorge su una collinetta nel vasto, fumante (brulicante?
No, l'ho gi usato) mondo alluvionale della palude.
Strani uccelli sembrano lanciarle un monito stridente
mentre si librano bassi sull'acqua nera. Come una striscia
verde brillante, una lucertola sfreccia su una colonna erosa
del porticato. Alle sue spalle il put-put-put del motoscafo
dell'intraprendente agente immobiliare Jean St. Pierre si
affievolisce sempre pi, poi scompare. Oh, non avrebbe
dovuto farlo arrabbiare! Non avrebbe dovuto comportarsi
in modo cos arrogante. Doveva accettare la sua offerta di
aiuto, permettergli di accompagnarla nella casa abbandonata
nonostante tutti quei segnali ammonitori (il tocco
indugiante, lo sguardo umido e bramoso) che le confermavano
che il suo interesse andava ben oltre gli affari. Jade
batte per terra il piede delicato, e la sua frustrazione aumenta
quando la scarpa affonda nelle assi marce e scompare
nelle misteriose acque nere. Si china goffamente per
liberare il piede dalla morsa dolorosa.
Bonjour; mademoiselle!
Per lo spavento, Jade per poco non schizza fuori dalla
pelle color crema! Chi pu mai essere, in questa palude
abbandonata da Dio, in mezzo al nulla? Jade si volta per
vedere chi ; il respiro caldo le si ferma in gola non appena
scorge Adrian Batiste.  come se quel giovane facesse parte
della palude, una forza della natura, un uomo della natura.
 comodamente seduto in una lucida piroga. Il suo viso
cesellato  scuro e autoritario, gli occhi brillano argentei.
Un uomo selvaggio come tutto ci che lo circonda, nonostante
la camicia aperta e quel buffo berretto sulle ventitr
- davvero, sembra un cappello da magnaccia! - che si leva
con un rapido gesto inclinando il capo nella parodia di un
inchino. I capelli neri che gli scendono fino alle spalle brillano
nel sole crescente. Dis-moi qui tu es, mignonne. Dis-moi
ton nom, le chiede, con voce roca.
Jade drizza il suo metro e sessanta con tutta la dignit
che riesce a sfoggiare, consapevole che la gonna aderente
del suo completo Chanel le tira sulle cosce e che ha i collant
a brandelli.
Non mi sembra di averle dato il permesso di rivolgersi
a me in quel tono familiare, sibila.
Lui la fissa con un ghigno pigro, sprezzante. Pardon,
dice, sempre in francese. E poi, in un inglese dal forte
accento: Mi chiamo Adrian Batiste. Pronuncia Ah-druahn. La mia famiglia vive qui nel bayou francese da sette
generazioni. E lei dev'essere...
Jade Cameron, dice lei.
Ah! Ho conosciuto la sua grand-mre, una signora ineguagliabile.
Senza dubbio. Be', mi ha lasciato la casa, anzi, mi ha
lasciato tutta l'isola, e sono venuta per decidere che cosa
farne.
Allora sono l'uomo che fa per lei. Con un solo movimento
fluido, felino, il nostro eroe lega la piroga e balza sul
portico. Si china per liberare il piede di lei da quella trappola
di schegge, e il suo tocco  come fuoco sulla pelle. Le
dir cosa fare di questa propriet mam'selle - vieni Vale a
dire, niente! Questa propriet appartiene agli uccelli e ai
pesci e alle altre creature selvatiche della terra, deve rimanere
cos com', una riserva...
Con tutte le forze che riesce a raccogliere, Jade si libera
dalla presa forte e abile del giovane e batte il piede indignata.
Le ritorna alla mente il suggerimento di Pierre per
Creole Corner, una comunit chiusa, ben progettata, che
potrebbe fare di lei una donna ricca. Sar io a decidere
cosa fare della mia propriet! Adesso se ne vada di qui!
Ma l'audace cajun non ha fretta e rimane appoggiato
alla balaustra con aria insolente. Ah, ma petite, mi ricordo
di tutte le serate che ho passato qui con la vostra grand-mre.
Adorava la musica, la vecchia Marie! Venivo a suonare
il violino solo per lei, Jole Blon. Adorava ballare... Era
speciale, la sua grand-mre. Lei le assomiglia, mi pare. All'improvviso,
allunga un braccio per carezzare la guancia di
Jade con un dito.
Oh! Basta cos! Se ne vada di qui! Con entrambe le
mani, Jade spinge il suo petto muscoloso e incredibilmente
virile: la vecchia balaustra si rompe, e il giovane finisce
con un tonfo nell'acqua nera. Furioso, recupera il cappello,se lo ficca sui ricci scuri, grondanti, si issa sulla piroga e
scivola via nel bayou, gli occhi d'argento che lanciano scintille
simili a proiettili in direzione di Jade.
Au revoir! La sua voce  ruvida, calda. Ci rivedremo,
mam'selle. Sembra una minaccia pi che una promessa.
Il suono del calliope interrompe la frenesia creativa di
Anna; il ponte vibra sotto i suoi piedi. Come sempre, il
tempo le  sfuggito di mano. Quel ladro sfuggente le ha
rubato gran parte della vita. Ma non lo biasima nemmeno
per un secondo, perch L'annessione della Louisiana promette
di essere un successo, proprio come gli altri libri
della collana Intrighi: Tupelo Honey, Notte di pioggia in
Georgia, L'angelo di Montgomery, Carolina nella mia mente,
Stelle cadenti in Alabama, La scuderia del Tennessee, Il compromesso
del Missouri...
Anna depone la stilografica, si versa un altro po' di cognac
e va a prendere una boccata d'aria sul ponte privato.
 proprio cos, i grattacieli di Memphis si stanno allontanando,
trasformandosi in una citt giocattolo, anche se si
vedono ancora le file di negozi sulla sponda. La sirena
fischia due volte. Il motore sussulta. La Belle of Natchez scivola
via sull'acqua come un sogno.
A un tratto, la mente di Anna ritorna all'altro, precedente
imbarco sulla Daisy Pickett. Anche allora stava sul
ponte, e si teneva alla sponda con tanta forza che le facevano
male le dita, ridendo come una pazza mentre Baby
continuava a lanciare la bottiglia di champagne contro
l'angolo della chiatta, e la bottiglia non voleva rompersi...
ma no. Anna chiude la tenda su quei pensieri. Si  allenata
a non rivisitare certi periodi della sua vita, per ovvie
ragioni. La sofferenza non serve a niente, al contrario, per
esempio, del romanticismo. E Anna non era se stessa, in
quel periodo, non ancora, era solo una versione stentata,
una spaventosamente scialba ragazzetta del Sud, del West
Virginia, per essere precisi. Ma ora quell'Anna  defunta.
Riesce a malapena a ricordarla e preferisce cos. Spera che
le altre donne non insistano per resuscitarla durante la crociera.
Dimentica il passato, lascia che i morti siano morti, e
vivi ogni giorno come viene. Questo  il messaggio di
Anna, che ripete il suo mantra sul ponte: sente la brezza sul
viso man mano che la Belle accelera, guarda il Tennessee
che si allontana sempre pi, sente l'odore del vecchio fiume
che minaccia di riportarla indietro - maledetto! - a Paducah,
mentre il calliope frenetico le strilla nelle orecchie e il
cognac scende bruciandole la gola... sentire, deve sentire
questo momento con tutte le sue forze. Questo  il motto
di Anna: qui e ora. E quell'Huckleberry non  davvero
male come idea per un eroe, niente affatto male, anche se
quasi tutti i suoi eroi sono ovviamente scuri e pensierosi, e
un giovanotto dai capelli di stoppa e con le lentiggini sarebbe
di sicuro un'eccezione...
...
.
...
Miglio 730.
West Memphis, Arkansas
Sabato 8/5/99
Ore 18,00.
...
.
...
Harriet e Courtney sono sedute a un tavolo rotondo al
piano superiore del Salone della ruota a pale, e sorseggiano
steamboat stomper - cocktail giganteschi consigliati come
drink del giorno - che si sono rivelati dolci, ghiacciati e di
un bell'arancione vivace, un colore appropriato, ora che il
sole sta affondando sempre di pi sull'Arkansas. Da qui
possono vedere bene sia il palco dei musicisti sia, fuori, la
grande ruota a pale rosse, che gira lasciandosi dietro una
scia fangosa.
Santo cielo! Courtney fruga nel suo cocktail per rimuovere
i pezzi di frutta e altri rimasugli tropicali. Questo
beverone  gigantesco!
Va bene cos, dice Harriet, succhiando con la cannuccia.
Ne ho proprio bisogno. Sono terrorizzata.
Oh, su. Courtney le sorride affettuosamente. Ha deciso
che Harriet le piace,  un tale personaggio...
La musica  cos forte, dice Harriet, mentre l'albino
Little Bobby Blue si lancia in una versione un po' metallica
di Frankie & Johnny sul suo piano da honky-tonk. Poi
Harriet si sporge: Pensi che quella sia Anna? le chiede,
indicando una donna elegante che sale la scalinata sinuosa;
ma no, la donna ride insieme a un uomo alle sue spalle.
Anna sar sola. Il bar si sta riempiendo, meno male che
hanno occupato quel tavolo.
Non ho mai visto tanta gente grassa in un solo posto.
Courtney osserva la folla. E sono cos volgari. Pensava
che il prezzo di quel viaggio avrebbe comportato, be', un
certo livello di viaggiatori, ma evidentemente non  cos.
Per esempio, al bar c' un tizio in canottiera rossa, panciuto
e pieno di tatuaggi, che beve birra seguita da bicchierini
di qualcosa di abominevole, e ride troppo forte - non  il
tipo che ti aspetteresti di trovare in una crociera che costa
quasi tremila dollari. Di certo si cambier per cena...
 il fiume, credo, dice Harriet.  cos romantica, l'idea
di percorrerlo, intendo. Be', a Staunton quando  girata
voce di questo viaggio, gente che conoscevo a malapena
ha cominciato ad avvicinarmi, in banca, nei negozi,
ovunque, persone di ogni genere: tutti morivano dalla voglia
di parlarne. Penso che un sacco di gente sogni da sempre
di fare una crociera cos.  una specie di fantasia universale.
Immagino di s. La musica  davvero troppo forte;
questa gente  davvero grassa. Courtney non sa se riuscir
a sopportare questa situazione per un'intera settimana. Ma
d'altra parte non vede l'ora di raccontare tutto a Gene. 
proprio il suo genere di cose.
Harriet? Questa donna imponente con la voce da attrice
non assomiglia nemmeno vagamente ad Anna, la piccola
studentessa che parlava con quello squittio nasale.
Anna? Harriet balza in piedi per abbracciarla. Con
sorpresa di entrambe, incominciano a lanciare gridolini
proprio come facevano dopo ogni vacanza al Mary Scott,
quando erano ragazze. Nemmeno Courtney riesce a trattenersi,
si alza e si mette a strillare anche lei.
Dio mio! Non ci posso credere! Catherine Wilson ha
ancora i capelli lunghi, ma tutti grigi, e le si arricciano
intorno al viso sorridente e abbronzato. Si avvicina al gruppetto
seguita da un omone barbuto, e tutte lanciano altri
gridolini. Il cameriere porta cinque enormi cocktail arancioni.
Hanno un aspetto letale, dice Russell Hurt, il marito
di Catherine. Non  il marito che tutte loro si aspettavano.
Per sono buoni. Penso che ci sia dentro il gelato.
Harriet si  ributtata sul suo.
Ges. Russell va al bar.
Lui preferisce un Martini. Catherine si allunga per
prendere la mano paffuta e ingioiellata di Anna. Mio Dio,
Anna.  passato cos tanto tempo, vero? E adesso sei famosa...
Che te ne pare? Catherine  sempre stata molto diretta.
Anna increspa le labbra color prugna. I suoi grossi occhiali
hanno le lenti sfumate, e gli occhi sono quasi invisibili.
Be',  un peso, ovviamente, per anche molto gratificante.
Ma ci  voluto un sacco di lavoro, credimi. Le tremano
lievemente le labbra.
Catherine le stringe ancora pi forte la mano. Russell
si mette accanto alla moglie e solleva il suo Martini. A
voi! dice, rivolto a tutte loro. Alle ragazze della Daisy
Pickett!
Le ex ragazze, corregge Harriet. E intervenuta d'istinto,
e tutti la fissano stupiti. Be', voglio dire, adesso ci definirebbero
donne nei giornali, se ripetessimo quell'esperienza.
Alle ex ragazze, allora, ripete Russell, ridacchiando.
Questa  buona.
Potresti farci una foto? gli chiede Courtney. Prima di
sederti, intendo.
Certo. Russell appoggia il bicchiere sul tavolo e prende
la costosa macchina fotografica che Courtney gli porge.
Indietreggia di un paio di passi mentre le donne si avvicinano.
 tutto automatico. Basta che premi il pulsante verde,
dice Courtney. Russell mette a fuoco. Ecco! Okay ragazze,
dite cheese... Il flash scatta.
Nella foto appariranno tutte felici e con gli occhi rossi:
Courtney immobile e ansiosa sulla sinistra; Catherine, a
destra, che ride con la testa buttata all'indietro, naturale e
semplice come sempre; Anna in mezzo, avvolta in gioielli,
sciarpe e frange come un idolo esotico, che sorride con aria
misteriosa; poi Harriet, con gli occhi sgranati, il viso sorridente
che spunta dietro agli altri come un buffo pupazzo.
In seguito Harriet riguarder continuamente quella foto,
proprio come aveva fissato a lungo Anna quel pomeriggio,
in cerca di qualche traccia della dolce, seria amica della sua
giovent. Forse se Anna non usasse tanto trucco, tanti strati
di vestiti...
Grazie. Courtney riprende la macchina fotografica,
immaginando gi quella foto nell'album Belle of Natchez.
La chiamer Primo incontro delle ex ragazze. Indietreggia
un po' la sedia per fare posto a Russell accanto a sua
moglie, che evidentemente adora, visto che le tocca continuamente
la mano, senza motivo. Hawk non l'ha mai fatto,
nemmeno quando erano giovani. Allora, raccontaci un
po', gli chiede Courtney in tono vivace, come vi siete
incontrati?
Be'... Russell esita. Catherine gli fa un cenno col capo.
Va bene. Ero stato incaricato dagli altri membri del
mio studio legale di Birmingham di acquistare una scultura,
per il cortile d'accesso del nostro nuovo ufficio. Volevamo
qualcosa di locale, preferiamo sostenere gli artisti locali.Ero stato colpito da un'enorme statua di cemento che
avevo visto ai giardini pubblici, una sorta di donna coricata
che faceva anche da vaso, s, per delle felci. Anzi, nel
parco ce n'erano parecchie di queste donne-vaso. Una era
immersa parzialmente in un ruscello. Formava una piccola
cascata, penso che fosse una specie di animale mitologico o
qualcosa del genere, vero, tesoro?
No, dice lei. Era una forma inventata.
Adesso sei una scultrice? chiede Courtney. Tutti fissano
Catherine, che si guarda i sandali.
Ma certo,  una scultrice. Russell sembra sorpreso che
non lo sappiano. Per Dio, le sue opere sono dappertutto,
probabilmente le avete viste, solo che non sapevate di chi
erano.  un'artista molto famosa.
Oh, Russell, dai.  solo roba da giardini. Arte da cortile,
ribatte lei. Mi ci sono applicata dopo la morte di
Steve.
Steve? Courtney e Harriet si guardano.
Oh, be', certo, prima ero sposata con Howie...
Per poco, precisa Russell facendo l'occhiolino alle altre
donne.
Vedo che dobbiamo aggiornarci un po', dice Courtney
appoggiandosi allo schienale.
Steve era il mio secondo marito, un medico.  morto
in un... incidente. Catherine deglutisce in modo evidente.
Qualche anno dopo ho conosciuto Russell.  venuto a
casa mia, come ha detto. Ho sempre lavorato nel cortile di
casa. Certo, mi piaceva, mi  piaciuto subito, ma non avrei
mai pensato di sposarlo o roba del genere. Non stavo cercando
un marito. Avevo gi avuto dei mariti. Pensavo che
fosse solo... non so, un uomo provvisorio.
Bellissimo titolo. Anna lo scarabocchia su un blocchetto
che estrae da chiss dove. Posso usarlo?
Fai pure. Non lo user mai. E strano quanto mi piaceva
scrivere al college. So che non ero particolarmente
brava - Catherine fa un cenno per zittirle - no,  cos.
Ma mi piaceva un sacco. O forse mi piaceva semplicemente
andare a quelle lezioni e stare con voi. Mi ricordo ancora
come mi sentivo quando salivamo sulla collina per andare
a casa della signora Auerbach o di Lucian Delgado.
Quella sensazione di... be', come se tutto potesse succedere.
Era cos eccitante.
Oh, anch'io mi sentivo cos, dice Harriet. Il fruscio
delle foglie sotto le scarpe in autunno, lo scricchiolio del ghiaccio
duro sotto gli scarponi in inverno, i piedi nudi che affondano
nella fresca erba bagnata in primavera.
All'improvviso un trillo di campanelli risuona per tutto
il battello. Si incamminano verso l'enorme sala da pranzo,
che occupa almeno met del ponte panoramico. Una bella
ragazza dalle brillanti labbra rosse li guida al loro tavolo.
Salve, mi chiamo Maurice, vi servir io. Un ragazzo di
colore li fa accomodare spostando indietro le sedie; sembra
un giocatore di football americano.
Be', Maurice, avrai un compito che sembra fatto apposta
per te, in questo viaggio, dice Russell. Pensi di riuscire
ad aiutarmi a prendermi cura di queste donne?
Nessun problema! Maurice sfoggia un sorriso di gran
classe e distribuisce i menu.
Dio mio, non mi stupisce che questa gente sia cos
grassa! dice Courtney, leggendo le proposte del menu a
cinque portate.
Ma erano gi grassi, precisa Harriet. Forse hanno
scelto questa crociera proprio perch sanno che cos avranno
da mangiare a sufficienza. Poi arrossisce e abbassa lo
sguardo - si era dimenticata che Anna, sotto tutti quei vestiti,
 chiaramente una donna sovrappeso.
Scommetto che ordinano il menu completo, dice
Courtney. Perch cos pensano di aver speso bene i loro
soldi. Anche mio padre ci ordinava di fare cos tutte le volte
che facevamo una vacanza o un viaggio con i pasti inclusi.
Dovevamo rispettare le regole del club del piatto
pulito.
Prixfixe. Anna adesso conosce quel termine, ma all'improvviso
ricorda fin troppo bene un periodo in cui non
lo conosceva, non sapeva niente e diceva sempre qualcosa
di sbagliato perch c'erano cos tante parole che aveva
soltanto letto, senza mai sentirle pronunciare, come quella
volta alla lezione di letteratura americana in cui aveva
detto che Hester Prynne non era immorale, ma era stata
semplicemente fuorviata, solo che aveva detto forvata
perch le ricordava ingannata. Erano rimasti tutti in silenzio
e poi erano scoppiati a ridere, uno dopo l'altro.
Anna non aveva mai trovato divertente quell'episodio. Il
problema era che aveva letto tutte quelle parole, ma non
le aveva mai pronunciate ad alta voce prima di andare al
college.
Sono d'accordo con tuo padre, dice Russell alla moglie,
mi piace sapere di avere speso bene i miei soldi.
Ordina fondi di carciofo con polpa di granchio, costolette
d'agnello, torta della Foresta Nera. Tocca a te, ragazza!
Ricordati che questo  il club del piatto pulito, dice a Catherine.
Sembrano una coppia perfetta, e la cosa non sorprende
le sue vecchie amiche. E facile andare d'accordo
con lei. Anche lei e Howie sembravano la coppia perfetta,
e lo sono stati finch lei non l'ha lasciato. E ora, segretamente,
Catherine pensa di lasciare anche Russell, che la sta
facendo impazzire con la sua crisi di mezza et che va avanti
da sempre, o cos le pare. Stai zitto, vorrebbe dirgli.
Smettila di lagnarti. Comportati da uomo. Sa che dovrebbe
essere felice per il fatto di avere accanto un uomo
cos sensibile ed estroverso, ma non lo .  stufa. Le piacerebbe
che tenesse la bocca chiusa. Basta, basta. Sii gentile,
si frena Catherine. Aveva letto da qualche parte che le tre
regole per un matrimonio di successo sono: sii gentile, sii
gentile, sii gentile. Dovrebbe essere facile, invece ogni anno
le sembra sempre pi faticoso. Catherine  pi vecchia adesso.
Si stanca pi facilmente. E ha soltanto una vita.
Courtney ordina il consomm e due insalate. Praticamente
sul menu non c' nient'altro che pu mangiare se
vuole conservare la taglia quarantadue fino a New Orleans.
Guardate! esclama all'improvviso Harriet. E Mark
Twain.
A me sembra pi il professor Gaines, ve lo ricordate?
Chiss che fine ha fatto? chiede Catherine.
No, quello  il Riverlorian, l'esperto del fiume.
Courtney ha letto il bollettino quotidiano della crociera, lo
Steamboatin News.  il tizio che terr delle brevi lezioni
sul fiume. Penso che inizino domani.
Il signor Gaines  finito in un college della Florida, mi
pare, quando non ha riavuto il posto al Mary Scott, l'anno
dopo che ce ne siamo andate. Dopo di che si  anche separato,
annuncia Anna, e tutte ricordano all'improvviso che
anche Anna era sposata con un accademico, come si chiamava,
quel tizio pallido, scheletrico... Kenneth. Ecco.
Faceva il dottorato all'Universit del North Carolina. Che
fine avr fatto? Credo che Gaines approfittasse delle studentesse,
aggiunge Anna in tono compassato. Di Baby,
per esempio. Non avrebbe voluto dirlo. E non dice di me.
Su Anna, scommetto che non lo sai per certo. Harriet
sembra sul punto di piangere. Aveva sempre adorato il
signor Gaines. Anzi, le riesce persino difficile pensare che
non sia pi al Mary Scott, proprio come le  difficile
immaginare che tutte quelle ragazze sono passate attraverso
matrimoni, figli, vite intere.
La prima portata arriva in un turbinio di piccoli piatti,
abilmente serviti da Maurice. Russell ordina champagne.
Courtney e Catherine confrontano le foto delle loro famiglie.
Tra tutti e due, Catherine e Russell hanno sei figli e
sette nipoti. Come pu essere? si chiede Harriet. Arriva lo
champagne. Russell approva la bottiglia, aggrottando le
sopracciglia sul bordo degli occhiali da lettura. Intanto,
sulla pista da ballo in parquet, varie coppie volteggiano con
passi e giravolte complicate. Arthur Murray, pensa Harriet,
cupa. Sono stati tutti alla Arthur Murray.
Courtney si schiarisce la gola. Vorrei proporre un brindisi,
annuncia. A Baby.
A Baby.
A Baby.
A Baby.
Alzano i bicchieri.
Dev'essere stata una ragazza incredibile. Russell  l'unico
che non l'ha conosciuta.
Oh, Dio! Non puoi nemmeno immaginarlo! fa Catherine.
Non c'era nessuno come lei. Grazie, dice a Maurice
che le serve il salmone.
Nessuno, mormora Harriet torcendo il tovagliolo.
Be', non mi meraviglia, dice Courtney. Non ricordi
la sua famiglia? Mi sembra che Baby fosse la pi sana.
Com'era la sua famiglia? Russell  un tipo assolutamente
diretto.
Erano straricchi, dice Courtney. Ricchi da generazioni.
Avresti dovuto vedere la casa dei suoi in Alabama - risalente
a prima della guerra, ovviamente. Dieci colonne sulla
facciata.
Dodici, mormora Harriet. Chilometri e chilometri
di terreno...
Catherine posa la forchetta e si sporge in avanti. Ecco.
Ho un aneddoto perfetto, l'aneddoto che racchiude tutto.
Anche tu lo ricorderai, eri l. Fa un cenno in direzione
di Harriet, che sembra dubbiosa. A ogni modo, ero nella
tua stanza, stavamo interrogando la tavola Ouija, tu e io,
Harriet.
Harriet ha dimenticato la storia della tavola Ouija.
E a un certo punto  suonato il telefono e Baby ha sollevato
il ricevitore. Cosa? ha detto, quasi gridando, e poi
Be', stai bene? e sono davvero felice che tu stia bene.
Poi c' stato un lungo silenzio durante il quale ascoltava,
torcendosi i capelli intorno al dito come faceva sempre -
tutte annuiscono - e poi ha detto Be', tutto quello che
ti posso dire, Troy,  che se fossi in te, andrei subito a
comprarne un'altra identica prima che lui torni dal suo
viaggio.
Oh, Dio, dice Harriet. Me lo ricordo.
Che cos'era? Un'altra identica cosa?
Un'altra station wagon, dice Catherine. Vedi, aveva
due fratelli scatenati, Troy e...
Boy, dice Harriet.
Troy e Boy. Troy era anche il nome del padre, Troy
Beauchamp Ballou, ma non ricordo bene il vero nome di
Boy, era una lunga sfilza di nomi di famiglia, molto solenne.
Comunque, avevano pi o meno sedici anni, direi,
forse diciassette, e si erano ubriacati e avevano scorrazzato
in macchina per tutto il campo da golf nel cuore della
notte, e chiss come erano finiti in una buca piena d'acqua,
anzi, era un lago, dove l'auto era stata completamente sommersa.
Buon Dio, mormora Russell.
E sono riusciti a comprarne una nuova prima che il
padre rientrasse? chiede Courtney.
Ne dubito. Catherine sorride. Ma solo il fatto di fare
quella proposta, la possibilit che qualcuno possa arrivare a
pensare una cosa del genere, mi sembrava semplicemente
incredibile a quel tempo.
Immagino. Russell si alza, tendendo una mano a Catherine.
Tesoro?
Sarete i pi giovani in pista, grida Harriet mentre si
fanno strada tra i tavoli verso la minuscola e gremita pista
da ballo. La band si chiama The Steamboat Syncopators.
Davvero non pensavo che ci sarebbero state tante persone
anziane in questa crociera, e voi? chiede Harriet rivolta alle
altre donne.
No, dice Anna e Courtney scrolla il capo. No.
Ma anche noi siamo vecchie. Harriet prosegue come
se lei per prima non ci credesse. Quanti anni pensate che
abbia quella donna, per esempio? chiede, indicando una
coppia dai capelli bianchi vestita in modo praticamente
identico, in madras a scacchi. Scommetto che non  pi
vecchia di noi nemmeno di un giorno.
Anna si agita, a disagio. Ti prego, dice, rifiutandosi di
porsi allo stesso livello, anche per un solo secondo, di quella
plebaglia in et avanzata - non male come titolo, Plebaglia,
una classe che Anna si  lasciata alle spalle, per sempre
spera. Non includo mai gente anziana nei miei libri.
Mai. Tanto ci arriviamo tutti prima o poi, quindi non ha
senso sbatterci il naso prima del dovuto.
Non sono d'accordo. Harriet sorprende se stessa pronunciando
quella frase in tono polemico, mentre allontana
con un cenno Maurice che tenta di riempirle la tazza di
caff. Organizzo laboratori di scrittura di quartiere, all'interno
del programma COMEBACK! spiega concitata, alzando
la voce alla fine di ogni frase. Partecipano soprattutto
donne, e scrivono storie sulla loro vita.
Per la prima volta, Anna si toglie i grossi occhiali e fissa
Harriet. Perch mai? chiede. Chi vuole leggere storie di
gente del genere? Anna ha chiazze violacee, come dei lividi,
sotto gli occhi. Harriet deglutisce. Be', Anna, nessuno
li legger, in effetti, spiega. Tranne me, naturalmente.
L'idea  che  un bene che queste donne riflettano sulla vita
e scrivano tutto quello che desiderano,  un modo per
acquisire consapevolezza e forse, spero, controllo. Le rafforza.
Stronzate, sibila Anna.
Courtney sobbalza.
Cosa? Harriet deve sporgersi per sentire, perch uno
scroscio di applausi percorre la sala da pranzo. Catherine e
Russell tornano a sedersi.
Non  affatto un bene, ribatte Anna.
Be', lavoro con quelle donne da anni e non sono d'accordo.
Harriet non vuole cedere. Voglio dire, ovviamente
possono non essere storie come le intendi tu, con una trama
forte e tutto il resto. Queste storie sono pi simili a quella
che ha raccontato Catherine sui fratelli di Baby, un aneddoto,
forse, che racchiude tutta una vita, o anche solo qualche
frase su un evento che per loro  importante.
Una storia deve avere una trama, annuncia Anna con
il tono di chi proclama un decreto.
Ma qualche volta semplicemente non ce l'ha, ribatte
Harriet.
 assurdo! Anna si alza, scuotendo tutti i suoi strati di
vestiti. Ti sbagli proprio. Io lavoro in questo campo, non
dimenticarlo. Tu no. Di certo ne so qualcosa di pi.
Che ne dite di fare due passi sul ponte panoramico?
propone Russell, sempre accanto a Catherine.
Ma non c' qualcosa nel salone principale? Aspettate
un attimo che controllo. Courtney d una scorsa al suo
Steamboatin News.
Sicuro. C' sempre qualcosa nel salone principale.
Harriet, sollevata dal cambio di argomento, sbircia con la
coda dell'occhio il Riverlorian che si muove tra la folla,
passando di tavolo in tavolo. Di certo Anna non pu essere
sicura riguardo a ci che ha detto sul signor Gaines.
Lo spettacolo di stasera si chiama Showboat Jubilee,
spiega Courtney leggendo il bollettino.
Penso che lo salteremo, dice Russell.
Credo che andr a coricarmi, annuncia Anna alzandosi
con enfasi. Mi sono alzata prima delle cinque per
andare all'aeroporto...  stata una giornata lunga. Ma poi
sorride a tutte loro, non con un sorriso da tourne promozionale,
ma un sorriso vero, impregnato di quella sfumatura
del passato, di Paducah, che oggi Anna non riesce a controllare.
Queste donne sono le uniche amiche che ha avuto,
in realt. Da allora ha lavorato cos tanto che non ha
avuto il tempo di fare nuove conoscenze. Oh, Signore! Forse
questa crociera sar un po' troppo pesante per Anna. Si
era detta che le sarebbe stata utile, le avrebbe dato la possibilit
di fare qualche ricerca per il romanzo ambientato in
Louisiana, ma ora si chiede se sia davvero cos. Ha studiato
tutti gli altri Stati sull'enciclopedia. Afferra il bordo del
tavolo per sostenersi. Perch  venuta? E al diavolo Robert.
Perch non l'ha accompagnata? Non se lo ricorda neanche
pi. Assumere di nuovo il suo portamento regale  uno
sforzo che le costa fatica. Buona notte a tutti. Non cercatemi
fino al pomeriggio.
Anna, dice Harriet, ma proprio in quell'istante l'esperto
del fiume si avvicina al loro tavolo.
Buonasera, signore, dice con un piccolo, rigido inchino.
Sono Pete Jones, il vostro esperto del fiume. Volevo
solo darvi il benvenuto sulla Belle of Natchez.
Be', grazie! Courtney  tutta un sorriso.
Da vicino il signor Jones non assomiglia granch a
Mark Twain, tranne per i baffi e l'abito. Non assomiglia
nemmeno al professor Gaines. In realt ricorda pi Kenny
Rogers, solo che  pi robusto, ma porta occhiali con la
montatura di corno, che Kenny Rogers non metterebbe
mai. Si rivolge a Harriet. Che ne dice di un ballo? le chiede
all'improvviso.
Oh, io... in effetti devo raggiungere i miei amici.
Grazie mille, comunque, dice Harriet voltandogli le spalle
mentre si precipita verso l'uscita.
Signora? Jones si rivolge a Courtney.
Ma non dovrebbe iniziare lo spettacolo Showboat Jubilee?
 scritto sul bollettino. Courtney vorrebbe proprio vederlo.
Ha ragione. Jones consulta un orologio dall'aspetto
alquanto ufficiale. Dovrei andare anch'io da quella parte,
dice, offrendo a Courtney il braccio avvolto in un'immacolata
manica bianca. I due si dirigono verso il salone principale.
Anna? Anna? Harriet segue la scia di Anna, una sorta
di luccichio nell'aria, e si fa strada tra la folla e poi sul
ponte, dove la trova appoggiata al corrimano, che fuma un
sigaro sottile, dall'odore acre.
Il mio piccolo vizio. Anna sventola la punta incandescente
del sigaro. Scusami.
No, sono io che devo scusarmi, dice Harriet, sincera.
Mi dispiace di essere stata cos cocciuta, quando stavamo
parlando di storie. Volevo dirtelo. Per favore, non prendere
troppo sul serio quello che dico. Non dovrei mai bere. E
poi non so come comportarmi in pubblico. Penso di avere
una specie di sindrome di Tourette sociale.
Non essere sciocca. Ma Anna si lascia sfuggire un sorriso.
Con il vento nei capelli, osservano il fiume che si fonde
nell'oscurit su entrambe le sponde. Di tanto in tanto un
fascio di luce, dalla cabina di pilotaggio sopra di loro, scandaglia
le acque nere. Non riesco a credere che abbiamo
fatto un'impresa del genere, e tu? sussurra Harriet. Questo
fiume  enorme. E davvero pericoloso. Chiss come,
dalla chiatta non sembrava cos grande. Immagino che non
si possa capire quanto sono grandi le cose finch non ci sei
in mezzo.
Grazie a Dio! esclama Anna con la sua voce rauca. 
meglio cos. Se riuscissimo a vedere veramente quello che
stiamo facendo, non faremmo niente, immagino.
Harriet si sente pi rincuorata. Dopotutto  rimasto
qualcosa della vecchia Anna, ne  sicura, pensa, mentre osserva
il fiume nel buio percosso dal vento.
...
.
...
Miglio 674.5.
Harbert Point Light
Domenica 9/5/99
Ore 7,10.
...
.
...
Courtney non riesce a crederci.  ancora nel dormiveglia,
il primo giorno di viaggio, quando sente bussare alla porta
della cabina, un tocco breve e ufficiale. Poi, mentre si drizza
a sedere stringendosi al petto le lenzuola, vede un foglietto
che scivola sotto la porta. Gene! E gi un messaggio
di Gene. Courtney balza in piedi, lo prende, e poi deve
mettersi gli occhiali per leggerlo. Su questo battello non si
possono ricevere chiamate, una vera scocciatura, ma si pu
telefonare con una certa difficolt, grazie a un congegno
che si chiama WATERCOM.
Telefona subito a casa, dice il messaggio, Mary Bell.
Dannazione. Avrebbe dovuto immaginarlo. Ovviamente
poteva trattarsi solo di Mary Bell, cugina di primo grado di
Hawk, che si era offerta di rimanere a Magnolia Court durante
l'assenza di Courtney. Finch ci sar bisogno di me,
aveva detto con modestia, a occhi bassi, quando era arrivata.
Cosa vorrebbe dire: finch non muoio? aveva domandato
Hawk. Tutti e tre avevano riso, imbarazzati. Era
una battuta, ma non proprio, anzi, non era affatto una battuta,
perch Mary Bell  famosa in famiglia per le sue apparizioni
inaspettate nei momenti di crisi per dare una
mano.
Mary Bell, una donna di mezza et che non si  mai
sposata,  davvero brava a dare una mano. Con i capelli
grigi raccolti in una semplice, ordinata crocchia, le pratiche
scarpe basse con i lacci e i vestiti fantasia ben abbottonati
(ma dove riesce a scovarli, di questi tempi?), Mary Bell
valutava la situazione con i suoi chiari, chiarissimi occhi
imperturbabili, e faceva tutto quello che andava fatto. In
silenzio. Era gi venuta una volta. Dopo aver trovato la signora
Evangeline in uno stato di profonda agitazione, Mary
Bell aveva congedato l'infermiera, abbassato le tapparelle,
lavato il viso della signora; l'aveva truccata e le aveva fatto
le unghie e poi era scomparsa per un attimo ed era tornata
con in mano un piccolo vassoio d'argento con brandy
con zucchero e menta in una tazza d'argento. Courtney
non ricordava nemmeno di averlo mai visto quel vassoio.
Era una cosa misteriosa. La signora Evangeline si era calmata
subito.
Dimmi, Bell, le aveva detto, ricordi quei fratelli di
Ahoskie che erano venuti a trovarci? E uno di loro suonava
il banjo?
Mack Durand, aveva risposto Mary Bell, senza perdere
un colpo. Era pazzo di te. Non te lo ricordi? Lo zio Ned
aveva minacciato di cacciarlo con il fucile, visto che bighellonava
sempre in citt, dopo che tu e Henry vi siete fidanzati.
Era imbarazzante per tutti.
Be', pensavo che avesse preso una stanza in citt...
aveva detto con aria sognante la signora Evangeline.
Sopra la scuderia. Mary Bell aveva terminato la frase
per lei, poi le aveva carezzato la guancia e finalmente la
signora Evangeline si era addormentata.
Tre settimane dopo era morta.
E ora Mary Bell  ricomparsa.
Courtney cerca di scacciare i brutti presentimenti mentre
compone il numero. Mary Bell sar gi in piedi, ovvio,
e perfettamente vestita. Sembra che dorma poco, mangi
poco, viva di guai.
Casa Ralston. Mary Bell sembra quasi una governante.
Ciao, sono Courtney. Come sta Hawk? E tu come stai?
Cosa succede?
Oh, tutto bene qui, cara. Il tono di Mary Bell  gelidamente
dolce. Goditi il viaggio. Qui va tutto bene. Non
preoccuparti di nulla. Ha una voce fin troppo allegra.
Posso parlare con Hawk? Dov'?
Oh, in palestra, credo. Era gi uscito quando mi sono
alzata.
Potrebbe essere in palestra, oppure no, pensa Courtney.
Potrebbe non essere tornato a casa del tutto, la scorsa
notte. Ma in ogni caso, pare che si senta meglio. Tutto
bene allora, credo, dice Courtney. Qual era il messaggio?
Chiamare Ellen Henley a casa. Mary Bell sta evidentemente
leggendo un appunto. Le ripete il numero tre
volte, come se Courtney fosse ritardata. Ma ovviamente sta
solo cercando di essere d'aiuto.
Bene, dice Courtney. La chiamo subito. Ellen Henley
 una maniaca del lavoro, di sicuro anche lei sar sveglia
a quest'ora impossibile.
E immagino tu sia d'accordo se faccio un po' di marmellata
di fichi, dice Mary Bell. Ci sono tutti quei fichi
in giardino che mi marciscono sotto gli occhi, non lo sopporto.
Oh, Dio. Courtney si  completamente dimenticata di
quei maledetti fichi. Dopo aver ringraziato profusamente,
riaggancia e guarda dalla finestra l'Arkansas che scivola via.
Scrolla il capo per schiarirsi le idee, poi compone il numero
e aspetta a lungo che l'operatore le dia la linea.
Ellen Henley  molto pratica, come al solito. Volevo
parlarle prima che partisse, le dice, pungente. Ho lasciato
parecchi messaggi...
Oh, Dio. Courtney adesso ricorda. Certo che ha lasciato
i messaggi, ma la verit  che aveva tanta voglia di partire
che se li  dimenticati. Li ha semplicemente dimenticati,
cosa insolita per lei. S, dice, sedendosi sul bordo del
letto. Di che cosa voleva parlarmi?
Si tratta del signor Ralston. All'improvviso la gelida,
efficientissima Ellen Henley sembra piagnucolare. Sta succedendo
qualcosa di terribile, continua. Volevo che non
lo sapesse nessuno. Speravo che si riprendesse. Forse ho
sbagliato, ma...
Si calmi, dice Courtney. Va tutto bene. Sono sicura
che ha fatto la cosa migliore, Ellen. Lo fa sempre. Adesso
mi dica di cosa sta parlando.
Be',  incominciato un po' di tempo fa. Sei mesi fa,
forse. O forse era addirittura un anno fa, non ricordo.
Che cosa? chiede Courtney. Che cosa  incominciato?
Il signor Ralston, inizia Ellen. Il signor Ralston,
ha... Si interrompe per riprendere il controllo. Oh, ha
incominciato a dimenticare le cose. Piccole cose, cose insignificanti,
ad esempio dove sono le graffette, quando lo sa
perfettamente. Ho tenuto le graffette nella stessa scatoletta
di lacca rossa sulla sua scrivania per otto anni. Un giorno
ha dimenticato il numero di telefono di Charlie Poole, e
un altro il numero del club.  allora che ho incominciato
a notarlo. Ma ho pensato, be', il signor Ralston sta iniziando
a perdere colpi, ma tutti perdiamo un po' di colpi quando
invecchiamo, non c' niente di cui preoccuparsi, e cos
io...
L'ha coperto, dice Courtney.  ovvio, ha dovuto
coprirlo. Per la prima volta da anni le piacerebbe avere
una sigaretta.
Ma non era niente di grave, ben inteso, solo piccole
cose, di poca importanza. Gran parte del nostro lavoro 
routine, comunque. Il signor Ralston  molto bravo a delegare
responsabilit, e a questo livello non c' poi tanto da
fare, non in questo ufficio, cio...
E cos Hawk ha fatto il prestanome per anni, realizza
Courtney. Chiss perch, la cosa non la sorprende. Andava
fuori a pranzo o a giocare a golf mentre la brillante, efficiente
Ellen Henley manda avanti la baracca, assumendosi
sempre pi responsabilit...
Poi  peggiorato, prosegue Ellen. C' stata una settimana
in giugno in cui  mancato a parecchi appuntamenti,
persino alla chiusura dell'affare per quella propriet
a Rocky Mount. Oh, certo, telefonava tutti i giorni e
contattava tutte le persone chiave, e rispondeva come sempre
alle chiamate, quindi pensavo che le cose stessero andando
come al solito. Sono rimasta di sasso quando hanno
chiamato da Rocky Mount per chiedere dove fosse il
signor Ralston, proprio di sasso. Il giorno dopo  successa
la stessa storia, non si  fatto vedere a una riunione
importantissima alla banca e non ha nemmeno chiamato.
Non ha chiamato loro, non ha telefonato nemmeno a
me...
Courtney non ha mai sentito la pacata Ellen parlare a
raffica in questo modo. Era forse la settimana in cui Hawk
aveva detto che sarebbe andato a pesca con gli amici? Dov'era
stato? chiede.
Be',  proprio questo il punto. Non lo so. Non lo so
ancora. E sa una cosa? Non sono nemmeno sicura che lo
sappia lui. Aveva un'espressione stranissima quando gliel'ho
chiesto. Non riesco nemmeno a descriverla.
E ultimamente? chiede Courtney. Questa settimana,
per esempio? Adesso?
Oh, si comporta come se tutto andasse bene, normale,
i soliti affari. Luned  andato al Century Club per pranzo.
Sa, ci va tutti gli anni. Sembrava davvero in forma quando
 rientrato, raccontava barzellette e cos via. Ed era cos elegante,
con quella cravatta gialla con un piccolo motivo a
diamanti blu. S'interrompe. Bene. Ma visto che ultimamente
si tratteneva cos spesso fuori ufficio ho pensato di
dare un'occhiata a quelle due scatole sulla sua scrivania, sa
quali intendo; ovviamente non mi sognerei mai di mettere
il naso nei cassetti personali del signor Ralston, ma devo
dire che ho trovato un sacco di cose da mettere a posto.
Be', c'erano parecchie lettere che avevo stampato la settimana
prima, e lui non ne aveva spedita nemmeno una.
Non avevo mai pensato di controllare, e poi le ho trovate
l! Cos le ho inviate per corriere ieri pomeriggio. Ma non
voglio che si preoccupi per questo, signora Ralston, perch
posso occuparmi di tutto, davvero, posso farlo. Il lavoro
andr avanti come sempre, glielo prometto. Ma quando il
signor Ralston ha accennato che doveva fare degli esami
oggi e domani e mi ha dato il numero del medico e io ho
controllato e ho visto che  uno dei neurologi pi importanti
del Duke, be', ho fatto due pi due e ho deciso di
chiamarla. Spero che non le dispiaccia. Sentivo di doverle
dire queste cose, cos lei le pu ripetere al medico. Non
penso davvero che potrei chiamarlo io. Sapevo che non era
affar mio, ma ero cos preoccupata, sa, non volevo credere
che...
Ellen, dice Courtney. Ellen, penso che debba chiamare
il medico. Lei, non io.  molto difficile telefonare da
qui. La prego. Lo chiami e gli dica esattamente quello che
ha detto a me. Deve sapere queste cose. Io non mi ero certo
resa conto che ci fossero dei problemi in ufficio, quindi
pu essere molto utile. Sta facendo la cosa migliore.
Ellen inspira a fondo, soffoca un singhiozzo. Allora lo
far, dice. S, lo far. Solo, deve promettermi, signora
Ralston, che non dir mai, mai, al signor Ralston, che le ho
parlato di tutto questo o che ho chiamato il medico. E
nemmeno quel neurologo deve dirglielo. La sua ansia 
quasi tangibile.
Certo che no, dice Courtney nel suo tono pi vivace
e convincente.
Preferirei morire piuttosto che mettere in imbarazzo il
signor Ralston,  l'ultima cosa che Ellen dice prima che si
scambino i saluti.
Courtney si lascia ricadere sul letto e fissa il soffitto.
Sente dei passi sul ponte sopra di lei, voci nel corridoio
davanti alla porta. Ellen lo ama. Questo  perfettamente
chiaro. Povera, scialba, piccola Ellen, la magra biondina
che lavora per Hawk da anni, fin da quando era una ragazza
di campagna appena uscita dalla scuola per segretarie.
Non ha un marito, ma non l'ha avuto una volta? Courtney
ricorda un giovane grassoccio in giacca rossa a scacchi, che
beveva troppo alla festa di Natale della societ. Poi  sparito.
 sparito da parecchi anni. La cravatta gialla, certo! Ma
molte, moltissime donne hanno amato Hawk... Courtney
si chiede se Ellen lo sa. Di sicuro non se l' mai scopata; le
preferenze di Hawk vanno alle brune formose, e poi non
sarebbe mai stato cos stupido. A Courtney sembra di sentirlo:
 facile trovare una ragazza, ma  un casino trovare
una brava segretaria. Lo immagina che strizza l'occhio ai
suoi amici, mentre lo dice. Forse Ellen copre Hawk anche
per le donne. Courtney pensa a cosa si dir per giustificarlo:
Sanno tutti che il signor Ralston ha pi esigenze,
oppure: Sua moglie  frigida.
Invece non lo , dannazione. Non lo , affatto. Ma la
triste verit  che non ha mai amato Hawk nel modo in
cui una donna dovrebbe amare un uomo, un modo di cui
non conosceva nemmeno l'esistenza finch non ha incontrato
Gene Minor dopo tanti anni sprecati. E ora  diretta
a New Orleans per passare un fine settimana con lui, un
week-end che si merita, maledizione, perch ci ha dedicato
del tempo.  furiosa con Hawk che si  ammalato proprio
adesso, come se l'avesse fatto apposta per ostacolarla.
Ma questo non  vero, e nemmeno giusto. Nulla di tutto
questo  giusto, pensa Courtney, ricordando all'improvviso
il periodo in cui era membro della Honor Court del
Mary Scott, dove aveva a che fare con la giustizia ogni mercoled
sera. Era cos orgogliosa della propria imparzialit.
Allora credeva che la giustizia esistesse, che a lei spettasse
dispensarla.
Courtney?  la voce di Harriet, che sta bussando piano
alla porta. Courtney rimane immobile e dopo un minuto
capisce che se n' andata. Povera Harriet. E povera Courtney,
che ha rischiato di diventare come lei, di non conoscere
mai il vero amore. La sirena fischia per annunciare la colazione,
mentre il sole scivola dalla piccola finestra e Courtney
si passa le mani sul corpo, sul seno, il ventre piatto, le cosce,
tra le gambe, come fa Gene. Come far. Come Gene la toccher
tra cinque giorni da ora.
...
.
...
Miglio 664.
Prairie Point Towhead
Domenica 9/5/99
Ore 8,00.
...
.
...
La lezione sul fiume si rivela cos popolare che Harriet appoggia
il blocco per gli appunti su una sedia del salone principale
per occupare un posto mentre va a fare colazione.
Ehi, aspetta! Catherine getta il maglione sulla sedia
vicino a Harriet e si affretta a raggiungerla. Buongiorno,
dice. Come hai dormito?
Come il proverbiale sasso. Harriet si unisce alla coda
per il buffet e prende un piatto. Pensavo che il rumore dei
motori mi avrebbe dato fastidio, invece no. Anzi, in un
certo senso mi  piaciuto,  come un rumore bianco. E tu?
All'inizio ho fatto un po' fatica. O forse era solo perch
Russell russa. Si addormenta subito, non appena tocca il
cuscino. Ma poi ho dormito bene.
Dov' Russell?
Oh, sta facendo i suoi giri a piedi sul ponte. Ha gi calcolato
esattamente quanti ne deve fare per raggiungere i
cinque chilometri. A casa corre per cinque chilometri ogni
giorno. Morirebbe se non riuscisse a fare la sua ginnastica.
 un'ossessione. Catherine ride. Gli uomini! Mette due
panini sul piatto. Non prendi nient'altro? chiede, indicando
il bagel di Harriet.
Ma, s, io...
Ti ricordi mia madre, Mary Bernice? Catherine si
serve una porzione di uova strapazzate.
Harriet annuisce. Chi potrebbe dimenticare Mary Bernice?
O il suo regno, quella imponente villa in stile Tudor
in cima a Shades Mountain, a Birmingham?
Be', una volta l'ho portata a colazione fuori, e ho ordinato
bagel per tutte e due. Mary Bernice ha preso un morso
del suo, poi l'ha messo gi e ha detto: Catherine, mia
cara, chiunque pensi che quest'affare  buono, non ha chiaramente
mai assaggiato una focaccina! Catherine fa strada
verso le sedie. Alle finestre scivolano chilometri e chilometri
di sponde ricoperte di boschi, gli alberi crescono fino
al ciglio delle acque fangose. Ogni tanto, Russell passa di
corsa davanti alle finestre, con una fascia in testa, un paio
di vecchi pantaloncini grigi e una maglietta Doc Watson.
Suda abbondantemente. Mentre passa fa il segno della pace
a Catherine e Harriet.
Dio, ha delle buone gambe, eh? Harriet non avrebbe
voluto dirlo, ma le  scappato.
Catherine si volta per guardare la sagoma del marito che
si allontana. Be', s, risponde, come se le vedesse per la
prima volta, il che  impossibile, visto che le gambe del
marito sono davvero eccezionali.
La folla si sta sistemando sulle sedie quando Pete Jones
entra, stamattina in versione marinaresca con berretto, bermuda
blu navy, lunghe calze bianche e grosse scarpe con i
lacci. Le scarpe non c'entrano assolutamente niente con il
resto.  decisamente probabile che fosse un secchione sfigato
da giovane, riflette Harriet, prima di diventare Riverlorian.
Okay, gente, dice nel microfono. Da parte del capitano
John Dulaney e di tutto l'equipaggio della Belle of
Natchez, voglio darvi il benvenuto a bordo. Vi faremo rilassare,
divertire, distendere. Al momento siamo diretti a sud
su quello che  chiamato il Grande Fiume, che si estende
da Cairo al Golfo del Messico. Per quelli di voi che amano
i dettagli, la lunghezza del basso Mississippi, il Grande
Fiume,  esattamente di 953,8 miglia. Al momento percorriamo
circa dieci miglia all'ora.
Vedrete un incredibile traffico di imbarcazioni - questa
 la pi grande autostrada d'America, dopotutto. Non
 insolito - sono sicuro che l'avrete gi notato - veder passare
un rimorchio con tre chiatte da 15 tonnellate ciascuna,
praticamente un'isola galleggiante lunga 60 metri!
Quella laggi, per esempio, con un cenno del capo indica
un punto a lato della Belle - quell'imbarcazione sta portando
il carbone per le centrali elettriche, e pensate cosa
succederebbe se non ci fosse. Be', al luned sera dovremmo
guardare il calcio al buio! Tutti ridono tranne Harriet, che
non coglie la battuta. Il relatore prosegue: Pi avanti, in
estate, si pu vedere il grano raccolto nel Midwest che
viene trasportato a sud. Le chiatte trasportano anche sabbia,
ghiaia, sale e sostanze chimiche, soprattutto oltre Baton Rouge.
E, sia detto per inciso, non vedrete nessun cargo
fino a Baton Rouge. I cargo possono risalire il fiume solo fino al ponte superiore di Baton Rouge, perch necessitano
di un pescaggio maggiore, 15 metri. Si dice che Huey
Long abbia costruito apposta quel ponte, cos la Louisiana
poteva tenersi tutto il traffico dei cargo.
Come si chiama il ponte che stiamo per raggiungere
ora? chiede un anziano dalla voce rauca dal fondo della
sala.
Quello  Tunica, risponde l'esperto. E se date un'occhiata
a tribordo, cio a destra per voi amanti della terraferma,
tra un minuto vedrete i casin.
La sala esplode in un'esclamazione a pi voci: Oh,
guarda! Oh, l'avevo letto! Non ci fermiamo?
Non preoccupatevi, gente, ci sar un casin in ogni
porto in cui attraccheremo. Tenetevi stretti quei quarti di
dollaro, avrete un sacco di occasioni per usarli, dice Pete
Jones.
I casin sono edifici elaborati, eccessivi, improbabili,
come le fotografie di Las Vegas che Harriet ha visto, come
le illustrazioni tratte da un libro di favole. Striscioni di seta
sventolano dalle torri rosa di un castello; un altro ha persino
il fossato e i merli, e poi ce n' uno in stile moresco, con
le cupole a cipolla.
Oh, guarda, c' anche un hotel laggi - o fa parte del
casin? Catherine lo indica col dito. Venticinque dollari
a notte! Non  possibile.
Invece s, cara signora. Un robusto uomo anziano in
calzoncini e maglietta Budweiser si china verso di lei. Vede,
la loro teoria  che recupereranno tutti i soldi al casin.
Oh, l'hanno fatta diventare una vera e propria scienza,
senza dubbio.
 orribile, dice Harriet.
Tesoro, quello  niente. Adesso  la moglie del tizio
che si sporge in avanti, e il suo alito caldo colpisce l'orecchio
di Harriet. Senta, mia sorella vive gi a Natchez, dove
arriveremo dopodomani, e la sua vicina di casa si  fatta
talmente prendere dal gioco d'azzardo che ha abbandonato
due meravigliosi bambini e un matrimonio che durava
da dieci anni. Non  pi tornata a casa, dicono che faccia
gli spogliarelli per guadagnare qualcosa. Suo marito fa il
poliziotto, quindi non pu stare a casa con i figli, e cos
tutti i vicini si danno da fare a turno per badare ai piccoli.
 davvero commovente.
Ma Pete Jones  gi passato alla battaglia di Vicksburg,
in cui diciannovemila uomini erano morti, feriti o considerati
dispersi. Quando l'assedio termin, il 4 luglio 1863,
con l'intero fiume nelle mani dell'Unione, il presidente
Lincoln disse: Ancora una volta il Padre delle Acque torna
indisturbato al mare. Si capisce che a Pete Jones piace
quella frase, dal modo in cui la fa scivolare sulla lingua con
uno svolazzo. Harriet scrive tutti quei dettagli sul suo blocco,
e rimane sbigottita quando vede che Catherine estrae
dalla borsa il punto croce e incomincia a far passare rapidamente
l'ago dentro e fuori i quadratini. Russell sfreccia
davanti alle finestre, salutando con la mano. Catherine
muove la bocca contando i punti. Uno, due, tre. Anche
il pubblico comincia a scomporsi, alcuni si alzano a prendere
il caff, guardano fuori dalle finestre, si agitano sulle
sedie. Imperterrito, Jones prosegue con la storia del fiume
e l'annessione della Louisiana. E poi, come si diventa un
Riverlorian? Non  che da ragazzo ti dici, da grande vorrei
diventare un esperto di fiumi...
I due eventi principali accaduti sul fiume risalgono
entrambi allo stesso anno, il 1811. Uno fu il grande terremoto,
con epicentro a New Madrid, il pi potente terremoto
che si sia mai verificato nel Nord America. Qualche
volta Jones ha lo stesso tono di un predicatore, pensa
Harriet. Le acque fluirono all'indietro per tre giorni -
sar vero? - lasciando una vastissima depressione, il lago
Reelfoot, nel Tennessee occidentale e cambiando per sempre
il corso del fiume. Questo accadde proprio mentre il
primo battello a vapore, il New Orleans, costruito da Robert
Fulton al costo di trentamila dollari, di propriet di
Nicholas e Lydia Roosevelt, navigava per la prima volta
lungo il Mississippi, con i proprietari a bordo. E Lydia
Roosevelt, giovane donna coraggiosa, era incinta! E cos
scesero lungo il fiume in quello storico viaggio proprio pochi
giorni dopo il terremoto. Lungo il percorso, la folla accorreva
sulle sponde del fiume per ammirare lo spettacolo.
Non avevano mai visto nulla del genere. E gli indiani? Be'
gli indiani pensavano fosse un segno dei loro di, e attribuirono
il terremoto al battello a vapore. Si spaventarono
tanto che vennero presi dalle convulsioni. E quando il battello
raggiunse la citt di New Orleans, verso la fine di gennaio,
venne proclamata la nascita del trasporto su battello
a vapore nel Mississippi.
Jones consulta il suo orologio.  tutto per oggi, amici:
vi auguro una bella giornata, e non dimenticate che stasera
ci sar una cena speciale per la Festa della Mamma,
quindi se avete una mamma, be', pensate a lei! Scrivetele
una lettera! Se vostra madre  qui con voi datele un
bacio da parte mia, altrimenti, ancora meglio, portatemela
qui che lo far io! E se invece siete madri, concedetevi
qualcosa di bello. Quante madri ci sono qui nel nostro
gruppo? Quasi tutte le donne alzano la mano. Be', allora,
signore mie, buona Festa della Mamma! Da tutti noi a
tutte voi!
Harriet depone il piatto nell'apposito scaffale prima di
lasciare il salone principale, poi si volta e vede Jones che
bacia tre donne anziane, una in sedia a rotelle. E tua madre?
chiede a Catherine. Mary Bernice.  ancora viva?
No,  morta l'anno scorso, risponde Catherine. Aveva
novant'anni. Oh, era incredibile,  stata speciale fino
alla fine. Ha portato i tacchi alti per tutta la vita, ogni
giorno. Dopo che si  rotta l'anca l'ho accompagnata a fare
acquisti perch secondo il dottore doveva mettere delle
scarpe comode e abbiamo scoperto che non riusciva proprio
a indossarle. Aveva portato cos a lungo i tacchi alti
che la sua caviglia era modellata su quell'angolazione, quella
da tacco alto. Portava persino le pantofole con i tacchi.
Mi ricordo che faceva giardinaggio in abito di lino e
scarpe col tacco. Harriet ha ben impressa l'immagine di
Mary Bernice in posa davanti a una buganvillea.
Lo chiamava giardinaggio, ma di fatto dirigeva i lavori.
Ricordo che una volta mi  venuto un attacco di ridarella
quando sono tornata da scuola e l'ho trovata stesa sul
divano, vestita elegantemente, con un panno bagnato sulla
fronte. Mamma, cosa c' che non va? le ho chiesto.
Pensavo che fosse un colpo di calore. Oh, Catherine, mi
ha detto. Sono completamente sfinita. Ho avuto tre uomini
in giardino tutto il giorno. Catherine fa un sorrisetto
ironico. Fu sconvolta quando incominciai a scolpire
all'aperto. Era un tremendo imbarazzo per lei. Non si  mai
interessata a quello che facevo, e dopo un po' ho smesso di
aspettarmi che lo facesse.
Fanno una sosta per guardare il fiume dalla parte in
ombra del ponte. Da qui si pu a malapena distinguere
l'acqua dal cielo, c' soltanto la tenue, vacillante linea dell'orizzonte
a dividerli.
E tu Harriet? chiede all'improvviso Catherine, tua
madre era gi vedova quando eravamo al college, no?
Harriet fissa le acque che scorrono lente, sognanti.
Non proprio, risponde.
La madre di Harriet, Alice, aveva sempre desiderato,
non senza sensi di colpa, che la moglie del suo amante, la
signora Carr, un giorno andasse al creatore, lass nell'ospedale
in collina. E siccome diceva sempre tutto quello
che le passava per la mente, l'aveva ripetuto un sacco di
volte. Poi subito si rimproverava: Alice! Mi vergogno di
te! esclamava, fingendosi disgustata, il bel viso scaldato da
un intenso, appropriato rossore. Cattiva! gridava, schiaffeggiandosi.
Quella scenetta non smetteva mai di deliziare
il signor Carr, su cui il fascino di lei non aveva comunque
limiti. Le afferrava le mani e le dava un bacio sulle guance
infiammate per calmarla. Non  che le voglio male,
sospirava Alice in tono drammatico.  solo che ti voglio
tutto per me, tutti i giorni. E lui si illuminava di felicit,
proprio lui, il semplice, stoico, pragmatico uomo d'affari
Dabney Carr. Non si tir mai indietro mentre portava in
attivo la fabbrica di sigarette della famiglia della moglie,
ammassando una fortuna leggendaria; eppure era plasmabile
come la creta tra le mani minuscole e delicate di Alice
Holding.
In quel periodo Harriet vedeva il signor Carr come una
persona anziana, ma non era per nulla vecchio, era solo formale,
un gentiluomo della Virginia d'altri tempi. Una
volta, era quasi Natale, aveva dato a Harriet una fetta d'arancia
candita e il piacere della piccola l'aveva impressionato
a tal punto che dopo quella volta non si present pi
senza qualche fettina avvolta nella carta oleata (Dio solo sa
dove le trovava). Dopo un po' Harriet si era stufata di tutti
quei canditi ma era troppo educata per dirlo, e lui era troppo
formale per smettere di portarli. A Jill invece regalava
quei fermacarte con dentro la neve, uno per ogni vacanza
e uno per ogni viaggio di lavoro che faceva, finch la collezione
non arriv a occupare tutto il davanzale del soggiorno,
straripando persino su una speciale libreria con le mensole
di vetro, anch'essa regalata da lui. Jill adorava spingere
la sedia a rotelle fino alla libreria e girare uno a uno i fermacarte,
finch tutta la mensola non era coperta di neve.
Il signor Carr era generoso e gentile, e per nulla vecchio;
cos, quando in gennaio l'interfono gracchi nel bel mezzo
della lezione di francese al terzo anno di scuola superiore,
seguito dalla voce nasale dell'assistente del preside che chiamava
in ufficio Harriet Holding, e la signora LeRoux si
avvicin al suo banco e le sussurr di prendere tutti i libri
e il cappotto perch pare che ci siano brutte notizie, tesoro,
Harriet aveva pensato subito alla signora Carr, e poi si
era schiaffeggiata mentalmente.
Alice la aspettava in ufficio, segno certo che era successo
qualcosa di terribile, perch sua madre non veniva a
scuola per nessun motivo. Aveva i capelli arruffati ed era
avvolta in un impermeabile macchiato che Harriet non
aveva mai visto prima; non riusciva a immaginare da dove
potesse essere uscito. Alice mise le chiavi in mano a Harriet,
che la settimana prima aveva preso il foglio rosa. Guida
tu, le aveva detto, e vai veloce. Poi era scoppiata a
piangere.
Non andarono a casa.
Percorsero la strada innevata fino a un ospedale privato
di Richmond, dove Dabney Carr stava in un letto, collegato
a tubi e monitor. Trascinata dalla presa salda di sua
madre, Harriet non ebbe nemmeno il tempo di guardare
attentamente la famiglia distrutta e gli amici riuniti in sala
d'attesa, e nemmeno le infermiere, che subito trasalirono
vedendosi sfrecciare davanti Harriet e Alice. Aspettate!
grid una di loro. Ma Harriet e Alice non si fermarono
davanti alle grandi porte doppie di acciaio con la scritta
TERAPIA INTENSIVA, ACCESSO VIETATO, e si infilarono
nella stanza numero 2, dove il signor Carr giaceva sotto
una luce abbagliante. Sullo schermo lampeggiavano linee e
puntini. Piccoli tubi chiari gli uscivano dalle narici. Una
sacca di fluido era appesa di fianco al letto, con i tubi che
penzolavano fino al braccio. Un altro tubo era attaccato con
un cerotto all'altro braccio. Aveva gli occhi chiusi, le guance
scavate in un modo che Harriet non aveva mai visto. Si
rese conto che dovevano avergli tolto la dentiera, anche se
non sapeva che il signor Carr la portasse. Ma la bocca del
signor Carr era spalancata in maniera indegna, il respiro era
rantolante. Harriet cap subito che stava morendo.
Oh, tesoro, disse Alice quasi a se stessa, lasciando la
presa sul braccio di Harriet per sporgersi sul letto e baciargli
la guancia simile a pergamena. Le palpebre tremolarono,
emise un suono. Sono qui, amore, disse Alice. Adesso
sono qui. Lo baci ancora e poi si lasci cadere sulla
sedia vicino al letto con la testa china, il braccio sul suo
collo, i capelli ricci che gli coprivano met del viso. La porta
si spalanc. Scattarono gli allarmi. Entrarono due infermiere
e un medico, seguite da una donna magra in camice
e pantaloni verde smeraldo, che indic Alice e sibil: Non
pensi di poter entrare cos, puttana! Sappiamo chi . L'infermiera
pi robusta afferr il braccio della donna, come
per frenarla. Il medico si avvicin ad Alice e le diede un
colpetto sulla spalla. Signora? disse educatamente. Signora?
finch Alice non alz il viso rigato di lacrime.
Ma il signor Carr apr gli occhi scuri, infossati, e tent
di rizzarsi a sedere, mentre l'altra infermiera cercava di
impedirglielo. La prego, signore! diceva. Il respiro dell'uomo
andava e veniva in terribili rantoli. Lasciatela...
restare, disse. Poi lasci ricadere il capo sul cuscino, il
petto sembr sprofondare. I puntini mobili sullo schermo
si alterarono e il medico fece scostare Alice per chinarsi e
auscultare il respiro.
La donna in completo color smeraldo alz le braccia.
Bene! Mi arrendo! strill. Mi arrendo. Super Harriet
come se fosse invisibile e lasci la stanza.
L'infermiera le sorrise. Tutto bene? chiese, e Harriet
annu, con la bocca secca.
Suzione! Il medico fece schioccare le dita.
Ora devi andare, disse l'infermiera a Harriet.
Mamma, sono qui fuori se hai bisogno, disse Harriet
ad alta voce nel frastuono, anche se Alice sembr non sentirla.
Mio dolcissimo amore, stava bisbigliando nell'orecchio
del signor Carr.
Pur essendo terrorizzata all'idea di andare in sala d'aspetto
Harriet non aveva scelta, era l'unico luogo dotato di
posti a sedere e non poteva abbandonare sua madre. Ma
fortunatamente era ancora invisibile, proprio come sua
madre lo era stata fino a quel giorno. Per tutto il pomeriggio
Harriet rimase seduta in un angolo della sala d'aspetto
a bere Tabs e a fare i compiti - grazie a Dio aveva preso con
s i libri e anche Tess dei D'Urbervilles, che stava leggendo
per il corso di letteratura inglese. Fece i compiti di algebra,
di francese (il piuccheperfetto), poi lesse il capitolo assegnato
su Andrew Jackson per la lezione di storia americana
e rispose a tutte le stupide domande che trov alla fine.
Nel frattempo, la famiglia andava e veniva piangendo,
parlando e fumando. Non ci sono speranze, sibil, rivolta
a tutti, la donna in completo smeraldo. Harriet l'aveva
soprannominata la Principessa di Ghiaccio, ma in realt si
trattava della figlia maggiore del signor Carr, Marianne;
anche l'altra figlia era magra, ma pi carina, e piangeva
sommessamente in un cumulo di Kleenex battendo il piede
delicato. Il giovane, preoccupatissimo marito era seduto
al suo fianco e le accarezzava i capelli. Cugini e domestici
andavano e venivano. Jefferson Carr non venne, era lontano,
in quel college al nord. Un giovane, grassoccio pastore
episcopale che sembrava uscito dai Racconti di Canterbury
entr con il suo colletto rigido, le guance sporgenti. Fu
ammesso immediatamente nella stanza del malato. Ne usc
scrollando il capo. Harriet mangi un sacchetto di patatine,
continuando a leggere Tess. Comparvero anche parecchi
uomini affascinanti, in giacca e cravatta. Parlarono in
tono rassicurante alla famiglia, annuirono ad Harriet come
se la conoscessero, infine presero posto sulle sedie vicino al
bovindo, che dava su un piccolo parco gelato.
Una donna di colore di nome Viola arriv con un enorme
vassoio d'argento colmo di pollo fritto, uova piccanti e
panini al roast beef. Fino a quel momento, Harriet non si
era resa conto di avere cos fame. Mangi senza ritegno. 
il miglior pollo che abbia mai mangiato, disse, prendendo
un'altra coscia.
Viola era raggiante e le strinse la mano. Jeff la adorava,
ricord Harriet. Parlava sempre di Viola.
Poi ci fu un'altra ondata di trambusto quando le porte
si aprirono nuovamente ed entr una donna robusta che
spingeva una sedia a rotelle gridando: Eccola,  qui! Era
la signora Herring, la segretaria del signor Carr. Harriet
riconobbe la pronuncia profonda e strascicata del Sud che
aveva sentito tante volte al telefono. La donna sulla sedia a
rotelle doveva essere la signora Carr, che non sembrava
affatto pazza, solo fragile e malata. Qualcuno l'aveva pettinata
alla meglio prima di portarla l, acconciando i sottili
capelli biondi in un alone trasparente, attraverso cui si
vedeva la sagoma sinistra del cranio. Il rossetto vivace creava
uno sfregio vistoso in mezzo al viso.
Mamma! gridarono le figlie. I cugini le si radunarono
intorno. Gli uomini in giacca e cravatta si alzarono.
Oh,- Viola, disse la signora Carr, ignorando tutti gli
altri, c' un pipistrello nella sala Florida, devi farlo uscire
subito, non ci torno finch non lo fai.
Sissignora, fece Viola.
Quante volte ti devo dire di chiudere quella canna fumaria?
Chiudere sempre la canna fumaria, continu la
signora Carr. Ma ormai sembrava pensare ad altro e borbottava
mentre toglieva qualche immaginario pelucco dalla
manica dell'abito di lana grigia.
Non ha un bell'aspetto? disse la signora Herring rivolta
a tutti i presenti.
Sa di pap? chiese la pi giovane delle sorelle.
Be', io gliel'ho detto, rispose la signora Herring. Cadde
un breve silenzio. Fuori, alcune lampade ad arco viola si
accesero tra i rami scuri degli alberi. La signora Carr le
stratton la manica. Mary Tate, Mary Tate, disse la signora
Herring. Guarda, Mary Tate, c' tutta la tua famiglia,
non  meraviglioso?
La signora Carr sollev il capo e si guard intorno, senza
scomporre la sua luminosa capigliatura. Be', andranno
tutti all'inferno! sibil.
Ma la signora Herring stava gi spingendo via la sedia a
rotelle. Immagino che questo momento vada bene per dare
l'ultimo saluto al signor Carr, disse alla folla riunita,
chiaramente orgogliosa del proprio ruolo.
Anche Dabney andr all'inferno, annunci allegramente
la signora Carr. Dabney brucer, brucer, brucer
all'inferno.
Codice blu stanza 2, codice blu stanza 2, gracchi l'interfono.
Oh! gemette la sorella minore.
Mio Dio,  troppo tardi. La signora Herring si premette
una mano al cuore.
Viola afferr la sedia a rotelle. Andiamocene a casa, signora
Mary Tate, disse. Ora lei viene con Viola. E scommetto
che non ha ancora messo nello stomaco qualcosa di
decente.
Non sanno cucinare un tubo su quella collina, disse la
signora Carr. Fanno delle frittelle dure come sassi.
In sala d'aspetto piangevano tutti. Harriet infil i libri
nella cartella, poi si alz e mise il cappotto. Uno degli
uomini in giacca e cravatta le si avvicin e le infil qualcosa
nella tasca del cappotto proprio quando le porte di acciaio
iniziarono ad aprirsi; pi tardi scopr che era una banconota
da cento dollari. Mamma! Harriet le corse incontro,
ma vide che c'erano gi due uomini a scortarla, o meglio
a sorreggerla. I ricci biondi erano tutti scompigliati e
le guance erano rosso fuoco, come quelle di certe bambole
con i pomelli truccati. Singhiozzava in modo incontrollabile.
Davanti alla mamma e agli uomini si apr un varco,
proprio come il Mar Rosso, pens Harriet, afferrando altri
due pezzi di pollo e alcuni panini dal vassoio abbandonato
di Viola e infilandoli nella cartella.
Non tornarono a Richmond per il funerale.
...
.
...
Miglio 597,4.
Montgomery Point
Domenica 9/5/99
Ore 16,00.
...
.
...
Courtney si ferma un attimo sulla porta prima di uscire sul
ponte dove si incontreranno tutti prima del ricevimento
con il capitano.
La brezza calda le scompiglia i capelli: sente che si stanno
arricciando, anzi increspando, per l'umidit del fiume.
Meno male che esiste lo stiracapelli - Courtney, per stirarli,
usa il modello grande da cinque centimetri di diametro.
A un tratto le viene in mente quella volta in cui Gene si
bruci la mano sulla piastra che lei aveva attaccato in
bagno mentre faceva la doccia.
Oh, mio Dio, strill. Cos' questo strumento di tortura?
Cara?  tuo? Che cose orribili hai in mente di farmi
con questo affare? Devo fuggire, visto che sono ancora in
tempo?
Courtney usc dalla doccia, afferr la mano di Gene e la
mise sotto l'acqua fredda del lavandino. Scusami, disse.
Ecco, questo fa passare il bruciore.
Burro, disse Gene. Cosa ne dici del burro?  quello
che la mia amata, santa madre metteva sulle ustioni, Dio la
benedica.
Courtney rise. Oh, non ci crede pi nessuno, gli disse.
Roba superata. Adesso si usa il freddo, acqua fredda,
ghiaccio.
Gene le fece scivolare la mano libera intorno alla vita
bagnata. Sono molto colpito. Come fai a sapere tutte queste
cose?
Facile, disse Courtney. Sono una mamma.
E che mamma, le bisbigli Gene tra i capelli, sulla
nuca.
Gene... Uno dei loro taciti accordi per i mercoled
insieme era di non parlare mai dei figli di lei.
Senti. La abbracci con entrambe le braccia mentre
l'acqua continuava a scorrere nel lavandino. Penso che
tu sia una madre fantastica. Sul serio. Vorrei che fossi mia
madre.
Courtney scoppi a ridere. Oh, smettila! gli disse.
Ma in quel caso non potrei fare questo, no? aveva
aggiunto Gene. O questo... Courtney rimane immobile
sul ponte, mentre il pensiero di quello che Gene Minor le
aveva fatto dopo la travolge come la calda brezza dell'Arkansas.
Per tutto il tempo lo aveva guardato nello specchio.
Gene le aveva proibito di usare quella diabolica piastra per
i capelli, e subito si erano formati dei bei ricci ondulati,
quando si erano seduti in giardino per lasciarli asciugare.
(Ovviamente li aveva lisciati appena arrivata a casa: non
che Hawk l'avrebbe notato, per...) Sono incantato! aveva
annunciato Gene alle sue spalle, mentre le passava le
dita tra i capelli tenendo la testa come fosse una pallina tra
le grosse mani. La mia piccola mamma preraffaellita! Le
aveva massaggiato il cuoio capelluto, una sensazione meravigliosa.
Nessuno gliel'aveva mai fatto prima. Courtney si
era lasciata sprofondare nella vecchia poltroncina di legno.
Ti ho mai detto che sono un esperto frenologo? le aveva
chiesto Gene.
Be', no, aveva risposto lei, con aria sognante.
Me n'ero dimenticato. Ma lasci che le dica che ha dei
bernoccoli davvero promettenti sul cranio, signora Ralston,
bernoccoli che promettono molto bene per la sua felicit
futura. Questo qui, per esempio, glielo indic massaggiandolo
-  il suo bernoccolo di Venere. Lo trovo
molto ben posizionato ed estremamente sviluppato...
Ma ora Anna e Harriet la stanno salutando, tutte eleganti
per il ricevimento. Si staranno chiedendo perch sta
l impalata come un'idiota sotto il sole, ma la verit  che
deve parlare subito a Gene, subito.
Devo fare una telefonata! grida, salutandole. Me n'ero
dimenticata. Torno tra un po', di sicuro per cena, forse
anche prima.
Annuiscono e sorridono, senza capire. Courtney le saluta
ancora e si precipita in cabina. Cerca il numero del
negozio di fiori nella piccola rubrica di pelle, lo compone.
Gene? dice.
Tesoro?
Sono io, dice lei, poi non riesce pi a parlare.
Ehi, piccola, aspetta, vado in un posto un po' pi appartato,
queste stupide donnette sono tutt'orecchi. Courtney
sente le voci acute della signora Violet Perdue e di Eugenia
Reap e le scappa un sorriso. Sono quasi arrivato, aspetta
un secondo. Poi la sua voce si fa pi chiara, pi vicina.
Dove sei andato?
Gene ridacchia. Nella cella frigorifera. Insieme a rose,
gigli e gissofile, tutte bianche, per un valore di tremila dollari.
Stiamo preparando le nozze e il ricevimento della piccola
Pennypacker. Suo padre si chiama Worth Pennypacker.
Sul serio. Non  pazzesco? Fa molto Dickens. Okay,
tesoro, cos'hai in mente? Oltre al fatto che ti manco da
pazzi e che la vita non vale la pena di essere vissuta senza di
me, come ora hai capito perfettamente.
Oh, Dio, dice Courtney.  vero.
E manderai il vecchio come-si-chiama a quel paese non
appena rimetti piedi sulla terraferma...
Gene, sii serio.
Sono serio, piccola. Sono serio come un infarto, come
diceva quella santa di mia madre.
Gene, sai che non posso farlo. Ne abbiamo gi parlato.
Ma perch no, luce della mia vita, gioia del mio cuore,
mia dolce babushka, bambolina mia, mia piccola rosa centifoglia...
Gene! Gene, smettila, ascolta...
Gene inspira a fondo. Sto ascoltando, dice.
Ho appena parlato con Ellen Henley, la segretaria di
Hawk, e temo che la situazione sia molto pi grave di quello che pensavo, pi di un piccolo colpo apoplettico, voglio
dire, o qualcosa di temporaneo. Ellen sostiene che questo
problema di memoria dura da mesi, e lei l'ha coperto in
tutto. Oh, Gene, ho paura che abbia qualcosa di terribile.
Temo che sia davvero grave.
E allora? Senti, quel tipo ti  stato infedele per anni,
Courtney. Ti ha messo in imbarazzo, ti ha trattato come
una merda. Mi dispiace che stia male, ma non cambia
niente. Ha fatto quello che ha fatto, e tu lo sai. Devi farti
valere a qualsiasi costo, che sia malato o no.
La conversazione non sta andando come Courtney
avrebbe voluto. Senti, Gene, ti ho chiamato solo perch
stavo pensando a te. Non volevo riprendere questo discorso.
Ne abbiamo gi parlato e ti ho gi spiegato che non sei
ragionevole. Lo sai che vorrei stare con te pi di ogni altra
cosa al mondo, caro. Ma questo  il mio dovere.
E se io ti dicessi che hai un dovere verso te stessa? Il
dovere di essere onesta, tanto per cambiare? E se ti dicessi
che hai un dovere verso di me? Gene non sembra pi lui.
Gene,  assurdo. Di certo non posso lasciare Hawk
proprio adesso.
E allora quando? Quando potrai farlo?
Be', pi avanti. Non so esattamente. Quando Hawk
superer questa crisi, qualunque cosa sia.
Courtney, potrebbero volerci anni. Potrebbe anche
non superarla mai.
Oh, non penso, sono sicura che non sar niente di cos
preoccupante. Dovremmo sapere qualcosa la prossima settimana,
ne sono certa. Poi potremo parlare di quest'altra cosa.
Ha assunto il tono che Vangie detesta; Courtney se ne
accorge, ma non pu farci niente.  fatta cos. Gene ama anche
questo di lei, gliel'ha detto tante volte: la facciata distinta,
di buona famiglia, il comportamento prevedibile che
nasconde la donna vera - come una clochard in un film
porno, che sembra orribile finch non si toglie tutti gli stracci,
le ha detto Gene. Lui  l'unico a sapere che lei esiste.
Quest'altra cosa?  cos che ci definisci,  questo che
pensi di noi due? Altra cosa? Altra rispetto a cosa? La tua
vita reale, immagino.
Esatto, pensa, ma non lo dice, tornando ai suoi album
di foto, a tutte quelle immagini dove Gene non c'. Pensarci
le fa male da morire. Ma nessuna persona minimamente
sensibile pu abbandonare un malato, per amor del
cielo!
Caro, lo sai che non  quello che voglio dire. Sai quanto
ti amo. Solo che mi ci vorr un po' di tempo per sistemare
le cose.
Quanto tempo? Finch Hawk non si riprende? Perch
potrebbe non riprendersi mai. E se si tratta di Alzheimer?
C' gente che vive con l'Alzheimer per anni. Allora, di
quanto tempo stiamo parlando? Magari finch tutti i tuoi
figli non sono sposati, eh?
Courtney annuisce e sta per dire di s, ma lui prosegue,
come una brutta, lunghissima barzelletta.
Oppure, senti questa, finch tutti i tuoi figli non sono
morti? Ovviamente anche noi potremmo esser morti allora,
ma che diavolo, cos non avremo turbato nessuno, no?
Gene, cosa ti prende? Ma all'improvviso Courtney se
ne rende conto.  quella donna, giusto? La donna con
quello stupido nome, com'era... Rosalie Hungerheart.
L'hai chiamata, vero?
Be', non potevo parlare con te, dice Gene, visto che
sei su un maledetto battello a vapore.
Lo sapevo! All'improvviso tutti i pezzi vanno a posto.
Questo non  Gene, non  il vero Gene, il suo Gene, il suo
amante del mercoled, il suo principe segreto. Non pensavo
che saresti stato cos sensibile a quella psicologia da
quattro soldi.
Non  psicologia da quattro soldi.
No? Be', allora che cos'?
 buon senso, dice Gene.  parlare chiaro.
Courtney non riesce a crederci.
Senti, le dice con il suo tono pi ragionevole, che la
manda su tutte le furie, senti,  molto semplice. C' una
scelta molto chiara da fare. Puoi scegliere l'amore, che 
vita, o puoi scegliere il non amore, che non  vita,  morte,
che  il modo in cui hai vissuto per anni. Courtney, molte
persone non hanno nemmeno questa scelta. Vivono vite di
silenziosa disperazione, come ha detto quel tizio.
Oh, Gene, smettila di essere cos drammatico.
Qualche volta sono drammatico, ammette lui. Ma
questa  la realt. Voglio la mia vita, Courtney. Voglio te.
Ma...
Niente ma. O mi vuoi o non mi vuoi.
Ma Gene, devi capire com' difficile per me. Non ho
mai fatto quello che volevo per tutta la vita, tranne stare
con te. Ho fatto quello che mi dicevano, e poi quello che
pensavo di dover fare.
Lo so, tesoro. E mi si spezza il cuore. Mi hai spezzato
il cuore per anni.
Allora perch non possiamo andare avanti come al solito
finch le acque non si calmano? Perch no? Perch non
possiamo semplicemente avere un week-end per noi qui a
New Orleans? Lo so che  quella donna.  lei che ti ha
messo in testa queste cose.
Non mi ha messo in testa niente, Courtney. Mi ha solo
aiutato a vedere il problema pi chiaramente, tutto l.
Avevo bisogno di aiuto. Anche tu hai bisogno di aiuto.
Sai che non si chiama davvero Hungerheart. Courtney
non riesce a trattenersi. Nessuno si chiama Hungerheart.
Sono io che parlo, tesoro, dice Gene. Soltanto io.
Dimentica la signora Hungerheart. E ti sto dicendo che
non voglio andare avanti come abbiamo fatto per anni. Io
sono vecchio, tu anche, e non ho pi voglia di vivere cos.
Quindi ti offro una possibilit, ecco tutto. Ci vediamo a
New Orleans sabato, come avevamo deciso, passiamo un
fine settimana da favola e poi torniamo a Raleigh e tu potrai
dire a Hawk che te ne vai, e lui mobiliter Mary Bell e
Ellen Henley e Lucille e tutte le sue spasimanti e tutti i suoi
soldi per farsi curare. Sai che loro lo faranno. Non vedono
l'ora. Non sentiranno nemmeno la tua mancanza. E poi,
entro l'anno prossimo, sarai sostituita da una nuova, pi
giovane, pi bionda signora Hawk.
Courtney  terrorizzata, perch  la verit. Ma non
posso farlo subito, bisbiglia. Anche questo  vero.
Benissimo, allora. La cosa  semplice. Non posso raggiungerti
per il fine settimana, dovrai andare a fare compere
invece di fare colazione a letto con me. E comunque
probabilmente preferisci lo shopping.
Gene... Dannazione, si  messa a piangere. Ma poi le
scatta qualcosa dentro e si drizza a sedere sul letto, i pugni
piantati negli occhi. Come osa?. Questo... questo... fioraio.
Non  stata la moglie di Henry Ralston IV tutti questi anni
per niente. Non posso credere che tu abbia la faccia tosta
di liquidarmi cos. Non posso subire questo genere di abuso,
dice Courtney, e mi rifiuto di essere costretta. Mi
hai sentito, Gene? Mi rifiuto.
Wow. Sembri una ricca signora che conoscevo un
tempo, le dice Gene.
Be', di sicuro non risponder a questo... questo... ultimatum.
Va bene. All'improvviso Gene sembra stanco. Basta
cos, allora. Chiamami qualche volta, quando torni. Mi
piacerebbe rimanere in contatto.
Non pu fare sul serio. Gene...
Senti, piccola, mi sto congelando il culo qui dentro. 
maledettamente appropriato, per, se ci pensi.
Cosa vuoi dire? non riesce a fare a meno di chiedergli.
Oh, niente stronzate tipo raccogli i boccioli finch sei
in tempo, non per la signora Ralston. Meglio dire congeliamo
i boccioli sul ramo. Stronchiamoli quando sono
in germe, altrimenti, Dio non voglia, altrimenti potrebbero
davvero sbocciare, e non possiamo volere una cosa del
genere, vero, signora Ralston? Vero? Niente tarde fioriture
per la signora Ralston. Niente estate di San Martino, niente
seconda primavera. Anzi, la signora Ralston preferisce le
composizioni floreali in seta, molto pi pratiche, pi facili,
c' meno da sporcarsi...
Courtney inspira a fondo. Gene, dice nel tono deciso
di chi ha presieduto a centinaia di riunioni. Non voglio
sentire altre assurdit. Ci vediamo sabato al Royal Orleans,
ti aspetter a letto, avr una sorpresina per te, aggiunge
d'impulso, senza avere la pi pallida idea di quale potrebbe
essere, ma di sicuro trover qualcosa, forse una bottiglia
di ottimo champagne o qualche ninnolo in uno degli antiquari
di Chartres Street. Oppure un cappello in quel bellissimo
negozio, magari un panama.
Forse non mi hai sentito, dice Gene. O fai a modo
mio o niente, prendere o lasciare, mia cara. Sembra il suo
vecchio, dolce Gene, ma non  cos, c' qualcosa di molto
diverso in lui, ora.
Gene, non stai parlando sul serio! Io so che non ne sei
convinto! Courtney ostenta una risata. Mi dispiace di
averti disturbato sul lavoro, so che sei solo stanco, capisco
che non sei davvero te stesso. Ti chiamo domani sera, tesoro.
Ti amo e non vedo l'ora di vederti sabato. Ciao ciao!
dice, riagganciando prima che Gene abbia la possibilit di
dire un'altra stupida parola. Torner alla ragione, ne  sicura.
Ma adesso  meglio che si sbrighi, deve rifarsi il trucco
grazie a Gene che l'ha fatta piangere cos. Ma insomma!
Chi crede di essere?
...
.
...
Miglio 585.
Rosedale Bend
Domenica 9/5/99
Ore 17,00.
...
.
...
Harriet si sente la cugina di campagna che arriva in citt,
come diceva sempre Alice, quando accede al salone
principale nella scia di Anna e Courtney per il ricevimento
con il capitano. L'abito nero, aderentissimo, di Courtney
ha un profondo spacco laterale. Anna indossa una
morbida mantella ed enormi occhiali neri che le coprono
met viso. Molti si voltano mentre avanza con aria teatrale
tra la folla. Chi ? Qualcuno appoggia la mano sul braccio
di Harriet, che scrolla il capo, sorride e prosegue. Questo
viaggio non  proprio come se lo aspettava, con tutti
quegli sciocchi intrattenimenti ogni due minuti. Ma dopotutto
nemmeno il primo viaggio era stato come se lo
aspettavano. Troppe zanzare, troppa pioggia, troppa fatica,
troppa gente sulla chiatta e sulla terraferma per essere una
vera esperienza alla Mark Twain. Ma era stata comunque
un'esperienza. Harriet ricorda il signor Gaines che diceva:
Ci sono solo due trame in letteratura. La prima :
qualcuno parte per un viaggio. La seconda: uno sconosciuto
arriva in citt. Aveva proprio ragione, riflette Harriet
tenendosi a poca distanza dalla schiena di Courtney. Qualsiasi
opera le venga in mente rientra in queste due categorie:
l'Odissea, Absalom, Absalom... Dov' il capitano?
chiede.
Oh, mio Dio. Courtney si ferma cos bruscamente
che Harriet le rovina addosso. Immagino sia lui in quella
specie di palco. I flash scattano davanti a loro.
 la ricostruzione di un porto, precisa Anna severamente,
voltandosi. Ma che uomo meraviglioso! Che fusto!
Sembra appena uscito da un casting. Harriet afferra
un calice di champagne da un cameriere che le scivola
accanto con un gigantesco vassoio d'argento.
Oh, guarda, tutti si fanno fotografare con lui, dice
Courtney. Facciamolo anche noi. Ecco, mettiamoci in
coda.
Non sarebbe imbarazzante se il capitano fosse veramente
brutto? Per esempio se avesse il labbro leporino...
si chiede Harriet.
Non dire assurdit, ribatte Anna. Il capitano non
pu assolutamente essere brutto.
Ma come fai a saperlo? Voglio dire,  uno dei criteri
con cui li scelgono?
Certo! Deve essere bello. Chiunque pu pilotare una
nave, e poi... Ma le parole di Anna si perdono in un'ondata,
un cavallone che le trascina in avanti fino al palco,
una specie di porticciolo in miniatura delimitato da un
cordone di seta. Nomi, prego? chiede una ragazza efficiente
con in mano un blocco; anche lei ha un aspetto familiare...
oh, s,  la ragazza che lavora nel negozio di souvenir,
la Steamboutique, ricorda Harriet. Adesso fa l'assistente
del fotografo, e il fotografo  uno degli Steamboat
Syncopators, ma non le viene in mente il nome. O forse
sembra un membro della band, hanno tutti la barbetta...
Harriet depone il calice vuoto su un tavolo ricoperto da
una tovaglia bianca, e ne prende un altro. Courtney le sta
tirando la manica, mentre sillaba i loro nomi all'assistente
del fotografo. Su, vieni, le dice.
In seguito Harriet riguarder spesso quella foto, in cui
tutte sembrano cos felici: Anna che sorride enigmatica a
fianco dell'affascinante capitano; Courtney sull'altro fianco,
con un'espressione vivace, sorpresa; Harriet praticamente
pigiata in mezzo, contro la spalla del capitano, che
punge a causa delle spalline d'oro e delle medaglie. Da vicino,
i capelli ricci del capitano luccicano d'olio, gli occhi
sono grandi, scuri e liquidi come quelli di Omar Sharif.
Odora di mentine per l'alito e di qualcos'altro, qualcosa di
cos virile che per poco Harriet non sviene. Ma che cosa ci
sta facendo qui? Il capitano dice qualcosa e stringe le mani
a tutte e tre. Poi, prima che se ne rendano conto, si ritrovano
gi dal palco, o porto, o quel che diavolo . Arriva
altro champagne. La banda improvvisa un jazz tintinnante
in sottofondo e il batterista si esibisce in un prolungato
rullo di tamburi.
Il capitano fa un passo avanti e solleva le braccia. Benvenuti
nel mio mondo! canta con una festosa, profonda
voce di baritono.
Oh, mio Dio! esclama Anna.
Forse bisogna fare un'audizione per diventare capitano,
sussurra Harriet.
Ssst. Non sento. Anna  rapita.
Harriet ha l'improvvisa, terribile premonizione che
Anna torner sul palco per unirsi a lui e improvvisare un
duetto. Harriet ha sempre odiato i musical, gente che balla
con i lampioni e si mette a cantare quando gli salta in testa;
 semplicemente imbarazzante. Il capitano attacca Shrimp-
boats Are-a-Comin. I flash scattano dappertutto. Termina
con Man River.
Potrei mangiarmelo, bisbiglia Anna.
Il capitano allarga le braccia e tiene l'ultima nota per un
tempo lunghissimo. Il pubblico  in delirio. Finito. Courtney
guida Harriet e Anna fuori, verso tre sedie a dondolo
sul ponte che d sul fiume aperto dove sta passando una
chiatta lunghissima, seguita da un'altra. Pur trovandosi sul
lato pi in ombra del battello, fa molto caldo. Sarebbe
insopportabile senza quella brezza.
Anna accende uno dei suoi cigarillos puzzolenti e si rivolge
alle altre. Be',  stato proprio eccitante, dice. Chiss
dove sono Catherine e Russell?  un peccato che si siano
persi lo spettacolo.
Forse  meglio, dice Harriet. Russell  cos ironico,
scommetto che detesta questo genere di cose.
In questo caso dovremmo iscriverli alla Cerimonia per
rinnovare le promesse di matrimonio. Anna sorride dietro
gli occhiali.
Oh s, facciamolo! dice Harriet.
Li iscrivo domani, dice Courtney, annotandoselo
mentalmente. Ovviamente non lo faranno mai...
No, ma pensa come sar imbarazzato Russell quando
verr pubblicato l'elenco sullo Steamboatin News. Anna fa
cadere la cenere oltre il corrimano. Ondeggiano, mentre il
battello supera un'isola dalla spiaggia sabbiosa. Cos, dice
Anna nel silenzio generale, il marito di Baby ci ha chiamate
tutte, no? Mi sto ancora chiedendo come abbia avuto
il mio numero.
Charlie Mahan. Harriet annuisce. Non ne ho idea. 
un uomo molto ricco. Immagino che abbia i mezzi per
ottenere qualsiasi informazione.
Ma ha chiamato anche qualcun'altra di quelle che hanno
fatto il viaggio sul fiume? Suzanne o Jane o Bowen, per
esempio?
No, non penso. Solo noi compagne di camera e poi
ovviamente Catherine, che era con lei all'ultimo anno.
Non penso che Baby sia rimasta in contatto con qualcuno:
voglio dire, ci mandavamo sempre gli auguri a Natale, ma
nient'altro. Non l'ho vista per anni. Nemmeno Catherine
l'aveva pi vista. So che non  mai andata a nessuna rimpatriata.
Come me, pensa Harriet, ma non lo dice perch
lei non aveva scuse: niente marito, niente figli, nessun
motivo per non andare. E poi abita cos vicino.
Anna sbuffa. Nemmeno io, ovviamente.
Oh, dovreste venirci,  uno spasso! Courtney ha partecipato
a tutte le rimpatriate, anche se non ha finito gli studi.
Dovremmo andarci tutte insieme, la prossima volta.
Penso di no. Anna sorride, ma  impossibile vederle
gli occhi.
Probabilmente avevo paura di venirci. All'improvviso
Harriet si sporge nella brezza calda. Sono stata... oh, cos
presa, immagino, per tanto tempo e poi forse non volevo...
be', non volevo fermarmi, non volevo pensare a niente,
capito? Non volevo nemmeno ricordare... Si interrompe,
dondolandosi. Si voltano entrambe a guardarla.
Anna esala lentamente il fumo. Penso che una rimpatriata
sarebbe come... be', come questa crociera, in un certo
senso. Come la Belle of Natchez.  tutto falso, no?
Harriet ha una visione di se stessa al primo giorno di
college, una ragazza perbene seduta con la schiena dritta
sul largo, immacolato sedile della grossa Oldsmobile della
signora Padgett Parsons che scivolava oltre la gigantesca
cinta di mattoni del Mary Scott College. La signora Parsons,
che aveva aiutato Harriet per la borsa di studio, parlava
a raffica delle proprie esperienze di college, del Classic
Club, dell'Honor Club e di Freya, l'organizzazione segreta
con la stretta di mano segreta, bla, bla, bla. I capelli della
signora Padgett Parsons erano color lavanda. Era stata l'insegnante
di latino di Harriet, oltre che la sponsorizzatrice
di Inklings, la rivista letteraria che Harriet aveva curato alle
superiori. Allora Harriet adorava la signora Parsons. Ma
quel giorno, tutto quello che faceva le dava sui nervi - il
modo in cui increspava le labbra, senza rendersene conto,
come una vecchia mucca che rumina, il modo in cui si
lisciava la camicetta sul seno abbondante senza nessun
motivo.
Ecco la cappella, disse la signora Parsons mentre avanzavano
a passo di lumaca nella corrente di traffico. E quello  il Piccolo Teatro: spero che proverai a fare dei corsi di
recitazione mentre sei qui, cara, penso che ti aiuterebbe ad
aprirti un po'. Harriet annuisce, ma piuttosto preferirebbe
morire. Per tutta la vita la gente ha cercato di farla aprire
un po'. Ecco, l c' l'ufficio postale, prosegu la signora
Parsons, e quel delizioso edificio ottagonale  la sala
mensa, non  carino? Ai miei tempi dovevamo vestirci bene
per cena, con i guanti.
Il campus era davvero bellissimo. Harriet l'aveva gi
memorizzato studiando la cartina nella guida orientativa
perch aveva il terrore di perdersi e arrivare in ritardo alle
lezioni. Il traffico era bloccato dalle macchine che entravano
e uscivano dal parcheggio del dormitorio per scaricare
bagagli, mentre parecchie ragazze si correvano incontro per
abbracciarsi, e tutte urlavano, urlavano di felicit. Harriet
era assolutamente certa che nessuno sarebbe mai stato cos
felice di vedere lei. Nessuno avrebbe mai urlato.
Le venne in mente l'ultima visione della sartoria, perfettamente
nitida, come un vecchio dagherrotipo: la mamma
e Jill davanti alla porta aperta mentre lei e la signora
Parsons si allontanavano in macchina. Avevano le braccia
intrecciate a vicenda intorno alla vita, i visi bianchi, dolcissimi.
Socchiudevano gli occhi nel sole, come se si fossero
spinte in un nuovo mondo luminoso a cui non appartenevano
del tutto. La salutavano con le piccole mani svolazzanti
come falene. Harriet trattenne le lacrime. Di certo
non c'era nulla di irreale in quelle ragazze urlanti che si abbracciavano
al Mary Scott, spaventosamente sane con i loro
capelli lucidi e le gambe muscolose e le abbronzature estive.
Finalmente, dopo essere rimaste bloccate per venticinque
minuti nel traffico del campus, la signora Parsons
riusc a parcheggiare dietro Old South, il dormitorio assegnato
a Harriet. Le mani le tremavano mentre estraeva dal
bagagliaio la valigia pi grossa. Le sue valigie erano all'altezza
di quelle delle altre ragazze, pagate dal signor Carr,
che si era preso cura di loro in vita e continuava a farlo da
morto. Seguita dalla signora Parsons, che aveva insistito
per portarle le borse pi piccole (per bilanciarmi, aveva
sostenuto), Harriet cominci a salire la collina sul vialetto
di mattoni.
Ma il cancello d'accesso era bloccato da un ragazzo e
una ragazza che si baciavano appassionatamente. Lui l'aveva
spinta contro l'arcata di legno, tra le rose in fiore; lei aveva
un ginocchio sollevato, la gonna stropicciata le si arrampicava
sulla coscia sottile. Aveva i piedi nudi e sporchi
e arricciava le dita mentre lui la baciava. Il ragazzo indossava
una camicia bianca. Non gli si vedeva il viso e neppure
si distinguevano i capelli scuri da quelli di lei, che ricadevano
a cascata lungo la schiena. Non smisero di baciarsi
mentre Harriet e la signora Parsons si avvicinavano. Harriet
depose la sua pesante valigia. Il ragazzo stava esplorando
con le mani la schiena della ragazza.
Ehm-ehmm, fece la signora Parsons ad alta voce. Il
bacio si intensific.
Harriet prese la sua valigia e fece il giro dell'arcata, di
fatto l'unica soluzione possibile.
Le autorit competenti verranno informate, vi do la
mia parola, disse la signora Parsons mentre li superava a
passo di marcia. La ragazza ridacchi.
In classe, la signora Parsons diceva sempre vi do la mia
parola; Harriet non ne poteva pi. Era stufa della signora
Parsons, stufa della mamma e di Jill, stufa di se stessa, anzi,
avrebbe voluto morire l, in quel preciso istante, invece di
registrarsi al dormitorio.
Lasci che le dica, attacc la signora Parsons marciando
verso la scrivania come un vecchio incubo, che una
delle sue studentesse sta dando uno spettacolo disgustoso a
meno di venti metri da qui. Harriet era cos imbarazzata
che la sua mente lasci il corpo e si libr in aria, fino al
lucernario in vetro artistico in cima alla sinuosa scalinata in
stile Via col vento. Da quella distanza, poteva a malapena
sentire la direttrice del dormitorio che le dava il benvenuto
a Old South e vedeva appena la signora Parsons che si
lisciava senza sosta la camicetta e increspava le labbra e
finalmente si allontanava di buon passo per scomparire,
sperava Harriet, per sempre.
Che ragazza fortunata! La signora Malcolm, la simpatica,
grassoccia direttrice del dormitorio, le consegn
una chiave. Tutti vorrebbero stare nella camera della Torre.
E allora come mai l'ho avuta io? chiese Harriet. Dopotutto
sono soltanto una matricola.
Semplice fortuna. Quest'anno va alle matricole. La signora
Malcolm le diede un colpetto sulla spalla, e a Harriet
sembr subito pi materna di quando non lo fosse mai stata
Alice. Sali pure, tesoro. Le tue compagne di stanza sono
gi arrivate. C' un incontro d'orientamento alle quattro e
mezzo, la cena  alle sei. Ci vediamo. Sgorgava dolcezza da
ogni poro.
Non appena Harriet raggiunse il primo gradino, una
ragazza di nome Courtney si precipit ad aiutarla. Era
bionda, vivace ed efficiente, sembrava appena uscita da una
pubblicit. Nel giro di dieci minuti si era presentata, aveva
portato tutti i bagagli di Harriet nella stanza e scoperto
tutto quello che c'era da sapere di lei, il che, chiaramente,
non era molto. Harriet si sedette sul lettino, esausta.
Courtney si teneva in equilibrio sugli avampiedi, le mani
sui fianchi, l'ampio sorriso scarlatto: tutto irradiava energia.
Non una sola ombra le attraversava il bel viso o si celava
nei grandi occhi marroni. Vado a vedere dove sono le
stanze delle mie amiche, siamo un gruppetto del North
Carolina. La mia compagna di stanza, Anna,  andata in
libreria o qualcosa del genere, ma dovrebbe tornare presto,
quindi tieni gli occhi aperti, okay? Ha i capelli rossi. Un
sacco di capelli rossi.
Harriet annu in silenzio, chiedendosi cosa volesse dire
esattamente tenere gli occhi aperti.
Di' ad Anna che ci troveremo tutte insieme a cena,
okay? Ci vediamo alla riunione d'orientamento. Courtney
diede un'occhiata all'orologio e poi sfrecci gi per le scale.
Harriet incominci a riporre la biancheria in un cassetto
dell'armadio, scavalcando cumuli di vestiti, dischi, maschere
per il Marted Grasso, scarpe e libri. Margaret Burns
Ballou, chiunque fosse, era entrata come un uragano e
uscita altrettanto in fretta. Almeno i libri erano rassicuranti.
Harriet non aveva pensato di portare dei libri da casa se
non il suo dizionario nuovo, regalo della signora Parsons
per il diploma. Margaret Burns Ballou aveva pi o meno
dieci volte pi roba rispetto a Harriet, che aveva finito di
disfare i bagagli in un tempo tristemente breve. And alla
finestra e osserv lo stagno delle anatre con il piccolo roseto
su un lato, i salici piangenti, le panche di pietra e la statua
nuda di un personaggio mitologico che si trasformava
in albero.
 un paesaggio da fiaba, vero? Quella voce avrebbe
potuto venire dalla sua stessa mente. Io sono Anna.
Harriet si volt per vedere la ragazza alle sue spalle. Io
sono Harriet Holding. Da Staunton, qui vicino, sulla provinciale
81. E tu da dove vieni?
La ragazza si morse un labbro, esitante. Secondo te?
Harriet riflett. Con la pelle bianco latte e i capelli rossi,
crespi, Anna non assomigliava a nessuna delle ragazze che
Harriet aveva visto al college fino a quel momento. Gli
occhi grigi, luminosi, erano distanti sotto l'ampia fronte
candida, le pallide sopracciglia ben arcuate. Era vestita in
modo strano, con una lunga gonna svasata e un camiciotto
bianco.
Europa, azzard Harriet scherzando, ma non del tutto.
No. West Virginia, disse Anna, fingendo di bisbigliare.
Ma non dirlo a nessuno. Sto cercando di dimenticarlo.
Poi ridacchi, mentre un campanello incominciava a
trillare. Oh, no, dobbiamo andare a quella riunione. Sai
una cosa? In questo momento vorrei essere a Cornerstone,
il collegio battista di Wartsburg, West Virginia. Davvero.
Muoio di paura.
Per la prima volta in tutto il pomeriggio, Harriet incominci
a rilassarsi. Anch'io, disse. Anch'io.
Be', dove diavolo potrebbe essere? chiese Anna alle altre,
riunite nella stanza di Harriet. Era una buona domanda.
Visto che alle matricole non era permesso avere la macchina,
le possibilit erano limitate. Margaret Ballou non si
era presentata n alla riunione d'orientamento n a cena.
Ovviamente  qui, da qualche parte, o almeno  stata
qui... Tutte si voltarono verso il lato della stanza occupato
da Margaret, dove trionfava il caos pi totale. Erano le
nove passate e fuori stava gi scendendo il buio. Le lucciole
si levavano dal giardino sottostante.
Courtney si sporse e accese la lampada sulla scrivania.
Non abbiamo scelta. Dev'esserle successo qualcosa. Dobbiamo
avvisare subito la signora Malcolm.
Ehi, non fate una cosa del genere. La ragazza che Harriet
aveva visto prima, quella che baciava il ragazzo sotto il
traliccio, varc la soglia vacillando, con un sorriso che le
andava da un orecchio all'altro. I capelli neri aggrovigliati
le ricadevano sugli occhi e sulla schiena, arricciandosi sulle
spalle magre; la gonna di lino gialla era tutta stropicciata.
Una linea sottile di sangue rappreso scendeva da un taglio
sullo zigomo. Le rose, cap subito Harriet. La spina di una
rosa. Guard la ragazza attraversare la stanza, buttarsi sul
letto e rannicchiarsi come un gatto. Senza nemmeno pensare
a quello che stava facendo, Harriet si alz e and a
chiudere a chiave la porta.
Grazie, tesoro. La ragazza aveva sorriso a tutte, una
alla volta, con quel lento e incurante sorriso tutto denti a
cui nessuno poteva resistere. Tutte le sorrisero - prima
Harriet, poi Anna, infine anche Courtney, anche se un po'
a denti stretti. La ragazza rovesci il contenuto della sua
borsa sul letto, poi frug nel mucchio ed estrasse due barrette
di cioccolato Nestl che scart e divise in quadretti
minuscoli con sorprendente precisione. Mise i quadretti
sulla copertina di un album dei Beatles e lo fece girare come
se fosse un vassoio.
Cena?
Aveva una voce bassa, stridente, quasi da ragazzo.
Abbiamo cenato, disse Courtney.
Il dolce, allora? chiese la ragazza. Vi consiglio il dolce.
Certo, dissero contemporaneamente Anna e Harriet:
poi si guardarono e scoppiarono a ridere. La lampada accesa
le avvolgeva nel suo morbido fascio di luce gialla. Il cioccolato
che si fondeva sulla lingua di Harriet era delizioso.
Ne prese un altro pezzo, poi un altro ancora, fissando la
ragazza che si leccava accuratamente le dita, come un gatto,
guardandole una a una.
Ehi, grazie a tutte, disse. Io sono Baby Ballou.
Cos si era stabilita una strana complicit. Fin dall'inizio,
Baby non aveva mai rispettato le regole, come se le
ritenesse fatte per altre persone, e Harriet la copriva sempre.
Non le dava nessun fastidio; anzi, stranamente, le piaceva.
Lei era sempre cos affidabile, buona, noiosa, monotona;
la sua nuova vita indiretta presentava il doppio vantaggio
di essere eccitante e al contempo per nulla pericolosa.
Spesso era quasi sfavillante - la polvere d'oro sulle ali
della farfalla toccava anche Harriet. Perch la vita di Baby
era piena di drammi e di intrighi. Soltanto due settimane
dopo l'inizio della scuola, un ragazzo scarmigliato in
impermeabile nero si era messo a camminare avanti e
indietro sull'erba ricoperta di rugiada davanti a Old South
alle tre di mattina, urlando: Dannazione, Ballou! Lo so
che sei l! finch tutte le luci del dormitorio si erano accese
e dalle finestre era spuntata una moltitudine di teste
arruffate. Il ragazzo sbrait finch Baby non scese in punta
di piedi dalle scale con indosso soltanto la maglietta della
Harley Davidson con cui dormiva; era rientrata a mezzogiorno.
A cena si era unita alle altre nella bella sala da pranzo
ottagonale, dove aveva mangiato tre porzioni di polpettone,
due di patate al forno; poi aveva spinto di lato il piatto
e si era accesa una sigaretta, sorridendo. Non fate domande,
disse.
In quel momento Baby era sembrata assolutamente esotica
a Harriet, di un altro pianeta. Eppure lei e le compagne
di stanza avevano un sacco di cose in comune. Avevano
scoperto di essere iscritte tutte e quattro al corso introduttivo
di scrittura creativa, della durata di un anno. Nel
primo semestre, l'insegnante di Introduzione alla poesia sarebbe
stato il signor Holland, un poeta giovane e brillante,
smilzo e cinereo che aveva da poco ottenuto il dottorato
nell'Iowa. Correva voce che fosse omosessuale.
Come primi compiti, il signor Holland aveva chiesto
alle studentesse di leggere alcuni capitoli di L'eroe dai mille
volti di Joseph Campbell, poi di inventare il nome di una
costellazione, e infine di scrivere una poesia sotto forma di
mito e di spiegarla.
Figo, aveva esclamato Baby.
Dev'essere in rima? chiese Courtney con la mano alzata.
Il signor Holland sbatt le ciglia pallide con aria sprezzante.
Ovviamente no, rispose.
Baby aveva gi detto a tutte che non avrebbe voluto
venire al college, n in questo n in nessun altro - tutto ci
che aveva sempre desiderato era soltanto scrivere, spieg,
ma aveva fatto un patto con suo padre, e comunque bisogna
pur stare da qualche parte e in quel cazzo di Alabama
c'era da diventare matti. Harriet non aveva mai sentito una
ragazza pronunciare quella parola e veniva percorsa da un
brivido di eccitazione ogni volta che Baby la diceva.
Anche Anna aveva annunciato la sua intenzione di diventare
scrittrice. Sentite, sono cresciuta in un buco di
valle circondata dalle montagne, da non crederci, mi sembrava
di stare in trappola. Se non avessi saputo leggere sarei
morta, non scherzo. Mi sarei suicidata a dodici anni. I libri
erano l'unica cosa che mi faceva uscire da l. E, vi giuro,
non ho alcuna intenzione di tornarci.
Non so se ci riesco, disse Courtney a Harriet la sera
prima di consegnare le prime poesie. Pensavo che fosse
una cosa divertente, un buon voto facile, sai. Adesso sto diventando
sempre pi nervosa. E tu? Anche tu vuoi diventare
una scrittrice, come Baby e Anna?
S, si sorprese a rispondere Harriet; all'improvviso le
parve vero.
Tuttavia Courtney sembrava perfettamente calma in
classe, dove salt fuori che ogni studentessa doveva leggere
le poesie ad alta voce, e poi ascoltare i commenti. Harriet
non si sarebbe iscritta al corso se l'avesse saputo. Peggio
ancora, il signor Holland aveva disposto i banchi in cerchio,
cos ognuna di loro era sotto lo sguardo di tutte le
altre.
Quando il professore chiese se qualcuno voleva iniziare
a leggere, la mano di Anna sfrecci subito in aria. Si schiar
la gola e con la sua voce lamentosa, nasale, incominci
a leggere una delle poesie pi cupe che Harriet avesse mai
sentito, la storia di una giovane moglie infelice che viveva
tra le montagne e aveva un amante; quando il marito
geloso li aveva scoperti a letto sotto la trapunta di sua
madre, li aveva uccisi entrambi; poi aveva tagliato la mano
di lei e aveva ricavato i tasti per il banjo dalle piccole ossa
delle sue dita. Non venne mai scoperto, n punito per
quel crimine, anzi divenne un musicista leggendario che
cantava il cuore nero del mondo. Il titolo della poesia era
Piccole ossa delle dita, che era anche il nome della costellazione.
Anna alz lo sguardo e osserv tutte quando fin di
leggere, i capelli che formavano un'aureola infuocata intorno
al viso dai tratti antichi. Lei avrebbe potuto essere la
ragazza delle montagne, la moglie assassinata. Nessuno
disse una parola, e persino il signor Holland sembr sconcertato.
Be', ah, signorina Todd, disse poi, ammiro il modo in
cui ha preso il soggetto tradizionale della ballata di montagna
e l'ha adattato in questo componimento libero atonale,
esprimendo un giudizio, forse, sulla tetraggine celata
nella nostra immagine stereotipata della cultura popolare.
Grazie, disse Anna semplicemente.
Harriet non aveva la pi pallida idea di quello che stavano
dicendo. La sua poesia, scritta all'ultimo minuto in
preda alla disperazione, ora le sembrava ridicola, niente pi
di una canzoncina ispirata a un pupazzo imbottito che si
era portata da casa, un grosso cuscino a forma di gatto che
le aveva fatto Alice anni prima. Aveva inventato una storiella
sul gatto, ovviamente banale rispetto a tutte le altre.
Dopo Anna, per, Courtney lesse una poesia cantilenante
che rassicur un poco Harriet, perch persino lei
capiva che era un po' stupida: era la storia di una vecchia
zitella di paese il cui unico amore era morto in un incidente
mentre andava a prenderla per portarla a ballare.
Portava sempre sul petto un mazzolino di fiori a forma di
cuore che lui le aveva regalato, finch gli steli si erano seccati
e poi si era trasformato in polvere come finiremo tutti
noi. Quando la vecchia zitella era morta si era portata in
cielo il mazzolino a forma di cuore, che faceva rima con
amore.
 molto difficile scrivere dei grandi temi, come ad esempio,
ah... l'amore e la morte, senza cadere nel... ah, in
un linguaggio banale, comment saggiamente il signor
Holland, dondolandosi avanti e indietro a occhi chiusi.
Basterebbe colpirlo con una piuma per farlo cadere, pens
Harriet.
 cos brutta? gli chiese Courtney contraendo il bel
viso.
No, certo che no, ma quello che vogliamo fare, tutte le
volte che si pu,  minimizzare, soprattutto in casi di estrema
emozione, ah... altri commenti?
Suzanne St. John alz la mano. Non fanno mazzolini a
forma di cuore a New Orleans, comment, facendo ridere
tutti. Ma Suzanne diceva sul serio. Poi lesse la sua poesia,
che non ricevette molti commenti, seguita da Lauren
Dupree e Catherine Wilson. Harriet era affascinata da
Catherine Wilson, perch sembrava che non le importasse
molto n del proprio aspetto n di quello che diceva e
nemmeno di quello che ne pensavano gli altri. Di solito indossava
jeans - nessun altro li portava, allora - e una maglietta
chiazzata di pittura. Arrivava sempre in ritardo alle
lezioni di scrittura creativa perch veniva direttamente dal
teatro. Mi dispiace, diceva con dolcezza, in quel suo modo
svagato, scivolando su una sedia in fondo all'aula. Ma
era chiaro che non era per niente dispiaciuta. Catherine
attraversava il mondo senza mai fingere, con una naturalezza
che Harriet trovava invidiabile. La sua poesia parlava
di un cane il cui padrone era morto nella guerra civile, ma
lui lo cercava ancora, per l'eternit, nei cieli. La poesia era
intitolata Principe, dal nome del cane. Per poco Harriet
non si mise a piangere. Durante le letture, Baby guardava
fuori dalla finestra con un'espressione cupa, oppure giocherellava
con la penna, o faceva il ritratto delle altre con
incredibile precisione. Harriet non sapeva che Baby avesse
un certo talento artistico. Non le sembrava giusto. Ma
aveva sempre pi speranze, perch la lezione stava per terminare.
Margaret? disse il signor Holland.
Baby frug tra le carte che aveva sul banco, poi lesse la
poesia tutta d'un fiato, con rauca voce monotona, senza
mai alzare lo sguardo. La poesia parlava di feti abortiti che
si trasformavano in bambini-stelle del cielo notturno, che
sventolano le loro piccole mani luminose.
Per me  disgustoso, disse Suzanne nel silenzio che
segu.
Baby disse qualcosa sottovoce, fissando il suo banco.
 una poesia meravigliosa, proclam Anna con assoluta
certezza e decisione.
Allora le cose disgustose vanno bene? Courtney era
sbigottita. Pensavo che le poesie dovessero essere carine.
I biglietti d'auguri sono carini, disse Baby.
Il signor Holland sembrava sul punto di essere spazzato
via dal vento. Ah, no, disse. Sarebbe a dire... ma una
poesia non deve per forza essere carina. Ah, no. Fare poesie
carine non  il nostro scopo.
A Harriet sembrava una novit, ma non ebbe il tempo
di pensarci troppo perch era arrivato il suo turno. Il signor
Holland apr gli occhi biancastri e li punt su di lei. Signorina...
ah, Holding, disse.
Harriet prese un profondo respiro, che dur due terzi
della poesia, poi riprese fiato e fin di leggere alla velocit
della luce.
Potrebbe rileggerla, signorina Holding? Un po' pi lentamente,
per favore? chiese il signor Holland fissando il
soffitto con il capo all'indietro, dondolandosi sulla sedia.
Non penso, mormor Harriet.
Al diavolo, legger io allora.
Baby si alz e prese il foglio dalle mani di Harriet, poi
appiatt sul banco la carta stropicciata. Supergatto, annunci.
Questa volta la poesia suon molto meglio, persino
a Harriet.
Grazie, signorina Ballou, disse il signor Holland. Allora,
ragazze, cosa ne dite?
Ovviamente il Supergatto  una figura divina, disse
Alexis Hill, che sarebbe entrata nel Phi Beta Kappa(1) al
terzo anno.
Cosa? avrebbe voluto dire Harriet.
Ma il signor Holland annu, a occhi chiusi. Ah, s, s.
O una specie di superego celestiale, forse associato al genitore,
che sorveglia il parlante in absentia.
Sentite, disse Harriet. In realt questa poesia parla di
un animale di pezza. Un cuscino.
Zitta, Harriet, fece Baby.
Giusto, concord il signor Holland. Il fatto  che
non importa veramente quali fossero le sue intenzioni
nello scrivere questa poesia, signorina Holding. Ora la
poesia esiste come un'entit staccata da lei, come dev'essere,
ed  soggetta alla nostra interpretazione. Lei, l'autrice,
non pu imporci l'interpretazione. Non pu proteggere la
sua poesia. Anzi, signorina Holding, lei non ha pi nessun
controllo su questo componimento.
 assurdo, pens Harriet, ma poi, grazie al cielo, suon
la campanella e uscirono tutte nel sole di settembre, sparpagliandosi
tra i grandi alberi secolari, nel pomeriggio reale
del mondo reale, un vero sollievo.
Dal momento in cui aveva condiviso la camera con
Baby Ballou, la vita di Harriet era diventata pi intensa,
pi interessante e vivace di quanto fosse mai stata. Qualche
volta era troppo intensa e vivace, tanto da renderla confusa
- si sentiva come intrappolata all'interno di un caleidoscopio.
Non appena a Harriet sembrava di capire cosa stava
succedendo, tutto veniva rimescolato in una combinazione
completamente diversa.
In un luminoso pomeriggio di settembre, mentre Baby
era nel laboratorio di biologia, Harriet, che stava battendo
a macchina un tema per il corso di studi umanistici, si alz
per andare a vedere chi bussava timidamente alla porta. Si
trov davanti una giovane donna pallida, paffuta, con grosse
narici e il viso un po' suino, che strizzava gli occhi come
se non ci vedesse bene. Harriet cap subito che non era del
college e anche che aveva qualcosa che non andava.
Ehi, c'... chiese, sbirciando nella camera, alle spalle
di Harriet.
Baby  in laboratorio, disse Harriet, ma dovrebbe
tornare tra un quarto d'ora, pi o meno. Perch non entri
e l'aspetti? Puoi sederti l, alla sua scrivania. La ragazza
arranc tra i cumuli di cianfrusaglie di Baby e si sedette alla
scrivania, senza fare nulla, assolutamente nulla, se non starsene
ingobbita a fissare il muro, respirando dalla bocca.
Harriet si schiar la gola. Anche tu sei dell'Alabama?
Cercava di metterla a suo agio. Sei amica di Baby da allora?
Be', l'ho conosciuta in ospedale, rispose, e fu tutto
quello che disse. A Harriet parvero i quindici minuti pi
lunghi della sua vita, poi Baby arriv e lei scapp al bar.
Chi era quella? non pot fare a meno di chiederle pi
tardi. Baby si limit a scrollare il capo, gli occhi nascosti
dal velo di lunghi capelli neri. Nessuno, rispose. Il suo
libretto degli assegni era aperto sulla scrivania e per un attimo
Harriet pens che Baby potesse aver dato un assegno
alla ragazza - impossibile saperlo, ovviamente, visto
che Baby non compilava mai la matrice degli assegni n
conservava gli estratti conto. A quanto pareva non aveva
bisogno di farlo: il suo conto sembrava riempirsi miracolosamente,
come un pozzo magico. La ragazza non ritorn
pi.
E poi c'era la questione delle camicette. Baby era arrivata
con un sacco di camicie. Passate le prime settimane, il
cumulo di camicie sporche gettate a terra cresceva, mentre
le grucce nel suo armadio si svuotavano. Due volte and a
fare acquisti al Little Shoppe, il negozio dall'altra parte
della strada, tornando con altre camicette avvolte nel cellophane.
Alla fine Harriet non pot trattenersi. Cosa stai facendo?
le chiese. Dio solo sa che non hai bisogno di altre
camicie. Perch non lavi quelle che hai? E non le togli da
terra, avrebbe voluto aggiungere.
Baby si volt a guardarla. Vuoi che inventi qualcosa o
che ti dica la verit?
Dimmi la verit.
Non so come si fa. Baby sogghign. So che  patetico,
ma non so usare la lavatrice.
Be', disse Harriet. Sono la persona giusta per insegnartelo.
Vieni.
Harriet la guid gi per tre piani di scale fino alle viscere
di Old South, dove Baby rest affascinata dalle file
bianche e lucide di lavatrici e asciugatrici, dispensatori di
sapone, tasti per la scelta dei lavaggi, caldi o freddi, a pieno
o a mezzo carico.
 troppo complicato! gemette.
Niente affatto, disse Harriet. Davvero. A casa mia
faccio la lavatrice da quando avevo sette anni. Se ci sono
riuscita io da piccola di sicuro puoi farcela anche tu.
Stai scherzando!
No. Pensavo che siccome la mamma mi faceva tutti i
vestiti il minimo che potessi fare era lavarli.
Baby si volt a fissarla. Aspetta un attimo. Tua madre
ti faceva i vestiti?
Harriet rise. Tutto. Mi faceva tutti i vestiti. Lo fa ancora.
Anche il vestito che indosso, per esempio.  il suo
mestiere, Baby. L'ha fatto per tutta la vita.
Ha fatto quel vestito? Pensavo fosse di quella marca,
Villager.
L'idea  quella. Appena ho saputo che ero stata accettata
qui ci siamo messe in macchina, io, mamma e Jill, per
vedere come si vestivano gli altri studenti. Cos avrei avuto
i vestiti giusti. Harriet incominciava a innervosirsi per il
modo in cui Baby la fissava. Baby aveva un modo fastidioso
di prestare attenzione a quello che stavi dicendo, un'attenzione
totale, quasi esagerata. E tua madre cosa fa? le
chiese Harriet. Non cuce, nemmeno un po'? Pensavo che
tutte le mamme cucissero, pensavo fosse la norma.
Baby incominci a infilare tutti i vestiti a casaccio nella
lavatrice. Mia madre  morta, disse, senza voltarsi.
E allora chi continua a scriverti quei bigliettini con il
monogramma firmati mamma? E a cercarti al telefono
con quell'incredibile pronuncia strascicata, con tutto l'Alabama
nella voce? Ma Harriet aveva gi capito che per essere
amica di Baby dovevi morderti spesso la lingua, aspettare
il momento opportuno. E infatti a novembre, in occasione
del fine settimana dei genitori, i genitori di Baby arrivarono
dall'Alabama in una lunga Cadillac gialla: la sua matrigna
formosa, bionda e appetitosa come una pesca, con tonnellate
di trucco e di diamanti, il padre gigantesco e affascinante
come una stella del cinema. Oh, Dio, non sono
terribili? disse Baby, sincera, mentre li guardava uscire dalla
grossa macchina sul retro del dormitorio. Pap trover
il modo di parlare di tutti i soldi che ha in ogni conversazione,
aspetta e vedrai. E lei ha il cervello grosso come un
pisello. Grazie a Dio, almeno non hanno portato i gemelli.
Baby aveva due fratelli quindicenni che definiva un
vero incubo. Harriet pensava che i genitori di Baby fossero
fantastici, disposti a tutto per dimostrarsi gentili con
Harriet, Anna, Courtney e persino con i loro genitori.
Invitarono tutti in un club privato, lo Shenandoah, a cui
apparentemente si erano iscritti solo per avere un luogo
dove intrattenere gli amici di Baby mentre era al college.
Harriet torn dalla cena allo Shenandoah Club sulla
nuova station wagon verde di Alice, pagata dal signor Carr
come indicato nel suo testamento. Alice arricci il naso e
appoggi con delicatezza la mano sulla spalla di Harriet
mentre stava scendendo davanti al dormitorio. Voglio
chiederti una cosa, disse. La tua compagna di stanza...
Baby...  a posto?
Be', s, certo. Harriet era sorpresa. Perch me lo chiedi?
Non so, disse Alice. Qualcosa...
Sono solo gentili, mamma, ribatt Harriet, irritata.
Sono molto, molto gentili e molto, molto ricchi, tutto l.
Ma Harriet aveva capito cosa intendeva Alice, anche se
solo in seguito sarebbe venuta a sapere perch i genitori di
Baby erano cos premurosi.
In gennaio, Harriet aveva partecipato alla Festa d'inverno
alla Washington & Lee con Thomas Lee, uno studente
di legge che veniva dal Tennessee, dove apparentemente
andava spessissimo a cavallo e a caccia; dopo la laurea,
avrebbe fatto pratica nello studio di suo padre. Tutta la
sua vita era prestabilita, non doveva fare altro che viverla.
Harriet l'aveva conosciuto grazie a Baby, ovviamente, o a
qualche suo amico. Stranamente Baby era arrivata in Virginia
conoscendo gi met dei ragazzi dei vicini college
maschili, perci combinava sempre qualche incontro. Harriet
era passata dal non avere alcun genere di vita sociale ad
averne una quantit tale da non riuscire a gestirla. I suoi
voti calarono, e la cosa era grave perch la sua borsa di studio
dipendeva dal rendimento scolastico. Eppure adorava
uscire, sfarfallare in societ. Adorava telefonare a casa e raccontare
a sua madre dove era stata, e Alice adorava ascoltarla
- voleva sempre tutti i dettagli.
Harriet non riusciva a capire cosa vedesse in lei Thomas
Lee, e sospettava di piacergli solo perch era la compagna
di stanza di Baby Ballou. Comunque, dopo la festa, lui la
accompagn alla casa dove dovevano alloggiare le ragazze
del Mary Scott. A un certo punto Thomas Lee le si gett
addosso e tent di palparle il seno, fortunatamente irraggiungibile
perch c'erano di mezzo il cambio e i cappotti.
Thomas, devo entrare, disse Harriet, lottando sotto il
suo peso. Lui non reag, continuando a respirare affannosamente
con una mano nel cappotto di lei, poi sotto la
gonna, infine nei collant. La prossima volta avrebbe indossato
il bustino: anche se non ne aveva bisogno, era molto
pi sicuro.
Dai, piccola, le sussurr tra i capelli. Poi le abbass i
collant tanto che a Harriet sembrarono dei ceppi alle ginocchia.
Le sue dita dentro di lei facevano male. Aveva tirato
fuori il suo affare, ed era duro. Subito Harriet vol via
con la mente, al di sopra di loro due, al di sopra della piccola
MGB cabriolet di cui era cos orgoglioso, al di sopra
della folla nel porticato illuminato della casa, dove i baci si
protraevano all'infinito. La testa, premuta contro la portiera,
le faceva male. Poi, a un tratto, con uno scatto improvviso,
riusc a girarsi lievemente e ad aprire la portiera, catapultando
se stessa e Thomas Lee sulla strada ghiacciata.
Thomas url di dolore, poi di rabbia. Puttana, le disse.
Sei una maledetta puttana. Harriet non se ne cur, pi
preoccupata di tirar su abbastanza i collant da riuscire a
camminare. Dal portico vide il fiato di Thomas Lee uscirgli
dalla bocca come le nuvole dei fumetti. Finalmente
Harriet riusc a salire i gradini incespicando ed entr in
casa, lasciando Thomas sul ciglio della strada, appoggiato
al tettuccio della sua piccola auto. Rimase cos per un bel
po' dopo che gli altri ragazzi se ne furono andati, tanto
immobile che Harriet incominci a preoccuparsi per lui,
ma poi finalmente entr in macchina e se ne and nella
notte.
Con la fronte premuta contro il vetro freddo della finestra,
Harriet guard i fanalini di coda rossi che lampeggiavano
sempre pi lontani. Sapeva che non sarebbe passato a
prenderla la mattina seguente per la festa Bloody Mary,
sapeva che non l'avrebbe pi chiamata. Aveva infranto una
delle regole cardinali del complicato gioco degli appuntamenti
con un ragazzo al college; non era stata accondiscendente,
l'aveva messo in imbarazzo. Quindi sarebbe
stata penalizzata. Non le importava, avrebbe lavorato al
saggio su Milton il mattino dopo; in ogni caso avrebbe preferito
studiare. Ormai Harriet incominciava a temere che
ci fosse qualcosa che non andava in lei, per quanto riguardava
gli appuntamenti. Non aveva capito che l'obiettivo
principale del college era di ottenere un anello di fidanzamento
oltre al diploma, mentre tutte le altre sembravano
averlo capito perfettamente - tranne Baby, che se ne fregava,
ed era gi famosa per quello. Al Mary Scott le ragazze
rientravano nella categoria puttane oppure sante, almeno
finch non si fidanzavano. E poi, solo allora, andava
bene farlo. Anzi, era obbligatorio, pensava Harriet. Ma se
facevi male i calcoli e perdevi la tua cosa pi preziosa, o
scommettevi sul ragazzo sbagliato, ti giocavi tutto. Nonostante
questo, e nonostante l'importanza di quello che dovevi
perdere, i ragazzi tentavano invariabilmente di fartela
perdere, facendoti ubriacare, lusingandoti, raccontando
bugie (mia madre  morta da poco, o mia sorella ha una
malattia incurabile, l'abbiamo appena saputo). Harriet
capiva che i ragazzi non erano cattivi, erano solo ragazzi.
Quello era il loro ruolo. Il ruolo delle ragazze era ancora pi
difficile. Dalle ragazze ci si aspettava che perdessero la testa,
fossero sexy, per che non lo facessero, mai, senza quell'anello.
Baby era sfuggita a quel sistema semplicemente
ignorandolo. A Harriet invece sembrava sfiancante, ed era
felice di esserne fuori, almeno quella domenica, felice di
starsene a letto a leggere Milton. Non poteva fare a meno
di notare che il diavolo era molto pi interessante di Dio,
proprio come Baby era molto pi interessante, ad esempio,
di Courtney.
Per ironia della sorte, Harriet fu riaccompagnata al
Mary Scott da una ragazza che si era fidanzata proprio quel
fine settimana, una studentessa dell'ultimo anno dall'improbabile
nome di Muffy Tortuga. Per poco non era uscita
di strada tre volte mentre si rimirava l'anello. Blaterava
senza sosta delle qualit del suo fidanzato, un tizio della
Deke. A Harriet doleva la faccia per il troppo sorridere
quando finalmente Muffy l'aveva lasciata all'entrata del
roid South.
Erano tutte riunite nell'atrio ad aspettarla: Courtney,
Baby e Anna. Courtney spense il giradischi, su cui girava
l'album di Joan Baez, e quando entr si alzarono tutte.
Santo Dio, disse Harriet dalla porta. Aveva l'impressione
che qualcosa le defluisse dalla testa per arrivare allo stomaco,
lasciandola stordita, nauseata e molto, molto stanca.
Cosa succede?
Baby si avvicin e le si avvolse intorno come una vite.
Anna le accarezz i capelli. Jill  morta la notte scorsa,
disse Courtney. Anzi, era mattina presto, le quattro
circa.
Ma lei..., inizi a dire Harriet. Mamma non...
 successo in un attimo, spieg Courtney. Tua madre
ha detto che il cuore di Jill ha semplicemente smesso di
battere. Ha detto che sapevate che sarebbe successo prima
o poi, da sempre. Un arresto cardiaco, ha detto.
Devo...
Anna aveva continuato ad accarezzarle i capelli. Un
medico, amico di tua madre, verr a prenderti domattina
presto, e noi verremo tutte al funerale, che si terr marted.
In seguito Harriet ricord vagamente il funerale. Fu
molto intimo e molto triste, e venne celebrato nella chiesa
metodista perch una delle clienti pi fedeli di Alice era
Marge Hammond, l'affascinante moglie del ministro, per
la quale Alice aveva foderato tutti quei brutti e vecchi divani
della canonica quando gli Hammond erano arrivati in
citt. Cos Jill aveva avuto un funerale metodista adeguato
anche se, per quanto Harriet riusciva a ricordare, nessuna
di loro era mai andata in quella chiesa, anzi in nessuna
chiesa, nemmeno una volta. Harriet aveva perso i guanti,
cos aveva le mani ancora ghiacciate molto tempo dopo la
sepoltura nel cimitero metodista, ancora ghiacciate quella
notte al Mary Scott, quando finalmente and a letto dopo
quello che le era parso il giorno pi lungo della sua vita.
Eppure non riusciva a dormire. Era rimasta coricata, trasalendo
a ogni minimo rumore - ogni risata acuta, ogni porta
che sbatteva, ogni macchina che strombazzava, ogni rintocco
di campana - fino quasi a mezzanotte, quando il
dormitorio finalmente si era calmato. Erano stati tutti cos
gentili con lei. Biglietti, messaggi e quattro mazzi di fiori
avevano atteso il suo ritorno. Parecchie volte, mentre se ne
stava sveglia a letto, aveva sentito avvicinarsi dei passi che
poi si allontanavano alla vista del biglietto che aveva appiccicato
alla porta: STO DORMENDO. Finalmente (doveva essere
l'una passata) Baby ritorn. Harriet? disse nell'oscurit.
Chiss come, era riuscita a entrare nel dormitorio,
ormai chiuso.
Sono qui, disse Harriet.
Oh, grazie a Dio, grazie a Dio, disse Baby. Si spogli
e, in maglietta e mutande, entr nel letto di Harriet,
abbracciandola da dietro, coprendole le mani fredde con le
sue, nervose e con le unghie mangiucchiate, come al solito.
I capelli di Baby si sparsero sulle spalle di Harriet, con
un odore di fumo e bourbon, del tutto familiare e confortante
in un certo senso. Inspiravano ed espiravano all'unisono.
Senti, le disse Baby. Una volta avevo un fratello.
Adesso ne hai due, ribatte Harriet.
No, no, non hai capito. Quelli sono i figli di pap ed
Elise. Voglio dire che avevo un fratello vero.  morto quando
avevo dieci anni.
Baby! Non me l'hai mai detto! Quanti anni aveva?
Tredici, disse Baby. Si chiamava Richard. Richard
Ross Ballou.
 un bel nome, disse Harriet.
Si  impiccato, disse Baby. O forse no. Magari  caduto
dall'albero. Stava giocando con una corda nei boschi,
avevamo una specie di fortino.
Oh, ma  tremendo. Tremendo, davvero tremendo,
bisbigli Harriet.
Dipende.
Dipende da cosa? Che cosa vuoi dire? Certo che  tremendo.
Senti, ne so qualcosa di pi. Io c'ero, non dimenticartelo.
Ma adesso, qualche volta... penso, oh, be', almeno
non ha dovuto vivere per vedere tutta questa merda.
Che merda?
Niente. Lascia perdere. Volevo solo dire che mi dispiace.
Mi dispiace un sacco, tesoro, solo questo. Baby le parlava
nei capelli, ogni parola era un soffio caldo sul suo
collo.
Perch non mi hai mai parlato di tuo fratello, prima?
chiese Harriet.
Non lo dico mai a nessuno, rispose Baby. Va bene
cos.  tutto nel passato. Volevo solo che lo sapessi, nient'altro.
Senti, sei ancora arrabbiata con tua madre?
No. Adesso Harriet era cos stanca che non riusciva a
ricordare perch avesse perso la pazienza con sua madre.
Perch Alice non poteva avere un nuovo amico, quel dottor
Piccolo, basso, con la lucida testa pelata e lo stupido
orologio con la catena? Il signor Carr se ne era andato. Jill
se ne era andata. Tutta la vita di Harriet se ne era andata,
in un attimo, come se non fosse mai esistita. E soltanto
Harriet sembrava destinata a ricordare, ricordare ogni cosa
per sempre. Dopo un po' il braccio di Baby allent la presa
sulla vita di Harriet, e il suo respiro rallent. Le campane
della torre suonarono tre volte. Harriet continu a fissare
il rettangolo di luce soffusa della finestra, dove il lampione
accanto allo stagno illuminava i fiocchi di neve svolazzanti,
che non sembravano tanto cadere quanto piuttosto vorticare,
danzando all'infinito, come quelli dei fermacarte
che il signor Carr aveva regalato a Jill.
...
.
...
Note. 1. Club riservato esclusivamente agli studenti laureatisi con il massimo dei voti (N.d. T.).
...
.
...
Miglio 516.
Fanny Bullit Towhead
Domenica 9/5/99
Ore 22,00.
...
.
...
Dopo di voi, signore. Russell Hurt fa strada nel Night
Owls Club, nel Salone della ruota a pale. Trovano l'ultimo
tavolo disponibile prima che lo spettacolo inizi, una fortuna.
Little Bobby Blue  gi seduto al piano e suona be-bop.
Russell ordina grasshopper per tutti.
Non bevo mai dopo cena, dice Anna, sorseggiando il
suo cocktail, ma per nulla al mondo riesco a ricordare perch.
Si unisce alle risate, si sta rilassando.  tutta in nero,
i capelli fiammeggianti raccolti con pettinini di strass. Ma
dopotutto  la cena speciale del capitano, quel bell'uomo!
Anna immagina una giovane donna sola, da poco vedova
in seguito a uno strano, tragico incidente, chiusa nella sua
cabina a singhiozzare per due giorni, durante una crociera
sul Mississippi con la zia un po' picchiatella. La giovane
vedova si asciuga le lacrime, indossa l'abito migliore, sciatto
e patetico, e va al ricevimento del capitano.  il classico
tipo latino, moro e passionale, il genere d'uomo che lei ha
sempre detestato. Fa un passo avanti e apre le braccia muscolose,
imponenti. Le medaglie brillano sul petto. Benvenuti
nel mio mondo, canta da baritono profondo, traboccante
di testosterone.  magnifico. La folla preme. Ma
all'improvviso fissa la giovane vedova. I loro sguardi si attraggono.
Una corrente elettrica li attraversa. (Lui non sa
che la giovane e triste vedova ha appena ereditato la societ
proprietaria dei battelli a vapore...)
Be', immagino che siano dei personaggi gradevoli, ma
non capisco comunque perch li abbiano messi al nostro
tavolo. Courtney sta parlando della coppia che era seduta
con loro a cena, poco prima. Come si chiamano?
Lonard e Bridget, dice Russell. Oh, sono simpatici.
Anzi, direi che Bridget  una gran volpona. Strizza l'occhio
a Catherine.
Quanti anni ha, secondo te? chiede Harriet.
Oh, non so. Trentacinque?  comunque molto pi giovane
di lui, di sicuro.
Russell, non capisci niente. Ne ha almeno quarantacinque.
Cio, ne avrebbe. Si  fatta fare un sacco di restauri,
non vedi?  una moglie-trofeo, dice Catherine.
 tu cosa sei, una moglie atrofica? ribatte Russell mentre
una cantante, presentata come Diamond Lil, si avvicina
al piano e attacca una versione sensuale di Smoke gets in
your eyes.
Lei invece non sembra una gran volpe, vero? dice
Harriet, riferendosi a Diamond Lil. Non vi pare una grassa
lattaia conciata cos? Diamond Lil indossa un camiciotto
corto e una gonna rossa a ruota. Sembra che le scoppi
il seno nella scollatura quando si china in avanti verso il
pubblico.
Le lattaie hanno il loro fascino, dichiara Russell. Non
mi dispiacerebbe conoscere anche le sue due amiche.
Russell! Catherine gli d una pacca sulla mano.
Diamond Lil canta Summertime e poi Crazy. Ha davvero
una bella voce oltre a quel seno impressionante. Harriet
si chiede quale sia la sua storia, perch si trova su quel battello
a cantare con l'albino Little Bobby Blue invece che in
qualche famoso night-club di New York o New Orleans.
Deve esserle successo qualcosa, pensa Harriet. A tutti succede
qualcosa.
Diamond Lil canta The sound of silence, uno dei pezzi
preferiti di Russell, che ricorda quando era una hit degli
anni Sessanta, cantata da chi? Simon & Garfunkel. Era nel
juke-box della Beta, e lui schiacciava continuamente il
tasto A5, sprofondando nel divano di pelle mentre la ascoltava.
C'era qualcosa in quella canzone, era cos malinconica...
Hello darkness, my oldfriend. Allora veniva pervaso da
una sensazione stranissima, indescrivibile, che adesso, anni
dopo, prova nuovamente. Molti anni dopo.
Sul serio, devo andare a letto, sta dicendo Anna. Non
riesco a credere che siamo rimaste in piedi fino a quest'ora.
Ci vediamo domani, dice Courtney. Vai a fare il giro
dei campi di battaglia? Oppure solo a Vicksburg?
Nessuno dei due, temo. Anna si sistema gli strati di
vestiti. Sono qui per lavorare, sai.
No, pensa Harriet. No, non ricordi? Nessun altro ricorda,
oltre me? Siamo qui per Baby... Chiss perch a Harriet
torna in mente il modo in cui Baby si sedeva sul letto,
quasi in spaccata. Aveva le articolazioni snodate...
Harriet, Harriet, senti, devi sentire questa! Courtney
sta ridendo, Anna ride, Russell pure, Catherine le sta pungolando
un fianco. Davanti al piano, Lil ha cambiato le
parole da Posso avere questo ballo per il resto della mia vita
in Dovr avere questo callo per il resto della mia vita?
Non mi pare cos divertente, dice Russell.
Guarda, guarda. Courtney ha la ridarella. Non la
capiscono neanche. E in effetti la maggior parte delle persone
anziane al bar non sembra aver colto, e tutti continuano
ad annuire a tempo di musica con gli stessi sorrisi
vaghi che hanno avuto stampati in faccia per tutta la sera.
Due coppie volteggiano in pista. Diamond Lil termina il
suo spettacolo. Ecco! Buona notte, signore e signori, dice
con un mezzo inchino. Harriet si alza con gli altri, e Diamond
Lil li accompagna all'uscita cantando Goodnight
Irene.
Buonanotte, buonanotte! le fanno eco Russell e Catherine,
allontanandosi. Ci vediamo domattina. Courtney
scompare, mentre Anna si ferma sul ponte, anche se
sembrava cos impaziente di andare a dormire; quindi anche
Harriet si attarda. L'aria  spessa e umida.
Stavo giusto pensando, dice, che alcune di quelle
coppie anziane devono essere sposate da pi di cinquantanni.
Be', anche Courtney e Hawk saranno sposati da
almeno trentacinque anni. Non riesco nemmeno a immaginarlo.
Potresti immaginarlo, dice Anna, se avessi incontrato
l'uomo giusto.
Ti  mai successo, Anna? Di incontrare l'uomo giusto,
intendo. Il buio le d il coraggio di fare domande.
Alla fine, s, dice Anna, accendendosi un sigaro.
Non era quello studente, vero? azzarda Harriet, mentre
la sirena di un altro battello riecheggia sulle acque scure.
Kenneth Trethaway? Anna scoppia nella sua risata
sbuffante. No, lui proprio no.
Non l'abbiamo mai conosciuto, vero? Harriet sta cercando
di ricordare.
Non avete mai conosciuto davvero neanche me, dice
Anna.
Persino le sue amiche pi intime del college, le compagne
di stanza, non sapevano il suo vero nome, Annie Stokes.
E non sapevano neanche che la donna scialba che ogni
tanto si presentava al college il giorno delle visite dei genitori
non era la sua vera madre.
Ernest Stokes, il padre di Anna, era un predicatore evangelico
che si spostava di chiesa in chiesa trascinando tutta
la famiglia per il West Virginia. All'et di tredici anni Anna
era stata in parecchie scuole, anche se non ci andava sempre,
perch sua madre era cagionevole di salute e spesso
Anna doveva stare a casa per badare ai fratellini. Non le
pesava affatto perch erano adorabili, tre angioletti biondi
- David, Mark e John - nati a un anno di distanza l'uno
dall'altro, che per avevano distrutto la salute della madre.
Helen Stokes era comunque una donna fragile, una bellezza
dai capelli rosso-dorati che le arrivavano alla vita. Le piaceva
starsene seduta al sole sulla porta della cucina, a fumare
e ad ascoltare la radio, che doveva essere spenta quando
pap rientrava, a meno che non trasmettesse gospel, l'unica
musica da lui approvata. Pap non approvava parecchie
cose. Ad Anna non era permesso ballare, seguire corsi di
ginnastica, fare la ragazza ponpon a scuola. Non poteva
indossare jeans o camicette sbracciate e nemmeno bere
Coca-Cola. Ma adorava suo padre, un uomo bello e affettuoso,
che faceva saltare in aria i fratellini e le arruffava i
capelli tutte le volte che tornava da una predica. Aveva una
voce meravigliosa, profonda e sonora, come Dio. Anna
capiva come mai sua madre si era innamorata di lui quando
era solo una ragazzina. Lui era passato dalla sua cittadina
e l'aveva salvata, battezzata nel fiume e infine sposata.
Poi si erano moltiplicati. Ma la madre di Anna aveva
cominciato a tossire e sputare sangue. Quando Anna aveva
tredici anni, sua madre fu ricoverata e lei dovette badare a
tutta la famiglia, anche se i parrocchiani furono molto gentili
e le portarono cibo e vestiti usati. Quando sua madre
torn a casa era magrissima, con le guance arrossate. Chiese
ad Anna di mettere la radio sul tavolino accanto al letto,
in modo da poter ascoltare il programma musicale Randy's
Record Shop di Gallatin, nel Tennessee. Adorava Patsy
Cline. All'inizio riusciva a mangiare soltanto crema di funghi,
poi pi niente.
Il giorno in cui mor, i ragazzi stavano giocando a pallone
in strada e il padre di Anna predicava a un funerale da
qualche parte. Anna stava ripiegando i panni lavati. Sua
madre era addormentata, ma a un tratto si svegli: stava
soffocando. Oh, Dio! disse, guardando Anna. Poi ricadde
sul cuscino e mor. Le dita le si curvarono come una felce
e dalla bocca aperta le usc un rivolo di saliva, che scivol
lungo il collo e sulla camicia da notte.
Il giorno dopo il funerale, pap url come un pazzo e
spacc i mobili della cucina con l'ascia, mentre Anna era
rannicchiata a letto con i tre piccoli e li abbracciava.
Tre settimane dopo, suo padre spos Loretta Goudge,
una vedova della loro parrocchia, di dodici anni pi vecchia
di lui. Tutti, tranne Anna, pensarono che fosse una
buona scelta. Un uomo deve farsi aiutare a prendersi cura
dei figli, dicevano, annuendo. Un predicatore deve avere
una moglie.
Ma anche se Loretta Goudge era gentile con lei, Anna
in sua presenza rimpiccioliva. A scuola, i suoi voti calarono.
La sua insegnante la mand dalla signorina Todd, la
vecchia infermiera missionaria. Non dirlo a tuo padre, le
raccomand. La signorina Todd non era della zona. Bambina,
bambina mia, le diceva, accarezzandole i capelli.
Quando suo padre e la matrigna si trasferirono con i tre
ragazzi in una nuova chiesa nell'Ohio, Anna rimase con la
signorina Todd per finire le scuole superiori. La signorina
Todd aveva in soggiorno una serie di classici rilegata in pelle;
Anna li lesse tutti avidamente. Sotto la sua tutela impar
il latino, le buone maniere a tavola, la geografia, e una
poesia alla settimana, che recitava alla signorina Todd la
domenica mattina prima di andare in chiesa, quella della
signorina Todd, che era presbiteriana e per niente impressionabile.
Anna si metteva in cima alle scale e declamava la
poesia alla signorina Todd che stava sotto, sorseggiando il
suo t:
L respira l'uomo dall'anima cos morta
Che non si  mai detto,
Questa terra  mia,  la mia terra nativa?
Alla signorina Todd piaceva legare i capelli di Anna con
un nastro di velluto nero, e anche baciarla sulla bocca, ma
nient'altro; anche in seguito ad Anna era parso uno scambio
equo.
Anna non rivide pi i ragazzi, n suo padre, perch si
trasferirono nell'indiana. A scuola ebbe una parte nella
recita e vinse un concorso di poesia. Trov lavoro nel grande
magazzino locale, dove faceva i turni dopo la scuola e di
sabato. All'ultimo anno tenne il discorso di commiato alla
consegna dei diplomi e pot scegliere tra varie borse di studio.
Scelse il Mary Scott quasi per capriccio, perch quando
era andata a vederlo le era piaciuto subito il modo in cui
la guglia della cappella bianca fendeva il cielo, le montagne
circostanti la facevano sentire a suo agio e le ragazze erano
simpatiche. Sarebbe stato un po' troppo affrontare anche il
tema ragazzi, ma era gi riuscita a baciarne uno parecchie
volte al campo di lavoro estivo della chiesa, prima dell'inizio
dei corsi.
Si iscrisse come Anna Todd e mantenne quel cognome
anche se a Natale la signorina Todd era gi presa da un'altra
ragazza bisognosa. Non le importava. Anzi, si sentiva
stranamente sollevata, libera per la prima volta di allacciare
amicizie con altre ragazze. Adorava le sue compagne di
stanza.
Adorava anche le lezioni. Al Mary Scott era possibile
ammettere il suo sogno segreto di diventare una scrittrice,
poteva addirittura dirlo ad alta voce, cosa che non aveva
mai fatto. Nessuno la derideva. Gli insegnanti la incoraggiavano.
Anche se la sua intenzione era quella di scrivere
racconti delicati, poetici, che avrebbero messo in mostra il
suo ricco vocabolario, le storie che le venivano in mente
erano ben diverse da quello che immaginava, e la sorprendevano.
Eppure nessuno batteva ciglio quando leggeva ad
alta voce in classe quelle prime storie spigolose ambientate
nel West Virginia, tutte su gente che conosceva o di cui
aveva sentito parlare. Scrisse un racconto su due bambini
abbandonati, affamati, che avevano dato fuoco alla casa
per chiamare aiuto; un'altra su un'organista di chiesa cos
grassa che non si era resa conto di essere incinta finch non
le erano incominciate le doglie durante l'incontro serale di
preghiera, mentre stava suonando Amazing grace. Un altro
racconto parlava di una ragazza che aveva ucciso per sbaglio
il giovane marito con il trattore, e poi aveva lasciato i
due figli alla madre ed era scappata. I suoi scritti venivano
discussi seriamente in classe, e molti furono pubblicati nella
rivista letteraria del college. Era facile. Anna non riusciva
a crederci. Tutti pensavano che fosse una ragazza dura,
come le sue storie, ma si sbagliavano. Non capiva da dove
venissero, sgorgavano dalla mente sulla pagina come latte
da una brocca. Le facevano paura.
Grazie ai primi quattro capitoli del romanzo che stava
scrivendo per la tesi dell'ultimo anno, Anna ottenne una
borsa di studio nazionale di scrittura creativa, l'Helen
Levitas, con cui pag il primo anno di lezioni alla Columbia
University, dove era gi stata accettata. Un sabato mattina,
in febbraio, apr la busta nel vecchio ufficio postale
del Mary Scott e rimase a fissare le lettere nere battute a
macchina sulla pagina finch non si composero in parole
e si rese davvero conto di cosa significavano. Poi gir sui
tacchi e attravers di corsa il cortile fino all'ufficio del professor
Gaines. Era una mattinata umida, nebbiosa e non
c'era ancora nessuno in giro. Il signor Gaines era il suo amante
da due anni. Certo, aveva avuto anche altre storie,
a cominciare da tutti gli appuntamenti che Baby aveva organizzato
per loro il primo anno, ma nella maggior parte
dei casi Anna si sentiva molto pi matura dei ragazzi dei
college vicini. Le piaceva stuzzicarli, per; qualche volta
riusciva a tenerli sulla corda. In generale Anna sapeva che
gran parte dei ragazzi poteva prenderla o lasciarla, ma a
chi piaceva, piaceva un sacco. I laureati erano i pi interessanti,
ma di solito erano troppo poveri per portarla a cena
fuori. All'ultimo anno, nonostante la lunga relazione con il
signor Gaines, Anna aveva gi spezzato almeno due cuori.
Quella relazione era un sollievo, in un certo senso. Le
impediva di innamorarsi. Il signor Gaines era un buon marito,
un buon insegnante e un padre meraviglioso per Maeve.
Anna sapeva che non avrebbe mai lasciato Sheila. Non
voleva che lo facesse. Stranamente, il fatto di sapere che la
loro storia non aveva futuro permetteva ad Anna di godersela
ancora di pi. Fino a quel sabato mattina di febbraio,
il giorno in cui ricevette la lettera per la borsa di studio.
Il dipartimento d'inglese si trovava nel Bartlett Hall,
uno degli edifici pi antichi del campus, e la porta era sempre
aperta. Anna lo sapeva bene, ci aveva passato parecchio
tempo negli ultimi quattro anni. Ovviamente il signor
Gaines non sarebbe stato in ufficio in quel momento, era a
casa, con la sua famiglia. Probabilmente dormiva ancora.
Ma Anna gli avrebbe lasciato un messaggio: non poteva
aspettare fino a luned per dargli quella buona notizia.
Mancava un intero fine settimana! Anna apr la porta ed
entr nell'ampio atrio ombroso che ormai le era familiare
quanto la propria stanza. Ecco l'ufficio della signora Auerbach,
con il ritratto di Virginia Woolf sulla porta; l'ufficio
del signor Duff, con quell'incomprensibile citazione tratta
da Joyce; la riproduzione a carboncino della lapide di William
Faulkner appesa alla porta dell'ufficio del signor Goldman;
l'ufficio di Lucian Delgado, in cui era entrata di rado.
E l'ufficio del signor Gaines, con la luce gialla che sgusciava
fuori da sotto la porta e cadeva dall'architrave in un rettangolo
dorato sul pavimento di pino.
Anna rimase impietrita. Le si rizzarono i peli delle braccia.
Sent l'inconfondibile risata di Baby. E poi la voce bassa
del signor Gaines che diceva qualcosa e Baby che sghignazzava
di nuovo. Ma Baby era fidanzata con Charlie Mahan,
il matrimonio era previsto per il 10 giugno. Anna sarebbe
stata la damigella d'onore. Di sicuro il professor Gaines la
stava solo aiutando per qualche saggio. Anna si avvicin ancora
di pi, in punta di piedi. Si inginocchi con la guancia
contro la porta. Rimase l per quasi un'ora, incapace di
andarsene pur sapendo che doveva farlo, incapace di muoversi
finch la grande porta d'accesso non si spalanc e il
vecchio signor Hash entr, accese le luci, gett sul pavimento
di legno la solita roba marrone granulosa e cominci
a raccoglierla. Allora Anna si alz. Non aveva nessuna
voglia di vedere Baby. Salve, signor Hash, disse,
mentre se ne andava.
Cos si innamor di Kenneth Trethaway, laureato alI'Universit
del North Carolina, che la corteggiava da tempo
in modo pressante, disperato, implacabile, e l'aveva sposato
in estate, dopo il matrimonio di Baby, quando si era
accorta di essere incinta. Kenneth, di solito piuttosto cupo,
si mostr pi felice di quanto Anna avesse potuto immaginare
quando gli diede la notizia. Anche i suoi genitori, che
lavoravano entrambi all'ufficio postale di Raleigh, sembrarono
felici, e regalarono ai novelli sposi un enorme divano
di naugahyde(1) per la piccola casa davanti alla stazione di
polizia di Chapel Hill dove avrebbero vissuto per i successivi
quattro anni, mentre Kenneth finiva il suo dottorato. I
genitori di Kenneth erano persone semplici, stupite da quel
figlio geniale e lunatico. Speravano che il matrimonio gli
desse un po' di serenit.
Anna e Kenneth scherzavano spesso su quell'enorme
divano, e si chiedevano quanti nauga fossero stati sacrificati
per rivestirlo. Anna fece persino un disegno a matita del
nauga, una piccola, strana creatura mitologica in parte
uccello e in parte armadillo. Fecero l'amore sul divano, sul
pavimento, una volta su un materasso che trascinarono nel
minuscolo cortile per guardare una pioggia di meteoriti in
una serata meravigliosa, nonostante l'urlo delle sirene della
stazione di polizia. Kenneth e i suoi amici fumavano continuamente
erba, ma Anna smise quando seppe di essere
incinta. La chiamavano la Madonna. Allora Kenneth la
adorava. Pianse disperatamente quando Anna perse il bambino
al quinto mese, dopo aver gi speso i soldi della borsa
di studio Helen Levitas per comprare la lavatrice e saldare
le rate dell'auto di Kenneth.
Comunque lei non aveva bisogno di Finire gli studi per
terminare il suo romanzo. Era Kenneth lo studioso, non
lei. Poteva conservare il suo lavoro e concentrarsi sul libro
nel tempo libero, al mattino, di notte e nelle vacanze.
Invece fin per scrivere anche al lavoro, dietro gli scaffali
del vasto piano interrato dell'ospedale dove stava tutto il
giorno ad archiviare le cartelle cliniche dei pazienti; per
questo non si arrabbiava quando tornava a casa in autobus
dopo le cinque, a volte con il buio, d'inverno, e trovava
Kenneth e i suoi amici che fumavano erba ascoltando jazz
e chiacchierando freneticamente (come se a qualcuno importasse)
di letteratura, senza pensare nemmeno lontanamente
alla cena. Era lei che doveva uscire a comprare qualcosa
se volevano mangiare, qualche volta soltanto hamburger
da McDonald o maccheroni al formaggio preconfezionati.
A volte fumava anche lei, e poi, quando gli amici di
Kenneth se ne andavano, finivano per scopare.
Anna e Kenneth erano magri, poveri e piuttosto malconci,
in quegli anni. Ma stranamente Anna adorava quella
vita intensa, cos come amava Kenneth. Ma cos'aveva
quel ragazzo? Tanto per cominciare era un genio, lo dicevano
tutti. Anna nemmeno capiva il suo campo di studi, il
decostruzionismo. Era una materia nuova, alla moda.
Non capiva una sola parola dei suoi scritti.
Alto un metro e novantasette e molto miope, Kenneth
inciampava spessissimo oppure sbatteva con la testa da
qualche parte. Aveva sempre qualche cicatrice. Dal punto
di vista fisico era l'uomo pi goffo che Anna avesse mai
conosciuto, tranne a letto, dove si dimostrava assolutamente
fantastico. Aveva pallidi occhi grigi, come quelli di
Anna, ma erano cos grandi e indifesi, dietro le spesse lenti,
che guardandoli Anna si sentiva venir meno dalla tenerezza.
Pronunciava il suo nome con la a aperta. Quando
non erano sballati le leggeva Proust ad alta voce.
All'universit Kenneth vinse un premio per l'insegnamento,
ottenne una borsa di studio, poi pubblic una tesi
sul post-colonialismo, che present alla Modern Language
Association di San Francisco. All'ospedale, Anna ebbe una
promozione, con responsabilit di supervisione e lo stipendio
maggiorato, solo che non le sembr un vantaggio perch
non avrebbe pi potuto scrivere sul lavoro.
Accetta. Sar solo finch non finisco il dottorato, promise
Kenneth.
Ma dopo averlo portato a termine con il massimo dei
voti, a Kenneth fu offerto di rimanere a insegnare in facolt
per un anno, poi per un altro ancora. Quando Anna
finalmente termin il suo romanzo non sapeva cosa farne,
cos scrisse al signor Gaines per chiedergli un consiglio, ma
lui non rispose mai. La signora Auerbach le diede il nome
di un agente, che accett di leggerlo. Poi telefon ad Anna
in ospedale per dirle che le era piaciuto moltissimo, che era
favoloso. Anna si chiese se l'agente avesse letto lo stesso
libro che aveva scritto lei e che era, lo sapeva bene, deprimente,
cos come lo erano gran parte dei suoi racconti, che
in questo caso erano stati condensati in un unico romanzo.
Era come una valanga, come il cumulo di scorie che scivolava
lungo il fianco della montagna e seppelliva nove
case nella citt mineraria di cui parlava nel libro.
Tornando a casa compr una bottiglia di champagne.
Fantastico. Kenneth, solitamente cos intenso, manifest
un'evidente mancanza di fervore. A te, disse, sollevando
il bicchiere.
Cosa succede?
Niente, perch? Cin cin! Kenneth non aveva mai
detto cin cin prima di allora.
Anna lo fiss sospettosa. Tesoro... cominci.
Va tutto bene, disse. Solo...
Solo cosa?
Con che nome lo pubblicherai?
Be', non ci avevo pensato... Anna Trethaway, penso.
Cio,  questo il mio cognome.
Pensavo volessi usare il tuo.
Anna Todd? Cosa c' che non va in Anna Trethaway?
Ti vergogni di questo libro o roba del genere? Non hai
nemmeno letto l'ultimo capitolo o la parte centrale dopo
che l'ho rivista.
No,  solo... solo... be', di sicuro capisci, Anna, che 
un po' imbarazzante che tu pubblichi qualcosa prima di
me. Perch non usi il tuo cognome?
Ma la gente lo saprebbe comunque. Voglio dire, i tuoi
amici lo saprebbero...
Non necessariamente, disse Kenneth.
Ma certo! Ci saranno recensioni, interviste... e poi
glielo diremo, no? Kenneth...
Fregatene. Certo, hai ragione. Fregatene di quello che
ho detto. Scusa. Kenneth depose il bicchiere sul tavolino
del telefono con tanta forza che lo ribalt, facendo cadere
diverse rubriche e l'indirizzario. Poi se ne and, lasciando
la porta spalancata. Il vento invernale soffiava mentre Anna
cercava di raccogliere le schede dell'indirizzario. Le sirene
urlavano dalla stazione di polizia. Alla fine Anna and
alla porta e la chiuse con violenza. Poi si sedette sul divano,
lo stesso brutto divano regalato dai genitori di Kenneth
anni prima, e bevve un sorso di champagne direttamente
dalla bottiglia. Forse doveva telefonare a qualcuno per dare
la bella notizia. Lesse le schede dell'indirizzario che aveva
in mano: erano quasi tutti amici di Kenneth. Avrebbe dovuto
chiamare Baby, tutti pensavano che Baby avesse tanto,
maledetto talento. E avrebbe dovuto chiamare anche
Harriet e Courtney.
Ma non lo fece. Fin lo champagne e poi prese un po' di
vodka dal freezer, dove Kenneth la teneva per preparare i
martini che ultimamente beveva quasi ogni giorno, fin da
quando aveva preso il dottorato, poi un altro po', e infine vomit.
Quando Kenneth torn lei dormiva profondamente.
Il giorno dopo vomit ancora, e il giorno seguente pure.
Ma persino quando fu sicura di essere incinta, anche se aveva
sperato di esserlo per tanto tempo, non lo disse a Kenneth.
E nemmeno gli mostr le lettere dell'editore, che
giudicava il suo romanzo troppo crudo, e poco commerciale
e aggiungeva persino che essendo la signorina
Todd innegabilmente dotata di talento, forse dovrebbe
considerare l'idea di descrivere nei suoi romanzi una classe
sociale superiore. Anna continu a lavorare in ospedale,
anche di notte, battendo a macchina tesi e dissertazioni per
guadagnare qualche soldo in pi. Kenneth aveva bisogno
di un vestito nuovo e del dentista. Anna aspett invano che
lui si scusasse. Kenneth si compr un vestito nuovo e viaggi
in tutto il paese per vari colloqui di lavoro. Non la
port mai con s. Quando era a casa non scopava pi con
lei, dicendo di essere troppo depresso. Tutto quello sbattersi
per cercare un lavoro era cos umiliante.
La notte in cui torn da Chicago, Anna era seduta nel
minuscolo soggiorno, al buio. Indossava una vecchia camicia
di flanella di Kenneth, morbida, color vino, che aveva
il profumo di lui, un po' speziato.
Anna! Pensavo che dormissi. Sembrava esausto, agitato,
e portava l'abito nuovo e un impermeabile verde bottiglia
che non gli aveva mai visto addosso. La luce della strada
gli illumin il viso angosciato.
Bell'impermeabile, gli disse.
Grazie.
Allora, ti hanno dato il lavoro?
Non lo so ancora. Sai come funziona, te l'ho spiegato.
Kenneth, io non vengo, vero? Tu vai, ma io no.
Si lasci cadere ai suoi piedi, il viso affondato nel suo
grembo. Singhiozzava. Mi dispiace, ripet all'infinito.
Scusa, mi dispiace tanto.
Anna affond le dita nei suoi ispidi capelli scuri e guard
fuori dalla finestra. Una sirena incominci subito a
urlare e una macchina della polizia part con uno stridio di
gomme. Il pericolo era dappertutto. Ma il problema era
che Anna lo amava davvero. Era come se il suo amore fosse
qualcosa di indipendente da lei, che aveva preso vita da
solo ed era cresciuto col tempo, come il bambino che aveva
dentro. Non importava che Kenneth fosse degno di quell'amore,
e nemmeno che la amasse. L'amore di Anna andava
al di l di tutto. Perch Anna sapeva, persino in quel
momento, che era fortunata ad amare cos, sapeva di essere
pi forte, migliore di lui.
Anche Kenneth lo sapeva. Il giorno dopo raccolse i suoi
vestiti e si trasfer dall'altra ragazza. Dopo circa una settimana,
Anna si accorse che tutti gli amici elencati nell'indirizzario
erano amici di Kenneth. Era stata troppo impegnata
ad aiutarlo con gli studi per farsi degli amici suoi, a
eccezione delle ragazze che lavoravano con lei in ospedale
e che si schierarono dalla sua parte tramando terribili vendette,
furibonde con Kenneth.
Io saprei dove trovare un po' di Escherichia coli, si offr
la piccola Barbara. Non sto scherzando. Basta metterglielo nello yogurt.
Kaye propose un incendio, cos sarebbe morta anche
l'altra.
Anna non pot fare a meno di ridere, scrollando il capo.
L'altra non era nemmeno bella. Anna era gi andata a vedere
dove stava, e aveva parcheggiato l'auto davanti all'appartamento.
Era magra, alta e con i capelli neri, come Olivia,
la fidanzata di Braccio di Ferro, e sembrava perfino pi depressa
di Kenneth. Studiava letteratura del diciottesimo
secolo.
In un certo senso la risposta dell'agente non sorprese
Anna. Le scrisse che era molto dispiaciuta ma non era
riuscita a piazzare il romanzo che in fin dei conti turbava
troppo, ma sarebbe stata felice di leggere gli sforzi futuri
della signorina Todd.
Che stronza, disse Barbara.
Sai, intervenne timidamente Cindy, forse dovresti ascoltarla,
Anna, e tentare con qualcosa di diverso, di romantico,
qualcosa che la gente vuole davvero leggere, soprattutto
visto che dovrai mantenerti da sola per un po' -
e non sapeva nemmeno del bambino - a meno che tu non
voglia lavorare qui per il resto della tua vita.
Le ragazze gemettero in coro.
Ad esempio? Anna si sentiva forte, invincibile, aperta
a tutto. Sapeva che avrebbe avuto una femmina.
Ad esempio come questo. Cindy le pass un tascabile
intitolato Passioni mortali, con una formosa ragazza in copertina
che correva in un cimitero con un castello sullo
sfondo. Davvero,  bello, insistette Cindy tra le risate generali.
Non sto scherzando, leggilo e vedrai, ti far sentire
molto meglio...
Quelle parole le riecheggiarono in testa per tutto il tragitto
fino al South Carolina, nell'isola dove aveva deciso di
andare a vivere fino alla nascita della bambina. Aveva scelto
quel posto per capriccio, dopo aver letto di quella zona
in una rivista di viaggi. Lesse Passioni mortali nella stanza
di un motel a Cheraw. Non temeva di essere seguita; sapeva
che Kenneth si sentiva troppo in colpa per volerla rivedere.
Il denaro le sarebbe bastato per un po'. Aveva incassato
i soldi del conto cointestato, si era presa l'auto e una
piccola stampa, che le era sempre piaciuta, delle Blue Ridge
Mountains intorno a Linville Gorge, dove avevano campeggiato
in luna di miele. Nella prossima luna di miele,
giur a se stessa, non ci sar nessun campeggio.
...
.
...
Note.
1. Finta pelle molto in voga in quegli anni. Per pubblicizzarla era stato
inventato un animaletto, il nauga (N.d. T).
...
.
...
Miglio 437,2.
Vicksburg, Mississippi
Luned 10/5/99
Ore 5,00.
...
.
...
Harriet  seduta sul piccolo balcone, in camicia da notte, e
guarda il fiume che scivola via, scuro all'inizio, poi di una
luminescenza pallida, spettrale, man mano che l'alba avanza
e si riesce a malapena a distinguere l'acqua dagli alberi o
dal cielo.  tutta scombussolata. Le sembra di non aver
chiuso occhio tutta la notte, ma non pu essere, vero? Si
deve dormire. Ha letto che spesso si  addormentati, non
profondamente, anche quando si  convinti di non dormire
affatto. Spera che sia vero. Ricorda che Baby non dormiva
per giorni e giorni, in certi periodi. I sogni di Harriet
- o ricordi o pensieri o quello che sono, a seconda che si
fosse davvero addormentata o meno - ruotavano intorno a
Baby, e ora dovrebbe essere esausta, ma non lo . Si sente
pi viva che mai, una sensazione terrificante, esaltante, che
non provava da anni. I suoi nervi sono come fili elettrici al
vento. Si protende per guardare il fiume. La foschia - o 
nebbia? - galleggia a banchi sulla superficie. Gli uccelli volano
bassi, poi si alzano in un frullo d'ali. Il cielo  perlato,
l'acqua si rischiara. Adesso Harriet pu distinguere edifici
e porticcioli lungo la sponda. Sente voci maschili. Sporgendosi
dal corrimano, vede alcuni uomini sul ponte sottostante,
in attesa, con in mano gigantesche spirali di corda.
La potenza dei motori si riduce. Il battello rallenta.
Vicksburg.
Rendendosi all'improvviso conto di essere in camicia da
notte, Harriet rientra e si stende sul letto nella cabina buia,
rinfrescata dall'impianto di condizionamento. Fa quasi freddo,
 un'aria completamente diversa dall'afa densa, odorosa
di fiume che c' fuori.
Harriet tira le coperte fino al mento. Se riuscisse a dormire...
Se riuscisse a rilassarsi e a godersi il viaggio come le
altre sembrano perfettamente in grado di fare nonostante
le circostanze... Ma  davvero incredibile che non si rendano
conto del perch sono qui, oppure sembrano non
ricordarlo. Soltanto ieri, mentre andavano al ricevimento
del capitano, Anna le aveva detto: Harriet, ma Baby non
era innamorata di qualcuno prima di sposarsi con quest'uomo
che ci ha contattate? Mi sembra di ricordare una
cosa del genere. Chi era quel ragazzo?
Jefferson Carr. Dopo tanto tempo, pronunciare di
nuovo quel nome l'aveva turbata.
E lui non era andato in qualche strana scuola? Come
l'aveva conosciuto?
Oh, Anna, non te lo ricordi? L'ha conosciuto al festival
letterario, quando Jim Francisco ci ha provato con te, al
secondo anno. Gliel'ho presentato io.
La rivista letteraria Redbud era uscita verso la fine dell'autunno
con cinque poesie di Baby e due racconti di
Anna, uno dei quali intitolato Anello intorno alla luna, in
cui un ragazzo e una ragazza fanno il bagno insieme in un
motel dopo aver fatto sesso. Nella discussione che era seguita,
durante il laboratorio di scrittura, Suzanne St. John si era
dichiarata molto pi scandalizzata dallo squallore del motel
che dal contenuto della storia. Non riesco a credere che
una ragazza con la testa sulle spalle possa andare in un posto
del genere, aveva dichiarato con la sua voce stridula. Il racconto
aveva creato un piccolo scandalo al campus e, per la
prima volta, la rivista era andata a ruba. C'era anche una
poesia di Harriet in quel numero, ma nessuno ne aveva parlato.
Probabilmente non sarebbe stata nemmeno pubblicata,
pens in seguito, se non fosse stata membro dello staff di
Redbud. Ma forse era troppo severa con se stessa.
Quell'anno Harriet aveva il compito ufficiale di presiedere
alle iscrizioni per il festival letterario d'autunno. Il
tavolo delle iscrizioni, drappeggiato con un lenzuolo bianco,
era stato posizionato sotto una delle querce pi antiche
del cortile d'accesso. Le foglie brillanti cadevano dappertutto,
facendo luccicare il tavolo candido e l'erba verde,
rigogliosa. Harriet doveva distribuire i programmi, rispondere
alle domande e assicurarsi che tutti avessero la targhetta
con il nome. Anna era rimasta seduta con lei per
un po', poi era sparita per andare a lavarsi i capelli, visto
che doveva correre a prendere all'aeroporto Big Jim Francisco,
il poeta che avevano invitato come ospite. Jim Francisco
aveva una pessima reputazione, ma si pensava che
Anna, con il suo passato da dura, potesse tenerlo a bada.
Quel fine settimana, Baby doveva uscire con Kevin Cahill,
un pittoresco laureando dell'Universit della Virginia, un
poeta dai capelli lunghi, ricci e rossastri e la pelle quasi traslucida,
con le lentiggini verdi (Non sono verdi! urlava
Baby, ridacchiando, ma Harriet restava del parere che lo
fossero). In ogni caso, Kevin adorava Baby. Era sempre in
tuta militare, con libri di poesia e bottiglie di vino che
spuntavano dalle numerosissime tasche, e portava sempre
con s il suo cane, John Donne, un labrador nero con una
bandana rossa legata intorno al collo. Quel pomeriggio,
Baby aveva saltato la lezione di chimica in laboratorio per
andare a fare una scarpinata sulla Morrow Mountain con
Kevin Cahill e John Donne.
Harriet sospir, seduta al tavolo tra le foglie cadenti.
Perch non era stato chiesto a lei di andare a prendere il
poeta ospite? Perch non era in cima a una montagna con
un poeta? Incominciava gi a sospettare di essere pi adatta
per la redazione, per l'insegnamento, piuttosto che per
la scrittura. Aveva scelto pedagogia come materia complementare,
per stare sul sicuro. Ma sorrideva educatamente
mentre spuntava i nomi e distribuiva targhette e dava informazioni
a visitatori che non la notavano nemmeno, quasi
fosse stata Marion Faw, la millenaria segretaria del dipartimento
d'inglese che aveva sempre la psoriasi. Tra quarantanni
avrebbe potuto essere come Marion Faw, a pensarci bene.
L'affascinante professor Gaines si avvicin, con un braccio
intorno alle spalle della bellissima moglie. Ciao,
Harriet! grid la piccola Maeve, che li seguiva in sella al
triciclo con un'enorme ruota anteriore. Si registrarono
alcuni laureandi dell'Universit del North Carolina con
barba e stivali, arrivati da Chapel Hill. Poi fu la volta di un
gruppetto di suore della St. Mary, attirate dalla reputazione
di C. E. Reed, il cui piccolo corpus di opere era considerato
alquanto visionario, anche se lui non si rivel tale.
Ometto imbronciato, con la faccia a uovo, era scomparso
nella pensione del campus appena arrivato, la mattina presto,
e non aveva ancora messo il naso fuori. La studentessa
che doveva accompagnarlo, Lauren Dupree, si aggirava per
il giardino, in attesa di scortarlo ai vari eventi. Poi si iscrisse
un intero gruppo di studenti di poesia del college del
paese vicino, insieme a due insegnanti che non sembravano
affatto scrittrici, pens Harriet. Sembravano mogli di
un prete, con le loro camicette di foggia maschile, frange
perfettamente diritte e scarpe basse. Finalmente, la sua
insegnante, Marilyn Auerbach - che invece sembrava proprio
una poetessa con quella mantella (anche se faceva
troppo caldo) - arriv percorrendo il prato con la consueta
falcata lunghissima, furiosa, fumando le solite Lucky.
Marilyn Auerbach non camminava mai sui marciapiedi.
Harriet sospir, giocherellando con la matita. Sapeva di non avere l'aspetto della poetessa.
Harriet? disse una voce maschile.
Alz lo sguardo. L'aria era limpida, quasi iridescente.
Jeff?
Harriet Holding, disse lui. Non posso crederci.
In seguito Harriet non riusciva a ricordare come avesse
fatto a non vederlo, visto che di sicuro aveva attraversato il
lato vastissimo picchiettato di foglie dirigendosi verso di
lei. Come mai le era semplicemente apparso di fronte? Eppure
sembrava inevitabile, come se un pezzo mancante fosse
all'improvviso scivolato al suo posto. Harriet si alz. Jefferson
Carr le offr uno di quei sorrisi ampi, aperti che
faceva da ragazzino. Aggir il tavolo e la abbracci, sollevandola
da terra. Poi la fece roteare finch il cielo azzurro
e le foglie gialle e i vecchi edifici di mattoni rosa incominciarono
a sfocarsi e a Harriet sembr di essere chiusa
in un caleidoscopio. Le girava la testa quando Jeff la mise gi.
Immagino che avremo un bel po' di cose da raccontarci,
disse. I capelli castani di Jeff erano tagliati quasi a spazzola;
Harriet sent subito il bisogno di toccarglieli.
Aspetta un secondo. Harriet afferr un blocco e scrisse,
con mano tremante: ISCRIVETEVI E PRENDETE UNA
TARGHETTA. Poi se ne and con Jefferson Carr, lasciando
il foglio in evidenza sul tavolo. Sapeva di aver fatto una
mossa irresponsabile, ma ne era anche orgogliosa. Andiamo
al bar a berci una coca, propose. Jefferson Carr era
diventato molto alto e aveva le spalle larghe. Non assomigliava
per nulla al padre. Anche la madre era morta lo scorso
inverno, all'improvviso, per un virus. Pi o meno nello
stesso periodo in cui era morta Jill, scoprirono. Mi dispiace,
dissero all'unisono, e poi risero. Avanzarono prendendo
a calci lo spesso strato di foglie, fianco a fianco.
Come sta tua madre? Ho sempre adorato tua madre.
 la solita, disse Harriet. O forse anche peggio.
Un paio di volte sono venuto fino a Staunton, ma non
sono riuscito a uscire dalla macchina. Me ne sono andato
in giro. Ho visto il negozio e qualche signora che entrava e
usciva, e cos ho pensato: Bene, stanno bene, e poi sono
tornato a Richmond. Avrei dovuto entrare, disse.
No, fece Harriet. Forse  stato meglio cos. Non tornare,
intendo. Non so. Non so, perch io non me ne sono
mai andata davvero, avrebbe voluto dire. In ogni caso pensava
che non sarebbe stato piacevole che Jefferson Carr incontrasse
il dottor Piccolo, che stava ancora l in quel periodo.
Il dottor Piccolo che si tagliava la barba a punta con
le forbici della cucina e lasciava nel lavello quei peli spessi
e neri, un'abitudine che Harriet detestava a tal punto che
lei e Baby per quella che sembrava una reazione allergica
avevano inventato un nome: cillaphobia, paura dei peli.
Con sorpresa di Harriet Jeff rivel che studiava all'istituto
militare Shenandoah di Lexington. Dopo essere stato
per anni al nord era tornato in Virginia per frequentare il
college. Ma la scuola militare gli piaceva molto, era diventato
bravo dopo tutti quegli anni, anzi proprio quell'anno
era stato eletto capoclasse. Allora Harriet cap perch i suoi
pantaloni kaki avevano una piega cos perfetta, le scarpe
brillavano, la camicia oxford azzurra era impeccabilmente
stirata. I ragazzi del college Washington & Lee erano pi
trasandati, e ne andavano fieri: mettevano le camicie appena
estratte dall'asciugatrice, tenevano insieme le scarpe
malconce con il nastro isolante. Se non fosse stato obbligatorio,
non avrebbero mai indossato le giacche sportive, e
comunque mettevano le pi vecchie e logore che riuscivano
a trovare. Il blazer blu di Jeff Carr era impeccabile.
Tuo padre sarebbe orgoglioso di te, disse Harriet all'improvviso,
senza riflettere. Sapeva che era cos. Dabney
Carr era stato un uomo cos rispettabile...
Lo spero. Jeff si schiar la voce. Sai, probabilmente
hai passato pi tempo di me con lui. I suoi occhi scuri si
riempirono di lacrime. Scusami, disse.
Non scusarti. Anche a me dispiace. Harriet prese le
mani di Jeff tra le sue. Erano squadrate, forti e perfettamente
funzionali. Incroci lo sguardo della cameriera e
ordin altre due coche.
Non sapevo che si potesse uscire cos facilmente dall'istituto
militare, disse Harriet.
Oh, certo che si pu. Anzi, ho affittato un appartamento
a Lexington con degli altri ragazzi. Lo usiamo spesso
durante le licenze. Dopotutto, non  una prigione. Jeff
sfoggi un altro candido sorriso. Era bello da svenire nonostante
il taglio militare, chiunque l'avrebbe detto. Parecchie
ragazze che Harriet conosceva erano entrate nel bar e
fissavano lei e Jeff. Crederanno che ho una storia con lui,
pens Harriet, e poi, be', perch no? Drizz le spalle.
Chiunque fosse entrato nel bar in quel momento avrebbe
pensato che forse c'era qualcosa tra loro, anzi, che di sicuro
avevano una storia.
Jeff le disse che si stava specializzando in inglese e forse
sarebbe stata la sua ultima occasione per farlo. Poi sarebbe
entrato subito nell'esercito, dopo la laurea, ovviamente, e
forse in seguito avrebbe mandato avanti gli affari di famiglia
con il cognato. Non c'era posto per i sonetti nel suo
futuro. Era venuto per caso al festival letterario, con un
paio di amici, ma loro si sarebbero arrangiati da soli. E tu
cosa mi racconti? disse a un tratto.
Harriet ispir a fondo e le usc una valanga di parole,
come se avesse rovesciato una borsa piena: la scuola, le sue
compagne di camera, il lavoro per la rivista letteraria, le
lezioni di scrittura tenute da Marilyn Auerbach, il corso
che avrebbe frequentato in primavera con il famoso Lucian
Delgado. Ma non sono molto brava, disse.
Jeff incominci a ridere. Non sei proprio cambiata,
comment. La Piccola Signorina Nessuno, ti ricordi quel
libro che aveva Jill? Glielo leggevo ad alta voce e poi ci
scherzavamo sempre su.
La Piccola Signorina Nessuno viveva in cima alle
scale... recit Harriet.
E quando usciva, non andava da nessuna parte. Le
mani quadrate di Jeff avevano unghie altrettanto quadrate
e ciuffetti di peli scuri sulle nocche. La pelle di Jill era cos
bianca che qualche volta Harriet pensava di poter vedere,
attraverso le piccole vene azzurre, il suo cuore delicato,
pulsante.
Be', guarda chi c'! Si festeggia. Baby e Kevin Cahill,
sulla porta, bloccavano i raggi obliqui del sole. Chiss come,
era gi pomeriggio inoltrato. Baby indossava una camicia
maschile bianca e dei jeans rattoppati; i capelli le
ricadevano sul viso. Kevin, alle sue spalle, le circondava la
vita con un braccio.
Oh, Baby! Harriet si drizz a sedere, felicissima che le
due persone che amava di pi al mondo potessero conoscersi.
Voglio presentarti il mio vecchio amico Jefferson
Carr.
Baby si sedette. Kevin Cahill prese una sedia, la gir al
contrario e ci si sistem a cavalcioni. Baby si pass le dita
tra i capelli, poi li spost indietro, infine scroll la testa con
quel suo modo particolare, come un cane che esce dall'acqua,
per distribuirli sulle spalle. Sorrise a Jeff. Allora, sei
anche tu di Staunton? gli chiese.
Richmond, rispose lui. Ma non ci abito da anni.
Sono andato via per studiare. Quindi probabilmente non
conosco nessuno, se  questo che vuoi chiedermi. Le sorrise.
Baby lo stava fissando. Allora, come hai conosciuto
Harriet? gli chiese. A sentir lei, c' da pensare che sia nata
sotto un cavolo.
Jeff si sporse in avanti con lo stesso modo serio, schietto,
che aveva da ragazzino. Non hai ancora conosciuto sua
madre? le chiese. Alice  fantastica. I nostri genitori erano
amici e cos da piccoli giocavamo sempre insieme.
Con una singola frase, Jeff aveva normalizzato la strana
infanzia di Harriet. Scusatemi, disse lei, o pens di
dirlo, ma forse non l'aveva fatto perch ormai Kevin stava
chiedendo a Jeff dove studiava e nessuno sembr notare
che era andata in bagno, dove rimase a piangere a dirotto
per una decina di minuti. Quando torn, Kevin stava
dicendo ad alta voce: Stai scherzando? Vuoi dirmi che
entri nell'esercito volontariamente? Jeff gli sorrideva, sicuro
di s.
Certo, rispose Jeff. E poi sar tra due anni, non dimenticarlo.
Possono succedere un sacco di cose in due anni.
Comunque, voglio farlo.
Amico, non riesco a credere a queste stronzate, disse
Kevin.
Baby li guardava, prima uno e poi l'altro, gli occhi di
quell'azzurro chiaro intensissimo. Non sorrideva pi.
Jeff diede un'occhiata all'orologio. Era un orologio serio,
con tanti quadranti extra. Be', visto che sono venuto
fin qui per questa cosa, disse, direi che  ora. Si alz.
Harriet? disse offrendole il braccio in modo cavalleresco,
antiquato.
Oh, merda, disse Kevin. Si mise una sigaretta in bocca
e ne offr una a Baby.
Ignorandolo, lei si alz e raggiunse Jeff. Vengo anch'io.
Certo. Jeff porse l'altro braccio a Baby, che scroll
all'indietro i capelli e lo afferr, e cos Jeff le condusse
fuori, nel brillante pomeriggio azzurro, attraversando il
campus sulle foglie scivolose fino alla Kenan Hall, e nel
frattempo parlarono tutti e tre, anche se in seguito Harriet
non riusc a ricordare nemmeno una parola di quello che
si erano detti. Presero gli ultimi posti liberi, con Harriet in
mezzo. Jim Francisco era esattamente quello che il comitato
di Redbud si aspettava: grosso, allampanato e con in testa
un cappello nero da cowboy, insomma, pi di quanto
avessero sperato. Lesse di deserti e cani e ossa sbiancate e a
un certo punto si interruppe nel mezzo di una poesia, alz
lo sguardo dalla pagina per fissare il pubblico e disse:
Dannazione! Non  fantastico? Fu accolto da un applauso
fragoroso. Era completamente fuori di testa, ma aveva
qualcosa di pi, qualcosa di grande e reale che non si trovava
mai in quell'ordinato campus, tra studenti e accademici
che potevano soltanto studiarlo, pens Harriet. Non
sarebbero mai stati come lui.
 uno stronzo, bisbigli Anna a fine spettacolo, mentre
erano bloccati tra la folla in attesa di uscire dall'auditorium.
Ha gi tentato di convincermi a passare la notte con
lui, mi credi?
Oh, no, sussurr Harriet. Ma ci credeva.
Sta al motel della Posta, ma invece continua a chiamarlo
motel della Frusta e dice cose del tipo: Ehi, piccola,
ho qualcosa di grosso da mostrarti dopo, al motel della
Frusta.
Magari scherza. E tu cosa gli hai risposto?
Be', niente, voglio dire, non ancora. Non volevo farlo
arrabbiare prima della festa della Auerbach. Escogiter
qualcosa, disse Anna. C' un sacco di tempo.
Anna, voglio presentarti il mio amico Jefferson Carr,
disse Harriet, nella ressa. Jeff, questa  un'altra delle mie
compagne di stanza, Anna. Le pareva che le scoppiasse il
cuore mentre i due si stringevano la mano.
Wow, dove l'hai trovato? sussurr Anna prima di scomparire
tra la folla.
Harriet sentiva la rassicurante pressione della mano di
Jeff sulla schiena mentre avanzavano lentamente verso il
portico.
Baby inarc la schiena stiracchiandosi, e si appoggi a
una delle gigantesche colonne. Ho bisogno di bere qualcosa,
disse.
Ecco il tuo ragazzo. Jeff indic una grossa quercia ai
piedi della collina, dove Kevin era disteso sull'erba a leggere,
sicuramente per farsi notare, mentre John Donne dormiva
al suo fianco. Non alz lo sguardo dal libro quando
la folla usc nel portico.
Non  il mio ragazzo, disse Baby.
No? fece Jeff.
Baby scroll il capo con violenza. Dio, no, disse.
Sentite, ci vediamo dopo alla festa, okay? Scese la gradinata
e attravers il prato per raggiungere Kevin. Jeff e
Harriet rimasero a guardarla. Era a piedi nudi. Si chin
a parlare con Kevin, o forse lo baci, perch i suoi capelli
gli ricoprirono il viso. Jeff si schiar la voce. Devo trovare
i tizi con cui sono venuto, disse, e poi ti offro la
cena.
 inclusa nel prezzo dell'iscrizione, precis lei e subito
avrebbe voluto tagliarsi la lingua: aveva perso l'occasione
di andare al ristorante con un gruppo di ragazzi.  una
specie di cestino da picnic, si pu mangiare gi allo stagno.
Mica male. La scuola militare aveva trasformato Jeff
nel tipo di ragazzo che dice spesso mica male e ricevuto.
Gli altri cadetti, Tom e Price, avevano fatto amicizia
con due studentesse dell'ultimo anno, ragazze serie, dai
capelli lunghi, che a Harriet sembravano simpatiche, pur
non conoscendole; cos tutti e sei si sedettero sulla sponda
dello stagno e mangiarono il cibo che erano passati a prendere
in mensa, pollo fritto, insalata di patate e biscotti al
cioccolato, mentre la notte avanzava rapidamente e l'aria si
faceva fresca vicino all'acqua. Dopotutto era ottobre. Price,
il cadetto grande e grosso con gli occhiali dalla montatura
nera, era molto divertente, e raccontava di come fosse difficile
tentare di pubblicare una rivista letteraria alla scuola
militare. Tutte le poesie hanno una cadenza perfetta,
disse. Con rime bellissime. Ma pochissimi si abbonano alla
rivista.
Perch? chiese Harriet.
Oh, siamo troppo presi a lucidarci gli stivali. Jeff le fece
l'occhiolino per farle capire che non parlava troppo seriamente.
Dobbiamo marciare un sacco, non c' molto tempo
per la poesia. Ehi, te lo mangi quello? chiese Price, indicando
il petto di pollo che Harriet aveva toccato a malapena.
Quando lei scroll il capo, le disse: Ti dispiace? Dopo
che lei ebbe scrollato di nuovo il capo, lo prese e lo fin.
Era quasi buio, era quasi ora del reading di C. E. Reed,
quando la mente di Harriet si libr in alto, sorvolando lo
stagno. Sono io, pens. Sono io, seduta qui con Jefferson
Carr, con altri gruppetti sparpagliati sulla sponda, l'acqua
che gorgoglia nella brezza fresca, le luci che si accendono
come per magia tra gli alberi lungo il sentiero e per tutto il
campus. Sono io, pens prima di afferrare la mano che Jeff
le stava porgendo per aiutarla ad alzarsi, e ritornare nel
mondo, con le guance bagnate di lacrime che nel crepuscolo
sperava nessuno vedesse.
Harriet, pronta?
Devo solo fare un salto in dormitorio a prendere un
maglione, disse, perch all'improvviso era troppo, le emozioni
erano troppe, non le reggeva pi. Ci vediamo al reading,
okay?  nella stessa sala, tienimi solo un posto. Il
rumore sordo dei suoi passi le riempiva tutto il corpo mentre
correva su per la collina fino a Old South. La loro stanza
sembrava travolta da un uragano: luci accese, porta spalancata.
Baby non c'era. Harriet afferr un maglione e si
pass il pettine tra i capelli.
Harriet, tesoro, cosa c' che non va? Courtney stava
sulla porta, in attesa che Hawk, il suo nuovo fidanzato,
passasse a prenderla.
Invece di rispondere, Harriet la strinse forte per un attimo,
e poi corse via. Non era cos che doveva sentirsi, in fin
dei conti? Una ragazza con un ragazzo che le piaceva, e che
la aspettava? Scese di corsa i tre piani di scale e arriv nell'auditorium
proprio quando C. E. Reed incominciava a
leggere brani del suo famoso libro con voce profonda,
quasi lugubre. Sembra quel tizio, sai, in The Munsters,
sussurr a Jeff, scivolando sulla sedia che lui le aveva tenuto.
Herman, disse Jeff. Hai ragione.  proprio cos. Cominci
a ridere e poi anche Harriet si mise a ridere, in modo
incontrollabile, anche se sapeva di dover mantenere il
silenzio. Nei successivi quindici minuti, ogni volta che si
guardarono, scoppiarono di nuovo a ridere.
Finalmente il reading arriv alla sua deprimente conclusione
(un uomo che cade nella neve, con i corvi che
volano sopra di lui) e Harriet guid il gruppetto alla festa
che si teneva a casa della signora Auerbach.
Ma... Harriet! La signora Auerbach sembr molto
sorpresa di vederla con tanti ragazzi. Ehm... entrate! Era
buffo vedere quei corpulenti cadetti spostare le tende di
perline della Auerbach per entrare nel suo mondo artistico.
La signora Auerbach aveva creato in casa sua una sorta di
salotto letterario che presiedeva affettatamente, con un
sacco di collane di perline che penzolavano, come i seni
cadenti, sul caftano porpora. Gli studenti dei suoi corsi
d'inglese dell'ultimo anno erano sparpagliati dappertutto,
sui tappeti turchi, tra i cuscini batik, per terra intorno a
Big Jim Francisco che suonava la chitarra in un angolo.
Finch lo lasciamo suonare la chitarra tiene le mani a
posto, disse Anna, accogliendoli con due birre.
Anna indossava un lungo abito giallo pieghettato, con i
crespi capelli rossi raccolti in un modo che le conferiva
un'espressione leggermente sorpresa. Andate tutti in cucina
a prendere da bere, disse, tornando nell'angolo. Harriet
present Jeff al signor Gaines, che la imbarazz lanciandosi
in un elogio sulla sua bravura come baby-sitter.
Sembrava che la stesse raccomandando come ragazza da
sposare. Harriet sent il viso farsi bollente a quell'idea,
mentre il signor Gaines continuava a lodarla.
Finalmente riusc a trascinare Jeff nella cucina affollata,
dove lui si immerse in un'intensa conversazione con il signor
Duff, l'anziano studioso di Yeats con il sorriso ebete e
i capelli bianchi arruffati. Tutti lo adoravano, con quel suo
modo di chinarsi verso di te con la mano all'orecchio, che
lo faceva sembrare davvero interessato a quello che dicevi
in classe, anche se era una stupidata. Il signor Arlington, il
nuovo professore di teatro, vestito completamente di nero,
spiccava contro il frigorifero verde. Correva voce che la
moglie lo avesse lasciato una settimana dopo che si erano
trasferiti al Mary Scott. Parlava con Catherine Wilson, gesticolando
freneticamente. Una tale intensit avrebbe terrorizzato
Harriet, ma Catherine sembrava indifferente: annuiva,
sorseggiava la sua birra, fumava e rideva, gettando
indietro il capo. Davanti al forno c'era un giovane scheletrico,
agitato, che Harriet non aveva mai visto prima. Stava
parlando con Kevin e alcuni altri ragazzi dell'Universit
della Virginia. Cos ho scritto questo romanzo su un tipo
alienato di Memphis che non riesce ad affrontare la vita
reale e quindi va al cinema di continuo, no? E ci ho messo
tre anni, capite? Tutti annuirono solennemente, tenendo
in mano le loro birre. Poi cosa succede? Walker Percy pubblica
L'uomo che andava al cinema ed  un successo. E quindi
cosa succede a me? Avevo questo editore che prima era
molto interessato, poi mi dice: Mi dispiace, amico. Cio,
non posso biasimarlo,  abbastanza simile, lo ammetto. Ma
poi il mio agente mi lascia senza parole dicendo anche lui:
Mi dispiace, amico. Ed eccomi fregato, con un calcio nel
culo. Allora, cosa dovrei pensare?
Kevin scroll il capo. Harriet riusc a superarli e a raggiungere
il lavandino, che era pieno di birre e ghiaccio. Ne
prese due e ne pass una a Jeff, che le strinse il braccio per
ringraziarla, senza distogliere lo sguardo dal signor Duff.
Jeff continuava a tenerle il braccio, quindi Harriet rimase
al suo fianco.
Ehi, prova un po' di questo. A un tratto Baby era
comparsa, e stava versando bourbon in bicchierini di carta
che aveva allineato sul bancone della cucina. Sorrise a Jeff:
Non ti ho gi visto da qualche parte, soldato? Lui sorrise.
Prese un bicchierino e butt gi il bourbon in un sorso,
cos Harriet lo imit.
Non siamo andati al reading, disse Baby. Com'era?
Non ti sei persa niente, fece Jeff.
Hai ragione, disse Harriet, ma nessuno la sent perch
qualcuno aveva messo un disco proprio in quel momento,
i Beatles che cantavano Can't buy me love. Jim Francisco
doveva essersi stufato di suonare, pens Harriet.
Baby incominci a muoversi a tempo. Adorava ballare.
Abbiamo litigato, disse, gridando per farsi sentire.
Mi dispiace, fece Harriet.
Non preoccuparti. Baby chiuse gli occhi, ballando ancora
a piedi nudi. Poco dopo si unirono a lei anche Catherine
Wilson e Bowen Montague, che avevano recitato le
Supremes in My girl alla festa di primavera, l'anno precedente.
Si facevano chiamare le Lupe della Virginia.
Harriet, Jeff e i tipi dell'Universit della Virginia indietreggiarono
per fare spazio. Harriet riemp di nuovo i bicchierini.
Merda, tanto il romanzo  morto comunque,
disse Kevin al tizio che aveva scritto il libro sul cinefilo.
Qualcuno mise l'album Live at the Apollo di James Brown,
il pezzo Please please please please. Alcuni dei ragazzi dell'Universit
della Virginia e il cadetto pi grosso, Price, si
unirono alle ragazze. La gente si affollava sulla soglia, incuriosita.
Harriet fu sospinta contro il bancone. Baby ballava
con gli occhi chiusi, incurante della camicia sporca sulla
schiena. Catherine Wilson si scatenava mentre tutti facevano
il tifo per lei. Il bourbon era buono, pens Harriet,
forte ma anche rilassante, in un certo senso; lo sentivi scendere
fino allo stomaco. Le ragazze stavano ballando sempre
pi velocemente.
E poi, anche se Jeff le teneva la mano sul braccio e lei
era ancora premuta contro di lui, cos vicino da sentire
l'anca, le sue ossa, cap di averlo perduto. Era l, ma in un
certo senso non c'era. Harriet si accorse di sfregare tra le
dita un lembo della sua camicia, avanti e indietro, e di farlo da un bel po', proprio come sua madre quando tastava
furtivamente i tessuti nei negozi, per esempio un vestito
che voleva copiare, o come Jill quando giocava con
il bordo di satin di quella coperta che si portava sempre
dietro. Il tessuto oxford della camicia di Jeff era forte e piacevole
al tatto, un po' umido di sudore. Harriet lo sfregava
tra il pollice e l'indice. Continu finch la musica non
fin e Jeff Carr lasci delicatamente la sua mano e le diede
una piccola pacca. Ehi,  stato fantastico rivederti, Harriet,
le disse nell'orecchio, tra il frastuono di tutti i presenti
che si erano messi a parlare. Ci rivediamo presto,
okay? Prestissimo. E un secondo dopo era sparito, fuori
dalla porta della cucina con Baby. Lasciarono la porta spalancata.
All'improvviso Harriet vide la faccia di Kevin a pochi
centimetri dalla sua. Be', 'fanculo, disse. Ubriachiamoci.
Le sventol una bottiglia davanti agli occhi.
Harriet sorrise, o cerc di farlo. Okay, disse, e infatti
incominciarono a bere, ma non fu un granch e alla fine la
signora Auerbach cacci tutti fuori. Harriet lasci Kevin
ubriaco fradicio sull'amaca nel portico della signora
Auerbach e attravers il campus da sola, inspirando l'aria
frizzante. C'era fumo nell'aria, veniva da qualche posto
lontano. Si butt sul letto completamente vestita e non si
svegli nemmeno per assistere alla famosa scena che ebbe
luogo pi tardi, quando Anna, cercando di sfuggire a Jim
Francisco, gli disse che sarebbe andata al suo motel se le
lasciava fare un salto in dormitorio a prendere una camicia
da notte e il diaframma. Ma ovviamente non si fece pi
vedere e lo moll in macchina nel parcheggio di Old South.
Ben presto Big Jim, infuriato, si mise a gridare: Anna!
Anna! esattamente come Stanley Kowalski in Un tram che
si chiama desiderio, come parecchi commentarono in seguito.
Alla fine le guardie della sicurezza lo trascinarono via.
Big Jim non si fece vedere a colazione n alla festa d'addio,
il mattino dopo, e non ci andarono neanche Anna e Harriet,
che ebbe il mal di testa per tutto il giorno fino al luned,
durante la prima lezione di letteratura irlandese del
signor Duff, i cui capelli bianchi erano ancora pi arruffati
del solito, elettrizzati, come un soffione andato in seme.
Il professore aveva assegnato un gruppo di poesie di William
Butler Yeats; Harriet aveva letto e riletto The Song of
Wandering Aengus.
Sa, Harriet, le disse il signor Duff, con il suo tono formale
mentre lei cercava un posto in classe, mi ha fatto
piacere vederla al reading questo fine settimana, e sono stato
felicissimo di conoscere il suo amico cadetto - Jeff, giusto?
- alla festa di sabato sera.  un giovane adorabile.
Harriet lo fiss, la pelle a chiazze, gli occhi azzurro pallido,
vulnerabili. S, comment semplicemente.  un
giovane adorabile.
Baby fu costretta a rimanere nel campus per punizione
una settimana intera, a causa di una soffiata di Louise Burr,
una grassa carogna che non avrebbe mai avuto un ragazzo
in vita sua e odiava chiunque l'avesse. All'inizio Baby era
furiosa, diceva che era assurdo e che sarebbe morta se non
avesse potuto vedere Jeff Carr per un'intera settimana, ma
il luned sera, dopo avergli parlato per un'ora al telefono, si
calm. Non posso comunque vederlo durante la settimana,
disse a Harriet, che la trov d'umore sorprendentemente
allegro.  da non credere quello che gli fanno fare
in quella scuola,  pazzesco. Quindi tanto vale che mi metta
a lavorare a quel maledetto saggio su Shakespeare e me
lo tolga dai piedi. Baby raccolse i suoi libri e si diresse in
biblioteca, cosa che non faceva mai. Oh, Harriet, disse,
fermandosi sulle scale e guardandola dalla soglia della stanza
- andremo a trovarlo il prossimo week-end per la
Grande Parata, okay? Non vedo l'ora di vederlo in azione.
Ci ha invitate.
Pensavo che dovessi andare alla Duke.
Baby fece una smorfia. Oh, diavolo, no, disse, come
se fosse la cosa pi lontana dai suoi pensieri. Vuoi venire
con me? Ci facciamo un viaggetto, disse, con un ghigno.
Certo, disse Harriet.
Fin dall'inizio Harriet fu coinvolta nella loro storia - era
come essere innamorati, ma non faceva cos paura. Jeff e
Baby divennero all'improvviso la coppia pi bella del campus,
la pi visibile. Tutti li notavano - era impossibile non
guardarli appena entravano in una stanza: era come se fossero
circondati da una luce. Non si poteva distogliere lo
sguardo. Insistevano per portare Harriet dappertutto: al cinema
del campus, al bar, a Lexington per una festa. Le organizzavano
appuntamenti con gli amici di Jeff, nessuno
dei quali si innamor mai di lei, anche se non sembrava
cos importante - loro l'amavano, Baby e Jeff, ed era sufficiente.
In un certo senso Harriet era necessaria. Li completava.
E tutti dicevano che era l'autunno pi bello degli
ultimi anni, giorni e giorni di cieli limpidi, azzurri, con
la Morrow Mountain simile a una fiammata di colore in
lontananza. A Harriet sembrava che accadesse tutto per
loro.
Non vi pare che le stelle siano pi grandi del solito?
chiese Baby una notte in cui tutti e tre erano sdraiati su un
plaid vicino allo stagno a guardare il cielo.
Hai ragione. Comunque sono pi luminose del solito,
disse Jeff.
In un certo senso, tutto sembrava pi luminoso.
Man mano che i giorni diventavano settimane, poi un
mese, poi due, fu evidente che Baby stava subendo una
trasformazione. Smise di mordersi il labbro inferiore e di
inspirare con piccoli rantoli mentre parlava. Smise di infilarsi
i capelli in bocca e di mangiucchiarsi le unghie. Incominci
a consegnare i compiti alle date stabilite: il tempo
che poteva trascorrere con Jeff era cos limitato che si era
messa a studiare. Smise di bere troppo. Mise su qualche
chilo. Ho sempre pensato che non mi sarebbe nemmeno
piaciuto qualcuno che poteva avere una buona influenza su
di me! disse un giorno a Harriet, ridacchiando. Tutte le
sere si metteva la maglietta di Jeff, con il suo nome stampato
sulla schiena. Passava ore a scrivergli, anche se si telefonavano
tutti i giorni. Non rispondeva alle chiamate degli
altri ragazzi che, dopo un po' di tempo, smisero di cercarla.
I suoi genitori, di ritorno da un viaggio a New York, si
fermarono un giorno per conoscere il soldatino di
Margaret, come disse la fascinosa matrigna di Baby, Elise,
ma persino la loro approvazione sembr non importarle.
Le uniche persone a cui Jeff non piaceva erano quelle, come
la signora Auerbach, a cui non piacevano le sue idee
politiche. (Ehi, io non ho nessuna idea politica, diceva
Jeff,  la signora Auerbach che le ha!)
Anche se Harriet si considerava apolitica, fu innegabilmente
eccitante vedere ottocento cadetti che attraversavano
il campo a passo di marcia nella Gran Parata settimanale,
con tutti quei cappelli, scarpe e cinture bianche,
le bandiere che sventolavano, la banda che suonava John
Philip Sousa, il sole che faceva brillare le pistole, l'inesorabile
rullo del tamburo in sottofondo. Harriet piangeva
ogni volta che suonavano l'inno nazionale, non riusciva
a trattenersi. Era eccitante. Era tutto cos eccitante...
Suon soltanto un campanello d'allarme, in febbraio,
dopo che Harriet e Jeff avevano fatto visita a Baby in Alabama
durante le vacanze di Natale, per il tanto reclamizzato
debutto in societ di una cugina di primo grado. La cugina
in questione, Nina Wade Ballou, aveva due anni meno
di Baby, che aveva gi fatto il suo debutto, anche se non
ne aveva parlato mai. A volte a Harriet sembrava che esistessero
due Baby: una era la ragazza lunatica e scatenata
che camminava a testa alta per il college; la seconda era l'altra
Baby, che Harriet vide per la prima volta durante quel
viaggio, la signorina dell'alta societ che assomigliava tanto
alle numerose cugine dal doppio nome che le aveva presentato:
Nina Wade, Martha Fletcher, Emma Dell - impossibile
ricordarsele tutte. In pi si assomigliavano, ed
erano tutte bionde.
Harriet era nervosissima per l'occasione, ma il suo abito
di satin verde, fatto da Alice, risult davvero perfetto. Sia
Elise che la zia di Baby, Honey, l'accolsero con gridolini di
ammirazione quando apparve come Cenerentola al ballo.
Poi la zia Honey le raccolse i capelli, mentre Elise le metteva
lunghi orecchini di diamanti.
Sono veri? E se li perdo? Harriet non riusciva a smettere
di guardarsi nella specchiera dell'atrio al piano di sotto
- forse era la curvatura dello specchio, o il vetro antico, un
po' opaco, ma sembrava davvero... be', s, bella.
Oh, signore, non mi ricordo se sono veri o no, disse
Elise ridendo. Ma se  cos, sono sicura che Troy li ha assicurati.
Comunque, prosegu, non li perderai. Dio, sei
proprio uno splendore! Non  uno splendore, Honey?
E Honey, una copia grassa di Elise, seduta al centro di
un divanetto rosa con le gambe dritte come due salsicce,
disse: S, davvero, s, certo, sorseggiando giudiziosamente
il suo sherry.
Ma guarda qui! grid Elise, e tutte e tre si voltarono
verso la scalinata a guardare Jeff che scendeva piano, un
gradino alla volta, con Baby al braccio che indossava una
lunga gonna rossa ricoperta di perline. Jeff era in uniforme
grigia, con i bottoni di ottone che brillavano. Oh, Dio!
Oh, Dio! La zia Honey si sfreg gli occhi come se stesse
per piangere, e poi si mise a piangere davvero, con singhiozzi
disperati che Baby ed Elise ignorarono.
Cos'ha tua zia? Harriet non riusc a evitare di chiedere
poco dopo, appena entrarono nella piccola macchina
sportiva di Elise, con Baby alla guida.
Be',  pazza, ovviamente! disse Baby. Sono tutti pazzi,
te lo dico io. Cio, aveva questo fidanzato o una cosa del
genere, non ricordo. Chi lo sa? Piange in continuazione.
Baby stava lottando con la gonna troppo lunga. Merda!
Alla fine la tir su fino alla vita e poi la gett indietro sul
sedile, schiacciando l'acceleratore. Le si vedevano le mutande.
Scusate, disse a Jeff al suo fianco e a Harriet nel minuscolo
sedile posteriore, entrambi ricoperti dal luccicante
turbine di satin.
Ehi, non preoccuparti, disse Jeff, stringendole il
ginocchio nudo, nodoso. Questa era la Baby che conosceva
Harriet, la ragazza che girava a gambe nude quando le
pareva.
Mi accendi una sigaretta, per favore? Se pensi di poterlo fare senza incendiare la macchina, disse a Harriet, che
obbed e subito si sent la testa girare per quella grossa boccata
di nicotina.
Harriet aveva l'impressione che Baby avesse guidato per
chilometri in quella campagna vasta e vuota. L'Alabama
era enorme. Anche la fattoria di suo padre era enorme, con
i campi di stoppie che sembravano estendersi fino agli
alberi abbozzati, eterei, spogli che segnavano il lontanissimo
orizzonte. Non si riusciva nemmeno a vedere dove
terminavano i terreni. Baby imbocc una strada secondaria,
super un fiume nero e percorse un lungo viale orlato
di torce accese per tutto l'ultimo chilometro. La villa
enorme, con colonne candide su tutta la facciata, emerse
come una visione nel tramonto, il piano superiore ornato
di rami di magnolia a mo' di festoni. Harriet decise
di non rivelare a nessuno che non aveva mai partecipato
a un ballo di debuttanti in vita sua. Alcuni ragazzi in uniforme
li attendevano per parcheggiare l'auto. Mentre saliva
la gigantesca gradinata aggrappata al braccio di Jeff,
con Baby dall'altra parte, a Harriet sembrava di scoppiare
dall'emozione. Questa sono io, pens. Non sar mai pi
cos bella. Annuendo, sorridendo, bevendo lo champagne
spumeggiante, Harriet fece del suo meglio per osservare le
stelle di Natale, le composizioni di perle e stephanotis, i
lampadari e i candelabri e gli specchi dappertutto, per tentare
di ricordare tutti i dettagli da raccontare ad Alice, ma
la musica attacc e le si avvicin un ragazzo e fu trascinata
via, e si ritrov a roteare per la sala cercando di stargli al passo.
Con la coda dell'occhio vedeva Baby che ballava con
Jeff, poi li perse di vista e quando la vide di nuovo stava
danzando con suo padre, il cui viso affascinante, solido,
esprimeva dolore e orgoglio insieme (Oh, certo che mi
ama, aveva detto Baby a Harriet poco tempo prima. Mi
ama troppo. Per quello non sopporta di avermi tra i piedi).
Baby e suo padre erano la coppia pi bella sulla pista.
Il giorno dopo le ragazze dormirono fino al pomeriggio,
alzandosi giusto in tempo per salutare i membri della famiglia
di Baby che arrivavano a decine per congratularsi con
Nina Wade e conoscere il soldato di Margaret e mangiare
pesciolini fritti in un enorme pentolone d'olio bollente e
un maiale intero cotto su un gigantesco spiedo posto su un
fal all'aperto. Alcuni uomini di colore si occupavano del
cibo, in cortile. I pesciolini si mangiavano interi, lische,
testa e tutto. Si sgranocchiavano tra i denti.
I fratelli di Baby adoravano Jeff e lo seguivano dappertutto.
Si misero a correre nei boschi e poi andarono in giro
in moto lungo il fiume, a tutta velocit sui campi ghiacciati,
con Baby dietro a Jeff. Harriet, seduta in veranda,
guard le tre moto scomparire nell'orizzonte rosso del tramonto,
mentre rispondeva come meglio poteva alle domande
dei parenti di Baby. Da dove veniva? E di dov'era
quel ragazzo? Quelle donne anziane erano troppo curiose,
pens. La stancavano, in Alabama tutti parlavano cos tanto...
Blateravano di continuo ma nessuno - nessuno! - accennava
mai alla madre di Baby, che non compariva tra i
numerosi ritratti che tappezzavano le pareti, raffiguranti in
gran parte seri, vecchi, rigidi Ballou. Alcune immagini erano
pi recenti: Baby adolescente in groppa a Satan, il suo
compianto cavallo, che vince una coccarda, poi un trofeo;
il signor Ballou ed Elise in abito da sera, in qualche posto
tropicale; i gemelli da piccoli che giocano nella sabbia su
una spiaggia ampia, soleggiata - e quello dev'essere l'altro
fratello di Baby, un ragazzo magro, alto, scuro, accanto a
lei davanti a una chiesa. Si assomigliano moltissimo. Dev'essere
Pasqua. Baby, a otto anni circa, ha un vestito a righe
con un grande colletto bianco e un cappello di paglia
ornato di ciliegie. Il ragazzo indossa un abito chiaro che gli
 ormai corto, forse stava crescendo troppo in fretta, immagina
Harriet. Anche se nella foto ci sono altre persone
alle loro spalle, che salgono la gradinata della chiesa, Baby
e suo fratello sono immobili, le mani a malapena si sfiorano,
e fissano l'obiettivo. Baby sorride felice. Ma  come se
suo fratello potesse vedere nel futuro, in un certo senso; il
viso incavato sembra triste, tormentato.
Eccoti! Vuoi giocare a bridge? Era la zia Honey, che
sbuffava e ansimava, con la mano sul cuore.
Con un brivido, Harriet volt la schiena alla parete
ricoperta di fotografie, felice di unirsi alla zia Honey e a
qualche cugina dal doppio nome, felice che Alice le abbia
insegnato a giocare a bridge.
Harriet era sbigottita dalla quantit di decorazioni natalizie.
Oh, Elise ci lavora per mesi! le disse Baby in tono
sprezzante, ma per Harriet la casa era bellissima, un'opera
d'arte, ogni camino ornato di foglie e ramoscelli, una ghirlanda
su ogni porta, un po' di agrifoglio su ogni tavolo. La
decorazione preferita di Harriet era il presepe con tutti gli
animali e gli angeli e le figure di legno, disposto sul tavolo
all'entrata. Era stato intagliato, qualcuno le spieg, da un
uomo di colore che lavorava per il padre di Baby. Harriet
non riusciva a passarci davanti senza prendere in mano il
minuscolo Ges ricavato da una noce, grande come un'unghia.
Harriet era affascinata anche dalle porcellane natalizie
di Elise, un servizio da sedici, ogni pezzo decorato con una
immagine stagionale circondata da un bordo di sempreverde.
Non lo trovi pacchiano? bisbigli Baby asciugando un
piatto con Santa Claus. Era la serata libera del cuoco, cos
Harriet si era offerta di lavare i piatti.
Be', in effetti, no, a me sembra carino. Mi piace. Harriet
fu felice di aver fatto quel commento, perch all'improvviso
Elise si era materializzata in cucina, avvolgendole
nella nuvola inebriante del suo profumo.
Ne avrete uno anche voi, disse Elise. Tutti ce l'hanno.
Avremo cosa? chiese Harriet.
Baby continu ad asciugare piatti. Era furiosa perch
suo padre aveva portato Jeff con s al Rotary.
Un servizio di porcellane di Natale, ovvio. Bisogna
averne tre: quello per tutti i giorni, il servizio buono, e
quello per le feste, spieg Elise, contando sulle dita perfettamente
curate. Avrete il vostro servizio prima di quanto
credete, ragazze.
Io non avr mai e poi mai un servizio di Natale, sibil
Baby digrignando i denti.
Oh, Baby, dici tali sciocchezze! Certo che lo avrai! Elise
usc dalla cucina ridacchiando. Siete due angeli, disse
allontanandosi. Non so cosa faremmo senza di te Harriet,
lo giuro. Devi tornare a trovarci appena puoi.
Niente giochetti, aveva detto Baby a Jeff sventolando
un dito, mentre gli mostrava la camera, il giorno in cui
erano arrivati. E Harriet dorme con me. Eppure, tutte le
volte che Harriet si svegliava, Baby non era mai al suo fianco
nell'imponente letto a baldacchino; l'ultima notte rimase
sveglia finch le prime luci grigie entrarono dalla finestra
dai vecchi vetri ondulati e Baby torn e si addorment
accanto a lei come un bimbo. Harriet rimase a guardare
Baby che respirava, respiri brevi, dentro e fuori, dentro
e fuori, finch la sveglia non suon e fu ora di alzarsi, fare
i bagagli e andarsene.
Tornate a scuola, l'inverno si trascin all'infinito, grigio
e caotico. Harriet svolgeva ricerche per un'opera teatrale su
Mary Shelley che pensava di scrivere per il seminario di
teatro moderno del signor Arlington. Aveva una cotta segreta
per il signor Arlington, ma sarebbe morta se qualcuno,
persino Baby, l'avesse scoperto. E poi era una cotta
poco pericolosa, visto che l'unica studentessa che sembrava
piacere al professore era Catherine, che aveva un ragazzo
fisso al Washington & Lee. Una domenica sera era quasi
l'ora del coprifuoco quando Harriet torn dalla biblioteca
ed entr nella camera buia mentre il telefono squillava.
Gett a terra la borsa dei libri e alz il ricevitore. Pronto?
 l?
Cosa?
Baby. C'?
Be', io, non so. Sono appena rientrata.
Okay, aspetto. Guarda in giro. Brusco, quasi rude, Jeff
sembrava un altro.
Senti, io... cosa succede?
Ho solo bisogno di sapere se c'.
Pensavo che fosse con te. A Lexington.
Harriet. Ti prego.
Okay. Aspetta. Harriet mise gi la cornetta e accese le
luci. Baby poteva non essere l in quel momento, ma evidentemente
era tornata da Lexington. C'era il suo vestito
nero, gettato sul letto disfatto, c'era la sua borsa da viaggio
a terra. La porta del bagno era chiusa.
Baby, disse Harriet davanti alla porta. Baby, sei l?
Non sent un vero e proprio suono, ma qualcosa di simile.
Harriet si ferm, poi gir sui tacchi e torn al telefono
prima di aprire la porta. Jeff,  qui da qualche parte, ma
non so dove, esattamente. Cio, la sua borsa  qui. Forse 
scesa al bar.
Be', dille di chiamarmi quando la vedi. Jeff sembr
sollevato. E, Harriet...
S?
Grazie, disse Jeff, prima di riagganciare.
Harriet and subito alla porta del bagno. Baby? chiam
ad alta voce, sperando di riuscire a mantenere la calma.
Sto per entrare. Adesso apro la porta.
La porta non era chiusa a chiave. Baby era seduta nella
vasca da bagno, con le gambe rannicchiate, le braccia incrociate
sulle ginocchia, la testa bassa.
Baby! Harriet trattenne il fiato. L'acqua nella vasca era
rossa. I capelli scuri di Baby galleggiavano. Lei alz lo
sguardo, il viso bianco come la morte sotto la luce cruda
del neon. Aveva gli occhi vuoti, senza espressione e, sotto,
ombre nere, simili a chiazze.
Fammi vedere le braccia, disse Harriet.
Baby la fiss.
Le braccia. Alza le braccia!
Sempre fissandola, Baby le mostr le braccia, una alla
volta. Harriet non aveva mai notato quanto fossero sottili,
anzi, la definizione migliore era scheletriche. Un taglio corto,
diagonale, attraversava l'avambraccio sinistro, tra il gomito
e il polso. Sanguinava ancora.
 l'unico?
Baby annu.
Allora non volevi farlo davvero, giusto? Altrimenti avresti
cercato la vena. Harriet pass in un secondo dalla
paura alla furia, sorprendendo se stessa. Cosa le succedeva?
Non posso credere che ci avresti fatto una cosa del genere.
Baby si lasci ricadere nella vasca, rannicchiando di
nuovo le gambe e guardandola. Non arrabbiarti, disse,
come se fosse una bambina.
Non arrabbiarti! ripet Harriet. Arrabbiarmi! Sei
pazza? Su. Esci di l. Subito.
No. Baby scroll il capo cos violentemente che una
lunga ciocca di capelli bagnati le si appiccic alla guancia.
S, disse Harriet, con fermezza. Adesso andiamo in
infermeria.
No. Baby tent di drizzarsi a sedere. Stava tornando
la Baby di sempre. No, per favore, non  nemmeno un taglio
profondo, lo vedi anche tu. Non volevo fare sul serio.
Non abbiamo dei cerotti da qualche parte? Mi sento molto
meglio adesso. Si alz, tenendosi al bordo della vasca. Le
costole e le anche sporgevano dal corpo, i seni sembravano
appiccicati al petto scheletrico, i capezzoli erano raggrinziti.
Harriet le tese la mano per sostenerla mentre usciva
dalla vasca. Appena Baby la tocc, la rabbia di Harriet
scomparve, lasciando solo una profonda agitazione.
Sei sicura che non vuoi andare in infermeria? Magari
ti danno una pastiglia, un tranquillante o qualcos'altro.
Harriet pensava, in un angolino della mente, che forse
infrangeva qualche regola non accompagnando Baby in
infermeria. Le avvolse un grande asciugamano intorno alle
spalle.
Adesso sto bene, davvero bene. Baby riusc a sfoggiare
un sorriso falso, premendo sul taglio un pezzo di carta
igienica. Vedi? Ha smesso, comunque. Spost la carta e
insieme guardarono le gocce di sangue emergere come perline
rosse su un filo. Be', quasi, aggiunse.
Forse ti dovrebbero dare dei punti.
No, ti prego, Harriet, finirei in un sacco di guai come
l'altra volta, ti prego non farmi andare in infermeria, ti
prego, non dirlo. Trovami solo un cerotto, sono sicura che
li ho da qualche parte.
Harriet sapeva dov'erano. Se mi prometti, disse, mi
prometti davvero che non farai mai, mai pi una cosa del
genere. Sul serio, Baby.
Giuro, disse Baby, facendosi il segno della croce sul
cuore.
Okay, allora. Harriet frug nel cassetto della scrivania,
trov i cerotti e ne applic due sul taglio. Ecco qua, disse.
Vestiti. Ecco, metti questa maglia. Ma chiama Jeff prima
di andare a letto.
Okay. Baby si infil la maglietta di Jeff. Ma devi promettermi
che non farai la spia, okay, Harriet? Non lo dirai
n a Jeff n a nessun altro.
Perch dovrei promettertelo? Harriet era esausta e un
po' disgustata.
Perch non lo far mai pi. Parola di scout.
Non sei stata negli scout.
Nemmeno tu. Senti - Baby la fiss -  solo una cosa
che facevo un tempo, okay? Non volevo ammazzarmi.
Be', allora cosa diavolo stavi cercando di fare?
Sentirmi meglio, disse Baby.
Aspetta un attimo. Tagliarti ti fa sentire meglio?
Baby annu. Mi... mi... toglie la pressione di dosso, in
un certo senso.
Che pressione? Harriet non capiva.
La... non so come spiegarti, disse Baby.  solo che...
solo che non riesco a reggere, certe volte, tutto qui. Stava
tremando nella maglietta troppo grande.
Reggere cosa?
Oh, Harriet, non vado bene per Jeff, non lo capisci?
Sono terribile, dovrei lasciarlo in pace ma non ci riesco, lo
sai. Non ci riesco, non ci riuscir mai. Ma lo roviner, so
che  cos, sono terribile.
Tu non sei terribile, disse Harriet. Ma cos' successo?
Dev'essere successo qualcosa.
Oh, be', noi... mi sono fatta beccare nella sua stanza
fuori dall'orario delle visite, e poi lui era in ritardo per l'addestramento,
o quello che era, e poi i suoi voti si stanno
abbassando e poi penso che la goccia che ha fatto traboccare
il vaso  stata che... be', mi ha fatto provare la sua
pistola.
La pistola? ripet inebetita Harriet.
Be', volevo vederla, sai che ho imparato a sparare da
piccola, cos se l' portata dietro quando siamo andati a
Goshen ieri, no, oggi, immagino, stamattina, sembra che
sia passato un sacco di tempo. Mi stava facendo vedere
come usarla l in mezzo ai boschi. Non c'era anima viva in
giro. Ha sparato - una scintilla le brill negli occhi - ed
 stato davvero eccitante. Ma poi ci hanno beccato.
Chi vi ha beccato, in mezzo ai boschi?
Oh, un cretino dell'istituto. Uno stupido professorino
di storia che stava facendo un picnic con la mogliettina e i
suoi stupidi bambini.
E allora cos' successo?
Oh, non so, faranno un'inchiesta, una cosa tipo corte
marziale, ma un po' meno in grande. E comunque a Jeff
hanno tolto il titolo o i gradi o quello che . Non  pi capoclasse.
Cosa ne dice lui? Jeff, intendo.
Baby riusc a fare un sorrisetto. Dice che tanto non
voleva fare il capoclasse. Dice che non gli importa. Non gli
importa di niente, solo di me. E ora potremo passare molto
pi tempo insieme. Ma lo roviner, Harriet, lo sai. Non
dovrebbe avere niente a che fare con una ragazza come
me.
 assurdo, disse Harriet in tono severo, proprio mentre
il telefono incominciava a squillare. Ha telefonato un
attimo fa, probabilmente  lui che richiama.
Baby strinse il braccio di Harriet cos forte da farle
male. Non me l'hai ancora promesso. Prometti che non lo
dirai a Jeff.
Harriet la abbracci. Parola di scout, disse. Baby sorrise.
Le sue spalle sembravano piccole ali ossute sotto la
maglietta di Jeff.
Okay. Baby prese il telefono. Ciao, disse; ascolt
per un minuto, poi incominci a piangere. Lo sai che ti
amo.
Harriet and in bagno a pulire la vasca, chiudendosi la
porta alle spalle.
La storia d'amore continu, intensa come sempre, per
tutto il secondo semestre, ma la parte migliore era gi passata.
Baby flirtava con gli altri ragazzi e lui era geloso. Non
avrebbe voluto, diceva Baby, ma non riusciva a trattenersi.
Diceva di non aver mai amato nessuno cos, prima di allora.
Lo amava cos tanto che era spaventata a morte. Allora
perch non lo lasci in pace? chiese Harriet, che non ci
capiva pi niente. Harriet adorava Baby ma era dispiaciuta
per Jeff, che aveva perso almeno cinque chili a causa di
quel tormento.
Non posso, rispose semplicemente Baby. Oh, tesoro,
non lo far mai, mai. Litigavano, facevano la pace, litigavano,
si riappacificavano ancora. Sembrava una lotta infinita,
quasi mitica per Harriet, come le storie degli di nella
mitologia greca. Spesso era Harriet ad appianare le cose.
Prendeva e consegnava messaggi, e qualche volta addirittura
li riformulava. Dopo tutto quel tempo le sembrava di
sapere cosa Jeff intendesse dire davvero e cosa no. Baby era
pi difficile da interpretare, essendo pi portata a dire cose
che non avrebbe voluto. Harriet doveva riformulare attentamente
le sue frasi. Era una vera fatica. Si sentiva esausta
ed eccitata al contempo.
A volte non riusciva pi nemmeno a capire cosa voleva
lei. Evidentemente Jeff sarebbe stato meglio senza Baby.
Avrebbe potuto tornare a dedicarsi alla sua carriera come
faceva prima di conoscerla. Ma probabilmente Baby sarebbe
morta senza di lui. E se si fossero lasciati, Harriet avrebbe
rivisto Jefferson Carr? Non sopportava l'idea di perderlo di vista; sarebbe morta anche lei. Adesso Harriet gli telefonava
e lo vedeva di frequente perch, non essendo pi
capoclasse, andava spesso al Mary Scott.
La primavera arriv troppo in fretta, troppo calda; l'estate
li travolse, accelerando tutto. Baby non pass matematica
e chimica, ma le poesie continuavano a sgorgare
dalla sua penna. Era come una scrittura automatica, sotto
dettatura, pensava spesso Harriet, guardando Baby che
scriveva fissando un punto nello spazio, in ascolto. Che
cosa sentiva? Non la poesia, le aveva detto una volta, ma la
voce della poesia. Harriet non capiva. E non era nemmeno
giusto, pensava, visto che lei faticava cos tanto con i suoi
racconti. Il professor Lucian Delgado era tiepido nei confronti
di quelle storie, ma Harriet adorava comunque le
sue lezioni, che si tenevano il mercoled sera alla Abbot
Guest House, dove lui alloggiava. Lucian Delgado offriva
a tutte vino e birra e le lasciava fumare. Lui fumava la pipa,
indossava una giacca di velluto blu scuro e le pantofole, e i
suoi occhi socchiusi erano sorprendentemente assorti mentre
leggeva ad alta voce i loro lavori.
Poco prima che iniziassero gli esami, Harriet e Baby saltarono
le lezioni del marted pomeriggio e andarono a
nuotare con Jeff nella cava sulla Morrow Mountain, dietro
il college, territorio ufficialmente proibito agli studenti.
Dovettero alzare un pezzo di barriera di filo spinato e tenerla
ben sollevata per infilarsi sotto. Il lago era come una
ciotola d'acqua nera circondata da rocce, poi boschi verdi
e fitti con gli alberi ricoperti di kudzu, e un cielo azzurro
che formava un arco sul paesaggio. Erano soli. Appisolata
a pancia in gi sotto il sole, Harriet alz il capo in tempo
per vedere Baby arrampicarsi sulla grande roccia vicino al
punto pi profondo, levarsi il costume rosso con un solo
movimento rapido, e prendere la rincorsa per tuffarsi nell'acqua
scura mentre Jeff gridava: Nooo! Jeff avanz
come una furia nel lago, aspettando che riemergesse, poi la
afferr mentre nuotava, la sollev e le scroll le spalle finch
la testa le ricadde all'indietro e lei si dimen per liberarsi
dalla presa. Le diede uno schiaffo. Baby si mise a urlare
e lui la baci.
Con il cuore che martellava, un calore che le pervadeva
tutto il corpo, Harriet riabbass il viso sull'asciugamano.
Erano pazzi. Non sopportava quelle scene, eppure non
riusciva a trattenersi dal guardarle. Li odiava entrambi. Odiava
se stessa. Quando alz di nuovo lo sguardo, non c'erano
pi. Erano scomparsi nei boschi. Harriet, distesa al
sole, sentiva il sangue scorrerle in ogni vena; sentiva il proprio
corpo pulsare nel calore. Si tocc fino ad ansimare di
piacere o di sgomento, non riusciva nemmeno a capire
cosa provava. Harriet fu felice quando si organizz il viaggio
in chiatta, perch cos si sarebbero distratte un po',
deviando parte di quella tremenda energia che teneva Baby
sveglia a qualsiasi ora anche quando non era con Jeff, e le
faceva esplodere nella mente le poesie come fuochi d'artificio.
Harriet fu felice anche quando Jeff dovette andare via
a met maggio per le manovre estive, una parola che
Baby pronunciava sempre con un ghigno, come se fosse tra virgolette.
Ci ammazzeremo l'un l'altra, prima o poi, aveva detto
Baby un giorno, ma Harriet aveva pensato che avrebbero
ucciso prima lei. Per colpa loro, Harriet era sempre sottosopra.
Quello che era sembrato amore, ora pareva sempre
pi spesso odio, almeno a Harriet, che detestava stare con
loro almeno tanto quanto le piaceva, tanto quanto li amava.
Ma la parte migliore, la pi dolce, era gi finita.
La nebbia se n' andata, finalmente, il sole luccica sull'acqua.
Harriet sente qualcuno nel corridoio davanti alla
porta. Si alza. Sul molo, alcuni uomini stanno scaricando
casse da un camion per caricarle sulla Belle. I passeggeri
scendono sulla passerella. Ecco Russell che fa i suoi esercizi
di stretching contro un palo di cemento. Vicksburg torreggia
al di l del molo. L'unica cosa che Harriet ricorda dal
viaggio in chiatta  una moltitudine di statue, la cavalleria
dei Confederati, sulla collina. Era tardi, buio. Avevano
bevuto, e poi erano scese lungo una strada piena di statue
che spiccavano candide alla luce della luna. E gli abitanti?
Dove sono gli abitanti? continuava a chiedere Baby, facendole
scoppiare a ridere. Sembrava che avessero tutta la citt per s.
Ora Harriet  pronta per rileggere le poesie. Apre la tasca
della sua grossa valigia ed estrae la cartelletta consunta;
poi distribuisce i fogli sul letto come meglio pu, anche se
alcuni sono cos accartocciati che  quasi impossibile. Baby
le scriveva quasi tutte a matita, sulle pagine strappate di un
piccolo blocco a spirale che teneva nella tasca posteriore
dei jeans tagliati. Quando avevano raggiunto New Orleans
le aveva dimenticate nel cassetto della stanza che condivideva
con Harriet al Royal Sonesta Hotel, insieme a parecchie
monete (Baby non le teneva mai), un pacchetto vuoto
di sigarette Winston, un pettine da uomo, due fili di perline
del Marted Grasso e l'indirizzo di un tipo di Indianola,
nel Mississippi. Harriet le aveva trovate quando Baby
se nera andata.
...
.
...
Vecchi bugiardi alla radio
Lo scoppio gracchiante
di voci maschili
sulla radio a onde corte:
Dove sono?
Le vedi?
S, le vedo
Vicino a Friars Point
Sono tutte mezze nude
 un piacere guardarle
Te lo dico io.
...
.
...
Mamma 1
Mamma portava calzoncini corti rossi
E sandali col tacco alto
Era troppo
Per questa citt.
...
.
...
Appello
Quando Jeff mi mise quass
mi piaceva
oh, mi piaceva un sacco
Nei giorni limpidi
riuscivo a vedere
nelle parole della canzone
Dolci brezze
mi soffiavano il sole in faccia
Nulla avevo da fare
se non le unghie
Cos mi abbronzavo
Guardavo la tiv
Leggevo romanzi
Mangiavo petits four
pizza ai peperoni
tutto quello che volevo
bevevo champagne
Per, per quanto idilliaca
la superficie  molto dura
e la scala si  dimostrata
instabile
quindi se puoi per favore
farmi scendere da questo piedistallo ti prego
mi fa male il culo
...
.
...
Mamma 2
beveva gin come acqua
tutto il giorno
nel calice di vetro rosa
con lo stelo ritorto
che Pap le aveva comprato a Venezia
in luna di miele.
...
.
...
Fratello
sia fuori
che nella sua stanza
con la porta chiusa
non voleva parlare con nessuno
chiamava Elise quella puttana
beveva liquore forte
alle undici o a mezzanotte
con i ragazzi da Dinkins Bottom
Io dicevo, Dinkins Bottom! Non  buffo?
non  buffo, Ricky?
Vivevo per farlo ridere
vivevo per una parola, uno sguardo
dal viso pi simile al mio
in tutto il mondo
...
.
...
Ospedale
Pensano tutti
Di essere Ges
Perch?
Magari nemmeno il primo Ges
Era davvero Ges
Forse era solo
Schizofrenico
...
.
...
Bronchite
Fresche lenzuola stirate
tende tirate
Tapparelle abbassate
Lampada a spirito che sibila
nell'angolo
La medicina speciale della mamma
Sul comodino
Jack Daniels, zucchero e succo di limone
mescolati in una tazza di porcellana
con un cucchiaio d'argento
Prendine quanto ne vuoi
tu sai di cosa hai bisogno
diceva mamma
...
.
...
Debutto
Baby Ballou
Piacere!
al tuo debutto
Ricky Ballou
Piacere!
strappando viole
a due a due
...
.
...
Vanit
Mamma alla toeletta
con la gonna di seta rosa
con in mano la spazzola
e il pettine d'argento,
un milione di bottiglie, tubetti, fiale 
batuffoli di cotone in un vaso cinese.
Sigarette che escono da un pacchetto accartocciato.
Cenere sul tappeto,
cenere sulla sedia d'oro e velluto.
Una ciabattina di satin con il tacco alto,
nuvola di chiffon rosa.
Lo specchio ovale bordato di luci
 incantevole
o da clinica
a seconda del suo umore
(ma sempre teatrale)
pi grande del vero, dicono.
Stavo a guardarla
mentre si truccava il viso
Cio lo trasformava
Lo creava a partire da graffi ,
e unghiate e sfregi e bruciature
Lo ricopriva
lo lisciava
colorava gli zigomi di rosso
dipingeva le labbra sporgenti,
la sorpresa arcuata del sopracciglio.
Matita cobalto. Gli occhi da gatto
erano di gran moda allora.
Fragrante, fragrante cipria
da un piumino di piuma.
Profumo: Je reviens
ancora, ancora.
Si alza rassettandosi,
si china per baciarmi la guancia
prima di uscire.
L'aria trema
carica della sua bellezza.
Ora, allo specchio,
anch'io ho zigomi
per cui morire di desiderio.
...
.
...
Miglio 437.2.
Vicksburg, Mississippi
Luned 10/5/99
Ore 9,00.
...
.
...
Courtney ha deciso di continuare a fumare durante il viaggio
- dopotutto  talmente sotto pressione, e pu smettere
non appena arrivano a New Orleans. Anzi, prima, smetter
la sera prima, cos Gene non sentir l'odore di fumo
nei suoi capelli. Comunque fuma sempre un paio di sigarette
quando Hawk  via per lavoro,  un piccolo aiuto, un
piccolo regalo, qualcosa per se stessa. Quindi potrebbe anche
comprarsi un pacchetto intero adesso che hanno attraccato
a Vicksburg. Dopo essersi infilata gli occhiali scuri
e le scarpe comode, incomincia a risalire la lunga collina. 
davvero una bella ginnastica. Ma che brutta citt  Vicksburg,
sciatta, misera, nonostante tutta la sua storia; ma non
hanno nessun orgoglio civico, qui?
Le erbacce fuoriescono dalle crepe nei marciapiedi.
Molte case e negozi sono in vendita; alla sua destra, due
vecchi edifici in mattoni stanno per essere demoliti. Altri
sono vuoti, le finestre senza vetri come occhi ciechi
che guardano gi dalla collina, meditando sul fiume fangoso.
Si  alzato un po' di vento, che soffia polvere e cartacce
lungo Grove Street, facendole vorticare intorno alle
caviglie di Courtney. In cima alla collina c' una stazione
di servizio Shell con un grosso cartello che dice NEGOZIO
PER FUMATORI. Courtney compra un pacchetto di Ultralights
perch comunque non contano, praticamente
non c' tabacco dentro. Poi va in una cabina telefonica.
Il telefono a Magnolia Court suona quattro volte, poi si
sente il clic che precede l'attivazione della segreteria.
Invece una voce ansimante di ragazza dice: Pronto.
Vangie?
Mamma?
 proprio Vangie, con una strana nota nella voce. Ora
ricorda. Il suo gruppo suonava al Cat's Cradle, a Chapel
Hill, ieri sera. Come ha potuto dimenticarlo? L'ha persino
scritto sul calendario in cucina, dove Vangie si trova in questo
momento. Forse  lei che ha l'Alzheimer, non Hawk,
solo che ovviamente non pu essere Alzheimer, suo marito
 troppo giovane.
Mamma? Ciao, mamma, sei tu?
Oh s, s, tesoro. Come stai? E Nate? Com' andato il
concerto? Grazie a Dio Courtney non era a casa, altrimenti
avrebbe dovuto andare a vederlo.
Oh, bene, dice Vangie. Sai com'. Vangie dice sempre
sai com' e cio, Courtney non lo sopporta. Mamma,
quando torni a casa?
Luned, risponde Courtney. Il mio programma 
proprio l, appiccicato al frigorifero. Ti dice esattamente
dove mi trovo in qualunque momento. Lo vedi? Courtney
prosegue chiacchierando allegramente del viaggio, del
cibo, del tempo...
Mamma. Vangie la interrompe. Non puoi tornare a
casa prima?
No, non posso, dice Courtney. Non posso proprio.
Non puoi interrompere una crociera quando la incominci.
Il che non  affatto vero, soprattutto questa crociera,
che si ferma in parecchie citt. Perch? chiede alla
fine.
Perch nessuno mi ha detto che pap era malato? All'improvviso
Vangie sempre molto giovane e molto arrabbiata,
come quando era adolescente.
Be', tesoro, non  malato, gli fanno solo degli esami
questa settimana, nient'altro, niente di grave. Non vedevamo
il motivo di preoccuparti mentre eri in tourne. Sono
solo dei controlli, in realt.
Ma pap  malato, dice Vangie lentamente. Ogni parola
affonda come una pietra nella coscienza di Courtney.
Pensa a quei ragazzi che ha visto la mattina presto, che tiravano
pietre nel fiume; ogni pietra creava un cerchio che
si allargava nell'acqua. Si appoggia alla calda parete metallica
della cabina. Fa un sacco di elenchi, dice Vangie.
Oh, sai com' tuo padre, ha sempre fatto un sacco di
elenchi. Il tono di Courtney  falso, lei stessa se ne accorge.
 un uomo molto organizzato.
Ma non  vero, geme Vangie. Fa troppi elenchi. Voglio
dire che il suo comodino  ricoperto di liste, le ho viste
quando sono entrata a cercare l'aspirina. Ha qualcosa
che non va, mamma. E noi dobbiamo partire per Philadelphia.
Adesso?
S, guideremo per tutto il giorno. Cio, Van guider.
Noi dormiamo, sai. Dietro. Poi, wow, in un baleno siamo arrivati.
In un baleno, certo, pensa Harriet. Si d per scontato che i figli crescano e se ne vadano di casa e girino dappertutto e facciano qualsiasi cosa. Ma da noi ci si aspetta che rimaniamo a casa, congelati nel tempo esattamente come eravamo, e ai figli non piace che ce ne andiamo. O che cambiamo. Nemmeno un po'. Fa troppo caldo in questa cabina. Proprio davanti a lei un uomo enorme parcheggia una lunga Buick azzurra e scende, passandosi sul viso il pi grosso fazzoletto che Courtney abbia mai visto. Aspetta. Vuole usare il telefono.
Mi piacerebbe che tornassi, dice Vangie. Prendi un aereo nella prossima citt in cui ti fermi, no? Qual  la prossima?
Natchez.
Prendi un aereo a Natchez, allora. Vangie  la voce della responsabilit, uno strano scambio di ruoli considerate tutte quelle notti in cui nessuno aveva idea di dove fosse.
Un'estate era sparita per tre settimane, Courtney era quasi fuori di s per l'angoscia, ma a Vangie importava?
Certo che no. Alla fine aveva telefonato da Austin chiedendo soldi, che Courtney le aveva prontamente inviato.
Poi era tornata a casa come se niente fosse, con i capelli tagliati a spazzola, color porpora. Amici della Libreria, certo! Ma Courtney era cos felice di vederla che le aveva comprato una chitarra elettrica nuova e non aveva detto niente a Hawk.
E poi ha proprio un aspetto diverso, disse Vangie inaspettatamente.
Cosa intendi per diverso?
 come, cio, se guardasse nel vuoto.  difficile da descrivere.
Non succede sempre, comunque. Come stamattina, stava benone.  stato carinissimo con Nate, per esempio.
Nate non aveva mai passato molto tempo con lui, era sempre, cio, s, in soggezione, lo sai. Ma ieri, quando siamo arrivati, era l, seduto in cucina a leggere il giornale, solo che non lo stava proprio leggendo, sai, era l seduto a guardare nel vuoto e quando ho detto: Ciao pap, sorpresa!  tornato in s.
Tornato in s?
Uh-huh.
Senti, Vangie, cosa sta facendo adesso? chiede Courtney.
Vorrei parlargli.
Lui e Nate sono andati a prendere delle ciambelle.
Mary Bell era decisa a fare le cose in grande, a preparare la tavola e a cucinare una colazione con i fiocchi, ma non abbiamo tempo. Cos Mary Bell  rimasta di sopra a riposarsi o a fare il broncio o quello che , chi lo sa,  cos strana, Nate non riesce a crederci, questa situazione  cos gotica, e comunque, pap si ... cio,  tutto eccitato per questa nuova pasticceria, Krispy Kreme, a Glenwood, e cos ci sono andati. Pap pareva proprio felice di vederci. Ha abbassato il tettuccio della macchina.
Vedi? Andr tutto bene.
Vangie sembra stanca. Mamma, hai passato tutta la vita a ripeterlo. Ma questa volta, te lo dico io, non funzioner.
Courtney ha la sensazione che le pareti della cabina la stiano schiacciando, come se avesse una morsa intorno al cuore. Il grassone sta camminando su e gi; incrocia il suo sguardo e indica l'orologio. Senti, tesoro, devo chiudere.
Fa cos caldo in questa cabina, mi sembra di svenire. Il concerto andr benissimo, abbraccia Nat e pap da parte mia. Torner luned sera.
Come vuoi, dice Vangie. La linea si interrompe.
Il grassone si dirige alla cabina non appena Courtney esce. Scivolandole fin troppo vicino, la guarda e strizza l'occhio, leccandosi il labbro superiore. Il suo sudore puzza di birra. Courtney gira sui tacchi e corre, scendendo lungo Grove Street fino al molo e poi si precipita sul battello.
...
.
...
FINE.